IL POSTINO BUSSA SEMPE DUE VOLTE (A GIORNI ALTERNI)

| 26 Gennaio 2017 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. La Cgil ci manda il seguente comunicato, firmato dai segretari di categoria Salvatore Labriola e Bruno Tataranni______

La riorganizzazione del recapito, imposta dall’Azienda Poste Italiane spa, ha determinato sull’intero territorio salentino la paralisi del servizio.

Questa riorganizzazione fortemente voluta dai vertici aziendali, sull’intero territorio nazionale, e che in Puglia sta interessando le provincie di Lecce, Brindisi e Foggia, e successivamente anche quella di Taranto, nasce dalla necessità aziendale di ridurre drasticamente il costo del lavoro, non solo nel recapito, ma anche nel settore della sportelleria e dello staff di circa 20.000 addetti entro il 2019, per rispondere all’esigenze di cassa del Governo.

Infatti Poste Italiane è rientrata nel progetto di privatizzazione voluto dal Governo per fare fronte al pagamento delle rate sul debito pubblico, azione che quasi sicuramente continuerà, viste le recenti dichiarazioni del ministro Padoan.

Il problema quindi è tutto di politica economica e la privatizzazione di Poste viene fatta pagare ai lavoratori e ai cittadini, visto che l’aumento considerevole del costo del lavoro, imposto ai portalettere, si traduce in un servizio di recapito non più previsto su cinque giorni la settimana, ma a giorni alterni.

Traduzione: un portalettere non serve più una sola zona di recapito, ma bensì due, con un orario di lavoro previsto su cinque giorni.

Questo vuol dire che, a settimane alterne, la corrispondenza viene recapitata a rotazione, per due giorni su una zona e tre sull’altra e viceversa.

In provincia di Lecce il taglio è stato di circa 80 portalettere che, è bene precisare, non perderanno il loro posto di lavoro, ma subiranno una mobilità interna verso altri mestieri o verso altre province, al netto delle proposte di esodo incentivato che Poste predispone ogni anno sino al 2019.

Il progetto di riorganizzazione di recapito però, doveva rispettare, non solo quanto previsto nell’accordo nazionale, sottoscritto con le Organizzazioni sindacali nel settembre 2015, ma anche il contratto di programma sottoscritto con il Governo in materia di servizio universale, atteso che Poste Italiane, almeno sino a tutto il 2019 percepisce un contributo di circa 260 milioni di euro per recapitare la posta su tutto il territorio.

Poste Italiane quindi, per affrontare questa riorganizzazione, aveva garantito l’impegno a realizzare un progetto e investimenti in nuove tecnologie in tempi brevi che nei fatti resta disatteso e lascia gli addetti nel caos più completo.

Spiegare quello che sta succedendo e quali siano i buchi neri nella nuova organizzazione postale è complicato, ma la considerazione che nasce è quella che forse ci sia una volontà politica e aziendale a dismettere una parte del servizio di recapito dal 2020, anno in cui Poste non avrà più riconosciuto il contributo per il servizio universale, e forse sta pensando di riposizionarsi su un mercato di prodotti postali con un alto valore aggiunto.

È chiaro che l’atteggiamento di Poste, al di là delle dichiarazioni di rito “che tutto va bene”, non aiuta a capire se la situazione potrà avere un cambio radicale.

L’incontro di verifica sulla riorganizzazione del recapito, infatti, tenutosi a Roma nei giorni scorsi, non è andato verso quanto richiesto dalle Organizzazioni sindacali e auspichiamo un coinvolgimento sia delle associazioni dei consumatori che dei Sindaci che, a nostro avviso dovrebbero, chiedere un immediato coinvolgimento dell’ANCI a tutti i livelli.

Ci chiediamo inoltre quale ruolo stia svolgendo la deputazione locale, sia quella di Governo che d’opposizione, non ci risulta allo stato attuale alcun intervento concreto sul problema del recapito sul territorio salentino, e per porre un freno all’azione di privatizzazione di un’azienda che resta ancora di proprietà dello Stato.

La SLC CGIL comunica che in questi giorni, dopo l’ulteriore confronto a livello nazionale che ha dimostrato la poca percezione della realtà sulla qualità del servizio e del lavoro che si ha a livello centrale, di fronte a tutti i disservizi che si registrano quotidianamente in periferia, la Segreteria Nazionale sta proclamando una nuova stagione di lotta.

 

 

Category: Cronaca, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (1)

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  1. Antonio Moscaggiuri, Federconsumatori - tramite redazione ha detto:

    Federconsumatori Lecce denuncia con forza l’ennesima situazione di grave disagio in cui si trova l’intera provincia di Lecce a causa dei disservizi postali.

    È purtroppo noto ormai che Poste Italiane, a seguito dei tagli effettuati, consegna la posta “a giorni alterni”.

    In realtà non è così!

    In molti dei Comuni della Provincia la posta non viene consegnata per settimane intere a volte anche mesi, con notevole disagio per gli utenti che ricevono fatture già scadute e che sono costretti, per questo, a pagare more che non sono di loro competenza; addirittura si assiste a casi in cui il portalettere consegna tutta la posta di un’intera strada a un solo cittadino, pregando lo stesso, o sperando, che la smisti a tutti gli altri abitanti della via, peraltro con una grave violazione della privacy; in caso di consegna delle raccomandate, in cui occorre raccogliere la firma del cittadino, molte volte il portalettere lascia direttamente l’avviso senza neppure accertarsi della presenza in casa o meno del destinatario, costringendo l’utente a recarsi presso l’ufficio postale per il ritiro.

    Inoltre in alcuni Comuni, gli uffici postali, come ad esempio, Carpignano salentino e Serrano, non dispongono neppure del portalettere.

    Ogni giorno in molti uffici si assiste a file interminabili per il ritiro della posta con, in alcuni casi, pericolo di risse tra gli utenti ma anche minacce nei confronti dei dipendenti.

    È evidente che Poste Italiane ha spostato la sua attenzione e le sue risorse economiche sulla vendita di prodotti finanziari e assicurativi, trascurando completamente quelli che erano e sono i servizi essenziali di consegna della posta e violando diritti costituzionalmente garantiti, quali ad esempio la libertà della corrispondenza.

    Peraltro, a fronte dei continui aumenti per i servizi proposti, Poste Italiane, tradendo la fiducia che gli utenti le accordano, preferendola alle agenzie private per una presunta maggiore serietà, offre invece una sempre maggiore disorganizzazione degli uffici postali e un sistema di recapito della corrispondenza, del tutto inaffidabile e capotica.

    Per tali motivi, Federconsumatori chiede a viva voce a Poste Italiane di organizzarsi mettendo in campo tutte le risorse di cui dispone per garantire il servizio di consegna della corrispondenza.

    Federconumatori indice inoltre una raccolta firme aperta presso i nostri sportelli e non esclude un ricorso alla Magistratura per la denuncia dei comportamenti violativi dei diritti dei cittadini ed eventualmente di interruzione di pubblico servizio.

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