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UN AFFITTO A LECCE CITTA’ PAGATO PER ANNI A PESO D’ORO, CON I SOLDI PUBBLICI DELLA PROVINCIA, PER UNA VILLA. PORTA A PORTA

| 16 marzo 2017 | 7 Comments

di Giuseppe Puppo______

Questa è, anzi era, perché era sepolta nel dimenticatoio, la storia di uno sperpero sostanziale di denaro pubblico, una delle tante ‘affittopoli’ d’ Italia cui le cronache ci hanno abituati negli ultimi decenni.

Si sa come andavano (vanno?) queste cose, purtroppo. L’ ente pubblico individua necessità di locali cui far fronte per le proprie attività istituzionali, e conclude per questo contratti di affitto con privati possessori di stabili, di solito grandi e grossi. Tutto in regola, tutto a posto.

Magari poi si è scoperto che i privati erano amici, o politicamente affini, o in procinto di diventarlo, di qualche partito politico, o suo esponente, ma questa è un’ altra storia.

Magari i privati in questione avrebbero potuto affittare lo stesso sul mercato ad altri privati, o aziende private, certo: però spuntando canoni sicuramente sempre inferiori a quelli pagati dall’ Ente pubblico.

Insomma, privilegiati, essi sono.

Infine, c’è da chiedersi che senso abbiano operazioni del genere, visto che gli Enti pubblici di solito sono essi stessi possessori di altri locali, palazzi, stabili, e invece di ‘regalarli’ a privati pagando l’ affitto dei loro immobili, potrebbero certo, per di più risparmiando, destinare i soldi pubblici, per  riadattare all’ uso necessario i propri beni.

Necessario? Dai va beh, diciamo così, ‘necessario’, ammesso e non concesso che necessario sia.

Addirittura costruirne di nuovi appositamente.

Quanti lavori di restauro di proprietà pubbliche a fini di riadattamento d’ uso si possono fare per esempio con i soldi pagati dalla Provincia di Lecce, solo calcolando quelli erogati dall’ amministrazione di Antonio Gabellone, per l’ affitto di una villa a Lecce città, a una famiglia privilegiata?

Forse, con gli stessi soldi a fondo perduto, avrebbero potuto costruirsene una nuova, e certo, se calcoliamo anche quelli versati dall’ amministrazione precedente. Una sola? Un palazzo intero, avrebbe  potuto costruirsi, la Provincia di Lecce. E invece…

E invece li ha versati per anni ad una famiglia leccese, che sì è così assicurata, stanza per stanza, ma sarebbe meglio dire porta a porta, un affitto d’ oro per la sua villa, e una rendita dorata, pagata con i soldi pubblici.

Una storia vecchia, che proviamo a riassumere adesso, perché…Perché la storia da vecchia, conclusa e finita nel dimenticatoio, diventa improvvisamente nuova di zecca e di straordinaria attualità, alla luce della documentazione che leccecronaca.it ha trovato.

Ma andiamo con ordine.

***

Nel 2011 Antonio Gabellone si ritrova in scadenza, fra gli altri, un contratto di affitto per lo stabile di viale Marche 17, adibito a sedi di associazioni ed enti vari.

Sono anni che si va avanti, difficile calcolare adesso – questo non siamo in grado di farlo – quanto l’ Ente pubblico abbia già sborsato, in precedenza, alla famiglia, sicuramente centinaia di migliaia di euro.

Per di più, il grosso immobile affittato risulta sotto – utilizzato, solo in alcune stanze: della decina di cui si compone, metà sono vuote, e quelle occupate sono utilizzate dalle associazioni per le proprie attività sociali solo parzialmente, non tutti i giorni, cioè.

Invece di disdire, a questo punto, il contratto di affitto, oneroso e inutile,  la Provincia ne fa uno nuovo, spuntando sempre dagli stessi privilegiati proprietari una riduzione del canone annuale, da 79.000 a 65.000 euro l’ anno.

Poi, sbandiera l’ operazione come un risparmio, anche perché si vanta di averne disdetti altri due, di contratti di affitto, però di costo minore e, sulla carta, di utilità maggiore.

Siamo, lo ricordiamo, nel 2011, anno in cui già i segni della crisi sono evidenti e la Provincia è già in difficoltà, con un deficit notevole, per cui chiede ai cittadini, i quasi tutti, sacrifici, mentre a qualche privilegiato paga affitti d’ oro.

Ma così va il mondo.

Le associazioni, per quanto perplesse, perché magari si aspettano, e possono farlo, di andare altrove, hanno la sede per le proprie attività, e altro non sanno, nemmeno di chi sia lo stabile in cui operano, che paga la Provincia. Cioè tutti noi.

Per esempio, quando i riscaldamenti sono a palla e devono tenere aperte le finestre per il gran caldo interno, mica chiamano i proprietari…Chiamano la Provincia. E così via, per l’ ordinaria amministrazione e manutenzione.

Ma insomma, tornando alla nostra storia vecchia, diventata tanto nuova, nonostante l’ evidenza che sconsiglierebbe il contrario, comunque sia il contratto viene rinnovato.

I consiglieri del Partito democratico presentano nei mesi successivi un’interrogazione al Presidente, della cui risposta non c’è traccia, qualche discussione fra i banchi del consiglio, e sull’ intera questione cala presto quel pietoso velo. Fino ad oggi.

***

La delibera di Giunta in questione è la n° 109 del 18/05/2011.

Ci sono specificati, nella versione dei politici dell’ Ente, i termini ella questione, gli adempimenti burocratici e quant’ altro, della cui sostanza abbiamo riferito.

Le sorprese cominciano con la bozza del nuovo contratto d’ affitto, che della delibera è parte integrante.

Proprietaria dello stabile di viale Marche 17, in quanto tale “locatrice”, è  la “signora Carla Mariano”, rappresentata negli adempimenti del caso, “nella sua qualità di Procuratore Speciale”, dal “signor Mauro Giliberti”, suo figlio.

La durata è di sei anni. Il canone è di 65.000 euro l’ anno, salvo le previste successive rivalutazioni annuali, da pagare semestralmente, quindi in due soluzioni, ognuna di 32.500 euro, direttamente sul conto corrente bancario di Mauro Giliberti: quasi 5.500 euro al mese.

***

Un prezzo ancora superiore alle quotazioni di mercato, per quando si tratti di uno stabile di 1200 metri quadri totali, di cui due terzi scoperti, anzi, proprio per questo: e bisogna comunque tener conto che la superficie coperta utilizzabile a uso uffici è poco più di un terzo rispetto al totale.

Ma risparmiamo ai lettori, esprimendone solo il risultato, le complesse valutazioni catastali e immobiliari che abbiamo ascoltato, concordi: un prezzo di affitto alto.

Da aggiungere, ancora, c’è il fatto che dal 13 novembre 2015 Mauro Giliberti diventa unico proprietario dell’ immobile in questione, che cambia destinazione d’ uso, ritornata abitativa.

***

Ai lettori, però, lasciamo alla fine le valutazioni ‘politiche’.

Non sono ancora chiari i come e i perché, anche perché da lui mai chiariti, Mauro Giliberti sia stato ‘pescato’ quale candidato a sindaco di Lecce ‘della società civile’, in realtà dal blocco maggioritario di potere dei politici di centro – destra. La versione più accreditata finora parla di un’ indicazione diretta di Raffaele Fitto, per evitare risse interne fra i tanti, troppi, politici di area aspiranti successori di Paolo Perrone.

Guardando su internet, dove sono ancora disponibili, le tante interviste teatrali fatte a Telerama, ma anche altrove, negli anni scorsi, dal giornalista Mauro Giliberti al politico Raffaele Fitto, tutto appare più chiaro.

Specie se si tiene presente che politicamente il presidente della Provincia Antonio Gabellone fa da sempre riferimento a Raffaele Fitto.

Comunque sia, nel cielo, dipinto dalla propaganda di questi giorni come cristallino, di un giovane candidato della società civile, contrapposto e anzi estraneo alla ‘politica’ dei partiti, si addensa invece adesso un grosso nuvolone nero, che lo trasforma in un vecchio privilegiato della Casta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (7)

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  1. Giovanni ha detto:

    MMMMMMMMMMINCHIA, si può dire???
    E bravo il GILIBERTI, si comincia capire un po’ di più di quel bel faccione… bello di mamma!!!

  2. Lecce Bene Comune - tramite redazione ha detto:

    Vicenda affitto villa di Giliberti

    LBC: “Fitto-si elegante villa, d’epoca berlusconiana,

    a prezzi da vitalizio parlamentare”.

    Riemerge oggi dalle nebbie del passato, la vicenda dell’affitto della villa di famiglia di Mauro Giliberti alla Provincia di Lecce. Secondo quanto ricostruito da articoli di stampa, recenti e dell’epoca, e da alcune delibere dell’Ente, l’amministrazione provinciale guidata da Lorenzo Ria, a giugno 2004, avrebbe deciso di prendere in affitto quella villa ad un canone annuo di 75.000 euro. Nel 2011 poi, preso atto della situazione disastrosa dei conti dell’Ente, il presidente Gabellone avrebbe ridotto il canone corrisposto direttamente a Mauro Giliberti per l’affitto della villa, sita in viale Marche, da 79.292,65 a 65.000 euro annui. E che questa cifra, oltretutto, sarebbe stata spesa per utilizzare in maniera estremamente limitata e saltuaria quegli spazi. Secondo alcuni professionisti del settore immobiliare, da noi consultati, risulterebbe però che quel canone sarebbe più che doppio rispetto al valore medio di mercato, per quel tipo di immobile, in quella stessa zona.

    Una semplice calcolatrice, quindi, ci racconta che la famiglia dell’attuale candidato sindaco avrebbe percepito una cifra compresa tra i 6.200 e i 6.500 euro mensili, tra luglio 2004 e agosto 2011. Che successivamente questa cifra sarebbe stata “malauguratamente” ritoccata al ribasso, per attestarsi comunque a ben 5.500 euro circa, ogni mese, nel periodo che va da agosto 2011 fino alla rescissione del contratto di fine 2015, per effetto della riforma Del Rio, tra l’altro con alcuni mesi di ritardo rispetto alla tempistica prevista dall’atto di disdetta.

    Senza dubbio si tratterebbe di una cifra assolutamente ragguardevole, molto vicina a quei famigerati vitalizi parlamentari, che oggi tanti dicono di voler eliminare, e in più assolutamente spropositata, stando alle quotazioni di mercato.

    Se quanto ricostruito dovesse rivelarsi corrispondente al vero, noi di Lecce Bene Comune riteniamo che, in rigoroso ordine cronologico, gli ex presidenti Lorenzo Ria e Giovanni Pellegrino, Antonio Gabellone, tutt’ora presidente, e l’attuale candidato sindaco di Lecce, Mauro Giliberti, oltre a Raffaele Fitto, nume tutelare di questi ultimi due, dovrebbero sentire il dovere di spiegare in maniera approfondita tutta questa vicenda, ai cittadini leccesi e salentini, a fronte di quella che, stando a queste ricostruzioni, si configurerebbe come una gestione se non altro allegra, per usare un eufemismo, delle casse pubbliche, dei soldi di tutti.

  3. Filippo ha detto:

    Vi rendete conto che stiamo parlando di oltre 800.000 € sperperati e regalati a GILIBERTONE… ecco perchè è ingrassato così tanto, con questi AFFARI chiusi con la politica di destra e di sinistra!
    Ecco anche perchè ha dovuto dire si alla richiesta di candidatura: RICATTABILE, oltre che già con le mani nella marmellata. Faccia pulita, bravo ragazzo… ma fatte nu giru, ah, nu te vergogni?!?

  4. assunta ha detto:

    perchè le tv locali non ne stanno più parlando?Come sono finite le indagini?
    tutto vero ? La gente vuole sapere del presidenteGabellone e dei suoi clientelismi.E Fitto che fa ,tace…

  5. Ange ha detto:

    Si è sempre sostenuto che è meglio avere al potere politico persone che in passato poco o nulla hanno avuto a che fare con la politica in generale…forse è bene iniziare a cercare queste persone…

  6. Francesco ha detto:

    L’interessante è che per risparmiare si chiude un’orchestra.

  7. Dario ha detto:

    Ci vorrebbe una bella inchiesta di Danilo Lupo dell’Indiano di Tele Rama

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