ANCHE QUANDO SI ACCOGLIE CON IL CUORE E NON PER IL PORTAFOGLIO SI RISCHIA DI FARE DANNO

| 29 aprile 2017 | 0 Comments

(v.m.)______Torino. Lei è M.S. di 66 anni, un’anziana  signora che vive insieme al figlio venticinquenne pur non avendo grandi disponibilità economiche, si è fatta impietosire da un giovane extracomunitario, per cui all’inizio gli offerto un pasto caldo una volta al giorno, sino a quando ha deciso di prenderlo in casa come un secondo figlio.
Un caso di accoglienza vera, non come quelle delle associazioni che sui migranti fanno soldi a palate.

Alla signora, come si vede dalla foto, mancano diversi denti, il che ci fu supporre che non avesse neppure i soldi per farseli mettere, però ha accolto nella propria casa casa l’amico del figlio. Il giovane non lavorava, passava buona parte del giorno in casa, era gentile con tutti, e a dire di tutti era un bravo ragazzo, sino a che….

Le forze dell’ordine sono andate in casa della signora per arrestare Mouner El Aoual, cittadino marocchino, 29 anni, con l’accusa di attività finalizzata al terrorismo, a quel punto madre e figlio sono rimasti senza parole e hanno dovuto prendere atto di essere stati raggirati.

Gli abbiamo dato un tetto e da mangiare. Mi chiamava mamma e per me era come un figlio: se c’è un problema parliamone, gli avevo detto” e la signora poi continua, ora  il tono si fa duro risentito:

Che Dio lo maledica. Noi gli abbiamo dato un tetto, un letto. E lui ci ha traditi“, poi la donna continua  “dormiva fuori dalla moschea e non aveva da mangiare. Lo abbiamo accolto in casa. Per me era come un figlio. ‘Se c’è un problema parliamone, gli dicevo’. E lui ci ha traditi“. Noi  a volte parlavamo di religione e commentavamo i fatti di cronaca, ma come si fa in una normale famiglia. Non sospettavamo nulla di quello che faceva”.
Non so – dice ancora M.S. – se pregasse. So che faceva il Ramadan. Mi aveva spiegato come si cucina alla fine del digiuno. Parlava spesso con sua mamma in Marocco e con la sua promessa sposa. Lo faceva in arabo, però, e io non capivo nulla. Gli avevo arredato una camera e mi ero sistemata a dormire sul divano. Mi chiamava ‘mamma’, mi ha aiutato nel trasloco, mi faceva la spesa, portava fuori il cane. Mai avrei pensato a una cosa del genere. E’ stata una coltellata al cuore“.
Ed ecco cosa dicono i vicini di casa: “Lui era gentile ed educato. Ogni quindici giorni andava a pesca in un laghetto in montagna e una volta mi ha anche regalato delle trote. Non posso davvero dire nulla di negativo sul suo conto” – racconta una vicina di casa della signora che ha ospitato il marocchino. Poi aggiunge: “La mia vicina di casa è stata ingannata da questo ragazzo. Quando sono arrivati i carabinieri si è sfogata con me. Era senza parole. Ha detto che lo aveva accolto in un momento di grande difficoltà per lui“.

Sembrava un bravo ragazzo. Non uno strano. A volte veniva nel nostro negozio a comperare oggetti per la casa“, racconta un negoziante.

Insomma abbiamo in casa i terroristi, noi li accogliamo nelle nostre case, e a volte invece essi si organizzano per ammazzarci.

Questa vicenda ci avrà insegnato qualcosa?

Category: Cronaca, Cultura

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