leccecronaca.it A OTRANTO, ALLA MOSTRA / EVENTO “CARAVAGGIO E I CARAVAGGESCHI NELL’ITALIA MERIDIONALE” INAUGURATA IERI. VI RACCONTIAMO L’ IMPORTANTE PROGETTO, E COSA C’E’ DA VEDERE

| 11 giugno 2017 | 1 Comment

di Mariagrazia De Giorgi______

Si rinnova l’appuntamento al Castello Aragonese di Otranto, notevole e indiscusso contenitore artistico che vede, quest’anno, protagonista sia la grande pittura del Caravaggio e dei caravaggeschi nell’ Italia meridionale (collezione di opere della Fondazione Longhi), sia le fotografie del presente di Roberto Cotroneo “Genius loci nel teatro dell’arte”.

Quello che si è inaugurato ieri, all’interno di un gioiello dell’architettura come il castello di Otranto (tutti i giorni, dalle 10 alle 24), è molto di più di una mostra, in quanto ha preso il via un vero e proprio progetto culturale che unisce la pittura, la fotografia e il cinema.

La curatrice dell’ evento è stato affidato a Maria Cristina Bandera, direttrice scientifica della Fondazione Longhi, che generosamente ha dato, alla città di Otranto, la possibilità di avere un nucleo di opere che raccontano le vicende di Caravaggio e l’influenza della sua arte nel Seicento.

In questo ambiente si inserisce lo scrittore, saggista e fotografo Roberto Cotroneo con la mostra Genius loci, nel teatro dell’arte, sviluppando un progetto sull’interpretazione dell’opera, sul rapporto tra arte, opere e immagini fotografiche.

L’anello di congiunzione per osservare, con uno sguardo contemporaneo, la pittura del Caravaggio è affidata alla mostra fotografica di Cotroneo che focalizza il suo obbiettivo su un uomo che osserva il dipinto “il Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, simbolo di questa mostra.

Genius loci è un lavoro che indaga sulle persone – giovani, bambini, uomini, donne – dentro uno spazio espositivo: è un’opera nell’opera, che cattura, attraverso la fotografia, la spontaneità dei movimenti, dei riflessi, delle posture, delle distrazioni, degli atteggiamenti dei visitatori mentre guardano le opere o la non concentrazione davanti ad un’opera.

Fanno parte della mostra anche altri grandi capolavori come le cinque tele che raffigurano gli apostoli del giovane Jusepe De Ribera e la Deposizione di Cristo di Battistello Caracciolo, il principale caravaggesco napoletano; sono inoltre presenti opere di Lanfranco, del Maestro dell’Annuncio ai Pastori di Filippo Napolitano e di Giacinto Brandi.

La profonda influenza del Maestro nell’arte napoletana è attestata dal “David” di Andrea Vaccaro e dal drammatico “San Gerolamo di Pau”.

Il percorso ha il suo epilogo nei capolavori dell’artista Mattia Preti che più di tutti è riuscito a mantenere viva la tradizione caravaggesca nel Seicento. La vicenda artistica e umana del Caravaggio è stata ulteriormente approfondita con la proiezione del film L’Ultimo Caravaggio di Mario Martone del 2014.

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi, reportage

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  1. Elena Vada ha detto:

    ok!

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