OGGI HANNO PARLATO DI POLITICA ESTERA SIA LUIGI DI MAIO, SIA MATTEO SALVINI, I ‘NUOVI’ POSSIBILI PREMIER. ARRIDATECI ALDO MORO, ARRIDATECI BETTINO CRAXI

| 13 Marzo 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

I vincitori delle ultime elezioni, al di là del fatto che vadano al governo, o non ci vadano, da soli, insieme, o uno o l’ altro, si vedrà nei prossimi giorni, per singolare coincidenza oggi hanno parlato tutti e due di politica estera. Luigi Di Maio a Roma, nella prestigiosa sede dei giornalisti della stampa estera, Matteo Salvini a Bruxelles, al parlamento europeo.

Cosa hanno detto? Niente di particolare, ma quanto basta per far capire che cosa ci aspetta comunque. Niente di buono, purtroppo.

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Sintesi giornalistica delle dichiarazioni di Luigi Di Maio.

“Se dovessimo andare al governo, come spero, la nostra linea non è isolare l’Italia ma che sia un Paese che comunica il più possibile con il resto del mondo. L’Italia con noi resterà nell’Unione europea, con l’ambizione di cambiare le cose che non funzionano. Non credo che ci sia da stravolgere la politica estera dell’Italia ma farla valere di più. Mi chiedono se il mio primo viaggio da premier lo farei a Mosca o negli Usa, io dico Bruxelles.

L’Italia resterà un paese della Nato, cercando sempre di migliorare le cose.

Ormai tutti nella Ue concordano per superare parametro 3%, vedremo come. Se andassimo al governo sarei contento di discutere a quei tavoli su come rivedere i parametri sugli investimenti.

 Non vogliamo avere a che fare nulla con i partiti estremisti europei, anzi massimo dialogo con le forze di governo europee che hanno ispirato buone pratiche che abbiamo messo nel nostro programma, come la banca pubblica degli investimenti”.

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Sintesi giornalistica delle dichiarazioni di Matteo Salvini.

“L’euro era, è, e rimane una moneta sbagliata, ma non c’e’ la possibilità di una uscita solitaria dell’Italia. I nostri esperti lavorano a un piano piano B se da Bruxelles arrivassero solo dei no.

Il rispetto del 3% del deficit/Pil “fa parte di quelle regole scritte a tavolino, che se fanno stare meglio i cittadini noi rispetteremo, ma se in nome di quei vincoli dobbiamo licenziare chiudere e precarizzare allora non rispetteremo. Se devo trovare 31 miliardi di euro per evitare l’aumento di accise tasse e Iva, allora non lo rispetteremo contratteremo con Bruxelles un modo reciproco.

La Costituzione italiana impedisce che gli italiani votino su trattati internazionali, purtroppo. La modifica della Costituzione sarà parte del processo dei prossimi cinque anni. Non è qualcosa che è all’ordine del giorno domani mattina”.

 

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Stravolgere? Che cosa c’è da stravolgere, nel niente?

I trattatati europei capestro furono approvati con il voto favorevole determinato e determinante in Parlamento dell’ allora Lega Nord, e ora la Lega di Salvini è rimasta legata mani e piedi a Silvio Berlusconi e alle sue politiche europeiste.

Che il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio sia diventato tutta un’ altra cosa rispetto al Movimento delle origini, quello dei vaffa ai banchieri europei, del no euro, e del referendum per uscire dall’ Unione, era già evidente prima di oggi: rimane da capire quando la modificazione genetica sia sopravvenuta, e chi l’ abbia attuata, senza un minimo di dibattito, senza attribuzione di responsabilità delle discutibilissime scelte operate.

Perché non è possibile lasciare l’ Unione Europea, come ha fatto l’ Inghilterra? Stare con la nostra moneta, come altri ben contenti?

E quale condanna biblica dobbiamo scontare, per dover rimanere ancora nella Nato dopo settanta anni?

 

Dovremmo accontentarci del meno peggio, ora?

Certo, meglio Di Maio che Mario Monti, meglio Salvini che Paolo Gentiloni .

Ma nella buona sostanza, gli scenari che essi oggi hanno prefigurato non prospettano niente di diverso, di quelle novità profonde, salvifiche, necessarie per uscire dalle logiche mercantilistiche, dalle lobby dei profittatori e degli usurai, dai vincoli soffocanti dell’ Europa dei mercanti e dei banchieri, che ci hanno impoverito e ci stanno rendendo del tutto schiavi.

Da loro, ci saremmo aspettato ben altro, almeno qualche dichiarazione di intenti, in direzione del recupero della nostra sovranità politica e monetaria.

Le loro parole di oggi avrebbe potuto dirle tranquillamente, le stesse, Matteo Renzi.

Pure, sull’ “aiutiamoli  a casa loro” sono tutti e tre d’ accorso, no? Senza sapere minimamente che l’ espressione, inventata all’ epoca da Pino Rauti, presuppone tutta una serie di stravolgimenti ideologici e politici di cui essi non hanno nemmeno la più pallida idea.

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Non si può stravolgere il niente.

L’ Italia non ha una politica estera degna di tal nome dai tempi di Bettino Craxi, e, prima di lui, da tempi di Aldo Moro. Prima quest’ ultimo, poi l’ altro, credettero nella missione mediterranea dell’ Italia. Entrambi credettero in Gheddafi, quello al quale Silvio Berlusconi prima baciò le mani, e poi mandò gli aerei a bombardarlo e ad ucciderlo, in ossequio agli interessi francesi, e contro i nostri. Così ci siamo ritrovati invasi dai migranti.

L’ Italia non sa più che il mare Nostrum era ed è il logico bacino di influenza della sua politica estera, se ne avesse ancora una.

Quella che ebbe quando grazie ad Aldo Moro aveva la “schiena dritta”, in particolare rispetto alle due superpotenze di allora, gli Stati uniti e l’Unione Sovietica; una fase che ci vide artefici di ricerca di posizioni nettamente autonome rispetto all’ alleato americano , passando attraverso Enrico Mattei, il “padre” dell’ENI, che si spendeva per rompere la logica neocolonialista attuata dalle ”sette sorelle” a discapito sia dei Paesi arabo-islamici produttori di petrolio, sia dei nostri interessi nazionali.

Ed era una politica di pace, altro che interventi Nato al fianco degli Stati Uniti: “…La costruzione della pace non può più, infatti, ridursi al controllo dei conflitti armati, ma comporta anche la progressiva eliminazione di squilibri economici, sociali e tecnologici che operano come fattori di instabilità e di disordine nella vita internazionale. Ritengo che, partendo da questa concezione integrale della pace, si dovrebbe promuovere un rafforzamento delle Nazioni Unite, sul piano istituzionale, organizzativo e metodologico”.

Gioverà ricordare che Enrico Mattei fu assassinato dai servizi segreti americani. E che sull’ omicidio di Aldo Moro ci sono numerosi riscontri di una presenza attiva degli stessi al fianco/sopra/ sotto le Brigate Rosse.

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“Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro…

I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia, Non sono un’appendice ai dieci comandamenti…

I burosauri dell’europeismo, fautori di un’Europa tecnocratica, socialmente indifferente e moralmente assente sono l’antitesi di una  visione del continente prima di tutto “politica”, marcatamente sociale ed espressione reale dei cittadini…

Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici. A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione delle privatizzazioni”.

Sono alcune lucide, quanto profetiche, dichiarazioni in tema di politica estera di Bettino Craxi, che seguì Aldo Moro nella ricerca di una politica estera indipendente, e aperta al mondo musulmano del Mediterraneo, per creare con quei Paesi un asse culturale prima, e commerciale poi, funzionale ai nostri interessi.

Bettino Craxi, che fra l’ altro, nella così detta ‘crisi di  Sigonella’ osò sfidare apertamente gli Americani (nella foto).

Anche a lui, poi essi la fecero pagare duramente.

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Oggi che il Nuovo sarebbe avanzato con la vittoria di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini, alla luce delle loro dichiarazioni di oggi, oggi che nello scenario internazionale si aprirebbero spazi smisurati, c’è da chiedersi quale Nuovo sia avanzato, o, se, invece, non sia sempre il vecchio, sempre le stesse logiche di servilismo italiano, contro i nostri stessi interessi nazionali, a delinearsi in maniera cupa e sconfortante.

 

 

 

Category: Cultura, Politica

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