LA POLEMICA / MICHELE RIONDINO, PER FAVORE….AH, QUEST’ ANNO SI FA, IL CONCERTONE DEL 1. MAGGIO A TARANTO, E SI FA PER “parlare di chiusura dell’ Ilva”. PECCATO CHE QUEST’ ANNO NON SERVA A NIENTE. L’ ANNO SCORSO, INVECE, QUANDO SAREBBE SERVITO, E MOLTO…

| 30 Aprile 2018 | 0 Comments

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(g.p.)______L’ anno scorso, non lo fecero. Dopo quattro edizioni di sempre maggiore successo, una vera e propria manifestazione ‘alternativa’ e credibile, il 1. maggio 2017 non ci fu l’ oramai consueto raduno, arrivato a rivaleggiare, se non a superare, per importanza e riscontri, quello ‘ufficiale’ di Roma.

Non vogliamo strumentalizzazioni politiche, visto che si voterà per scegliere il nuovo sindaco’” spiegarono laconicamene gli organizzatori, i ‘Cittadini liberi e pensanti’ e altre associazioni.

 

Incomprensibile.

Sbagliatissimo. Anzi, sarebbe stato una ragione in più per farlo ancora migliore. La musica ha i suoi anticorpi, per tutelarsi da sola dalle strumentalizzazioni, che del resto sono sempre esistite. E invece così si ci castrò di una formidabile opportunità di fare la vera Politica, che è l’ informazione, che è la partecipazione.

Poi, andò a finire come si sa.

Le proteste e le proposte vanno benissimo, ma in una democrazia come è, come dovrebbe essere, per quanto per tanti versi particolare, quella italiana, le questioni si risolvono con il voto, i cittadini contano soprattutto quando vanno a votare nelle urne.

In queste anni di apocalypse now, una riflessione sarebbe sacrosanta soprattutto, in primis, fra associazioni e movimenti che si battono contro il Mostro dell’ Ilva, e spiego subito, sia pur in estrema sintesi, perché.

Alle ultime elezioni amministrative di giugno, esse si sono presentate  colpevolmente divise. Ora è vero che il sindaco non può chiudere l’ Ilva. Però qualche bella ordinanza di blocco anti veleni del Mostro, avrebbe potuta farla, da ufficiale sanitario. Potrebbe chiuderla immediatamente  il presidente della Regione, ma va beh, lasciamo perdere.

Può farlo il governo, ma dopo la deriva totalitaria e democristiana di Luigi Di Maio, ammesso che al governo ci vada, non c’è speranza neanche da quella parte, dove hanno (ha) scopeto che lui ‘chiudere l’ Ilva’ non l’ha ‘mai detto”, anche se tutti gli altri dei suoi sì, più volte, con tanto di convegni internazionali per approntare soluzioni alternative, anche se adesso nessuno di loro ha avuto niente da ridire di fronte all’ autoritarismo negazionista del ‘Capo’.

Il punto è che aver avuto un sindaco anti Ilva sarebbe stato un bel segnale, e particolarmente significativo.

Invece, in due, tre, o quattro sono andati in ordine sparso, con il risultato che nessuna delle liste da essi espresse è arrivata al ballottaggio. Così ha vinto un sindaco emiliano, e al ballottaggio c’è andata, sic, Forza Taranto.

Meglio tardi che mai, la riflessione dovrebbe coinvolgere adesso tutti questi partiti, movimenti e associazioni anti Ilva. Per il futuro, non per il passato: non per dividersi e polemizzare su quanto è successo, ma, nel senso più nobile della politica, per progettare e costruire.

E, infine, dovrebbero chiedersi, oltre al fatto che i Tarantini le hanno votate poco e male, perchè la metà dei loro concittadini a votare non c’è andata proprio.

Sarà la volta buona, quest’ anno, al Concertone?

Ahimè, ci spero, ma non ci credo.

Dopo la tafazzata pazzesca dell’ anno scorso, hai voglia a parlare ancora, al Concertone del 1. maggio.

E, spiace per lui, per il suo talento indubbio cinematografico, di musica e di politica però evidentemente Michele Riondino, 39 anni, da sempre direttore artistico  della rassegna della sua città, capisce poco e punto.

 

Oggi (nella foto, il palco già allestito per le prove), in conferenza stampa, ha avuto l’ ardire di annunciare quanto segue: “Il messaggio che arriva da questo palco? Il tema di quest’anno è: riprogrammiamo il nostro futuro. Noi quest’anno, più degli altri anni, vorremmo parlare di chiusura dell’Ilva. Non bisogna avere paura di parlarne”.

E ne riparleranno domani mattina riprogrammando il dibattito sull’Ilva e sull’accordo di programma per Taranto elaborato da movimenti e associazioni, alla presenza di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia.

Giacchè c’ erano, potevano invitare pure Matteo Renzi, che sò? Calenda, la Bellanova…Un altro decreto salva – Ilva non si nega a nessuno, nmmeno a Michele Riondino.

Poi a seguire  il concertone: tra gli altri, si esibiranno Emma Marrone, Brunori Sas, Levante, Noemi, Vinicio Capossela, Mezzosangue, Irene Grandi, Ghemon, Teresa De Sio, Coma_Cose, Piotta, Luca De Gennaro, Modena City Ramblers, Lacuna Coil e Terraross. E un inedito rapper emiliano, Sfera Piddì e basta, che riproporrà uno dei suoi ormai logori hit, ‘Riconversione a gas’. Con l’ incredibile partecipazione di Mina, in “Parole parole”.

Ma a Taranto, i Tarantini, l’ Ilva la vogliono chiudere davvero, o no? O fanno finta? E faranno come Luigi Di Maio?

 

 

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