LE IDEE / IL PROFETA ALEKSANDR DUGIN HA STRETTO FORTE LA MANO A JULIUS EVOLA. LA SINISTRA

| 27 giugno 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Ancora su Alekasanr Dugin, e le scoperte aumentano. Vediamo oggi come lo racconta e lo spiega Wikipedia evidenziando i concetti più significativi che vengono espressi dall’ ‘enciclopedia libera’ (versione italiana).  Nella foto che pubblichiamo, il dio Dioniso, fonte di innumerevoli suggestioni filosofiche.______

Aleksandr Gel’evič Dugin (Mosca, 7 gennaio 1962) è un politologo e filosofo russo.

Dugin sviluppa il pensiero di Martin Heidegger, specialmente il concetto geofilosofico del Dasein, come centro mondificante al contempo universale e particolare, uno e molteplice, innestandolo sul pensiero della scuola tradizionalista (René Guénon e Julius Evola).

Per Dugin le forze del mondo occidentale liberal-capitalistico rappresentano quella che i Greci chiamavano ὕβρις, “la forma essenziale del titanismo”, dell’anti-misura, che osteggia il Cielo che “è la misura—in termini di spazio, tempo, essere”.

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È noto anche al di fuori della Russia per aver teorizzato la fondazione di un “impero euro-asiatico” in grado di contrapporsi all’Occidente americanizzato.

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E’ nato da famiglia di tradizioni militari: il padre era un ufficiale dei servizi segreti sovietici e la madre una dottoressa.

Nel 1979 si iscrive all’Istituto Aeronautico di Mosca, che presto abbandona per conseguire la laurea in filosofia.

Lavora come giornalista dai primi anni Ottanta, diffondendo i suoi articoli clandestinamente. Nel 1988, insieme all’amico Gejdar Džema, si unisce al gruppo nazionalista anti-occidentale Pamjat. Negli anni della dissoluzione dell’Unione Sovietica si oppone prima a Michail Gorbačëv e poi a Boris El’cin, prendendo parte al “Fronte di Salvezza Nazionale”.

Dopo la caduta dell’URSS collabora con Gennadij Zjuganov alla scrittura del programma politico del nuovo Partito Comunista della Federazione Russa.

Nel 1993 fonda il Partito Nazional Bolscevico con lo scrittore Eduard Limonov.

Comincia a pubblicare il suo giornale, Elementy, sul quale loda l’ideologo neo-fascista e anti-atlantista Jean-François Thiriart.

Negli anni seguenti celebra sia lo zarismo sia la prassi politica di Stalin, oltre a Julius Evola. Collabora anche con il settimanale Den (Il giorno), uno dei centri ideologici dell’anti-cosmopolitismo russo.

Le differenze ideologiche con Limonov si fanno nel frattempo incolmabili e portano Dugin a uscire dal partito insieme ai militanti più accesamente nazionalisti. Si sposta in seguito ancora più a destra, con la fondazione di organizzazioni (dalla visibilità politica quasi inesistente) anti-liberali e anti-progressiste, tra le quali il Fronte Nazionale Bolscevico.

Dopo la rottura con Limonov, nel 1998 si avvicina a Evgenij Primakov e, in seguito, alla cerchia di Vladimir Putin.

Nel 2000 ha fondato un nuovo movimento, il Partito Politico Panrusso Eurasia, che nel 2003 è divenuto una ONG col nome di Movimento Internazionale Eurasiatista (Meždunarodnae Evrazijskoe Dviženie, MED).

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Nel nazionalbolscevismo, “nazione” è da intendersi, come ben esplicito nel russo narod, come un ente integrale, organico, per sua essenza refrattario a qualsiasi suddivisione anatomica, dotato di un suo destino particolare e di una sua struttura unica. Nella dottrina tradizionale ogni nazione è manifestazione di un essere divino, angelico. Esso è “al di fuori del tempo e dello spazio” e “purtuttavia costantemente presente nelle vicissitudini storiche della nazione”, è un essere di luce, un “pensiero di Dio”, la cui “struttura è visibile nelle realizzazioni storiche della nazione, nelle istituzioni sociali e religiose che la caratterizzano, nella sua cultura”, nei re divini, nei grandi eroi, nei pastori, nei santi. Esso è l’Assoluto particolarizzato.

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“Bolscevismo” è da intendersi come il “marxismo di destra” o “comunismo di destra”, “le cui origini risalgono alle antiche società iniziatiche e alle dottrine spirituali di età remote”, che conserva le basi mistiche, spirituali, e gnostiche presenti in Marx ma non nel marxismo successivo. Esso è al contempo scevro delle componenti decadenti del marxismo successivo, quali progressismo e umanismo. Tale bolscevismo trovò terreno fertile in Russia e presso altri popoli tradizionali non ancora “alienati dallo Spirito”, come la Cina.

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Più di recente (dalla pubblicazione di La quarta teoria politica nel 2009), Dugin ha utilizzato il nome di “quarta teoria politica” (abbreviato “4pt”) per la sua idea. Quarta in quanto oltrepassante le tre teorie politiche precedenti, che si sono alternate plasmando il mondo moderno—fascismo, comunismo e liberalismo—; quarta in quanto “il numero 4 è il segno di Giove, il pianeta dell’ordine e della monarchia. È un simbolo indo-europeo patriarcale del Dio del Cielo — Dyaus, Zeus, Deus”.

 

« La Quarta Teoria, nelle parole stesse di Dugin, è un recupero del nazionalbolscevismo che rappresenta “il socialismo senza materialismo, ateismo, modernismo e progressivismo”. E’ altresì un recupero della Tradizione spirituale gnostica ed esoterica originaria e un invito al dialogo costruttivo fra la sinistra radicale e la Nuova Destra debenostiana, oltre che con i vari movimenti Verdi ed ecologisti, superando vecchi steccati ideologici ed approdando a nuove sintesi ideali.

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Dugin paragona il nazional-bolscevismo alla filosofia di Julius Evola, alla via della mano sinistra, nonché al buddhismo e al tantra indiani, alle vie di “trascendenza distruttiva”, utili per una purificazione del mondo dalla corruzione data dalla degenerazione dell’Occidente liberale, per una cosciente azione di distruzione delle istituzioni degenerescenti.______

4 – continua______

LA RICERCA nei nostri articoli dei giorni scorsi

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Category: Cultura, Politica

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