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L’ APPUNTAMENTO DI UNA NOTTE MAGICA / L’ASTRONOMA CLAUDIA PALADINI NELLA SUA LEVERANO INCANTA E FA RIFLETTERE SUI NOSTRI DESTINI DI FIGLI DELLE STELLE

| 29 agosto 2018 | 0 Comments

di Paolo Paladini______

Leverano ha incontrato le stelle. Con semplicità.

L’ altra sera c’è stato un appuntamento intitolato “Una storia di telescopi e stelle giganti”, svoltosi nella splendida cornice del chiostro del Convento Santa Maria delle Grazie, in cui la scienza ha cominciato a parlare una lingua semplice.

L’hanno ascoltata tutti, in silenzio, rispettosi di quella voce che raccontava e che prendeva le persone per mano alla scoperta di qualcosa che ci appartiene.
Dalle parole di Claudia Paladini, un’eccellenza del nostro meridione (che proprio Leverano ha voluto donare al mondo) trasudava una curiosità infinita. Ma anche lavoro, sacrificio, abnegazione.
La Laurea in astronomia presso l’Università di Padova, solo il primo passo.
Poi a Vienna per il Dottorato, poi in svariate parti del mondo.

Oggi in Cile presso La Silla, Paranal, nel cuore del deserto di Atacama.
Luoghi sperduti e lontani dalle odierne civiltà capaci, però, di riconnettere l’individuo a se stesso.
C’è una leggenda metropolitana, così ha detto Claudia Paladini durante un passo del suo intervento: “nelle notti senza luna si dice che ognuno possa vedere la propria ombra proiettata per terra soltanto attraverso la luce delle stelle.
Ebbene, in quei posti funziona proprio così. Non è affatto una leggenda“.


Un incanto cosmico.
Uno sfavillio costante ed intenso.
Quello stesso incanto e quello stesso sfavillio che, di recente, si sono trasformati in scoperta scientifica.
Lei, una delle pochissime donne italiane esperte in interferometria ottica a livello mondiale, è stata in grado di ottenere le immagini più dettagliate finora possibili di una stella diversa dal Sole.
P1 Gruis, questo il nome dell’astro celeste a cui tutti quanti abbiamo cominciato a voler bene in qualche modo.
Un qualcosa di infinitamente prezioso (ritenuto degno dalla prestigiosissima rivista “Nature”, la stessa che diede voce alla teoria della relatività di Einstein) che potrebbe svelare, attraverso i meccanismi di trasporto dell’energia, il destino riservato alla stella a noi più attigua.
Un miscuglio di tecnicità ed emozione, dunque.
Un invito, forse, a tenere alto lo sguardo rispetto alle miserie della quotidianità.
Un’esortazione per tutti i presenti ad avere rispetto di quanto ci circonda e a prendere le distanze da quanti vorrebbero fare di questa Terra e di questo Universo dei banali posti da inquinare e colonizzare a piacimento.
Occhi al cielo, quindi.
Tutti.
Lassù, seppure a distanze siderali, c’è una stella che ci osserva e che ormai profuma già di Salento.
Grazie a quanti hanno reso possibile questo incontro.

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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