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LA STORIA / CON CALMA, CON MOLTA CALMA…UNA TAC CHE SERVIVA COME IL PANE FERMA SETTE ANNI, MAI UTILIZZATA. SOLO PER QUESTO UN ASSESSORE ALLA SANITA’ SERIO DOVREBBE LICENZIARE TUTTO “il management” DELL’ ASL DI BRINDISI, PRIMA DI DIMETTERSI EGLI STESSO

| 1 settembre 2018 | 0 Comments

(Rdl)______Acquistata, montata e mai entrata in funzione, benché tanto servisse, una Tac, all’ ospedale San Camillo De Lellis di Mesagne. Questione di giorni, di mesi? Qualche intoppo? No, questione di anni. Una vergogna, uno sperpero di denaro pubblico, anche un favore ai ‘privati’.

Sette anni: arrivata nel settembre 2011, e rimasta là. Ora, forse, lo si apprende da un comunicato di ieri dell’ Asl di Brindisi, comincerà a servire i pazienti – forse – dal metà di questo mese. Dopo sette anni, periodo di tempo in cui la tecnologia si è evoluta e magari sarà pure obsoleta. Però, insomma, meglio che niente è.

Il comunicato è arrivato ieri, dopo un’ ispezione in loco dell’ on. Giovanni Luca Aresta, del M5S, che così l’ ha raccontata sul suo profilo Facebook:

“Questa mattina accompagnato da una troùpe di giornalisti – gli stessi che avevano seguito la vicenda riportandone i fatti alla stampa – mi sono portato presso l’Ospedale San Camillo De Lellis di Mesagne ove, esercitando le mie prerogative di Parlamentare, ho chiesto ed ottenuto un accesso ispettivo nei locali ove dal 2016 è stata installata una moderna TAC. Non senza una iniziale resistenza da parte del personale preposto, ho potuto constatare lo stato dei luoghi di quello che nel 2016 era stato celebrato in pompa magna come una opera pubblica finalmente pronta ad erogare le proprie prestazioni specialistiche. Arrivata il 5 settembre 2011 nel nosocomio #mesagnese, la TAC è rimasta imballata per diversi anni in alcuni locali a disposizione della stessa struttura e scartata come un pacco regalo solo nel 2016, quando i locali ai quali la stessa TAC era destinata vennero praticamente finiti.

Nel sopralluogo odierno ciò a cui ho assistito, sono locali si potenzialmente pronti all’utilizzo ma anche un leggero degrado di alcuni ambienti, lasciati un po’ a se stessi tra muffa ed escrementi di piccioni. Stampanti che sarebbero dovute essere utilizzate per stampare gli esami diagnostici ormai obsolete e soldi pubblici sprecati.

Cosa assurda è che in tutto questo tempo siano sorte e pontificate una serie di strutture private potenziali concorrenti della TAC presente nel nosocomio pubblico e che ad oggi, almeno prima del mio intervento, tutto fosse fermo a pure formalità…lo prova il fatto che sono trascorse pochissime ore dal mio accesso ispettivo da un comunicato dell’Asl BR1 nel quale viene “magicamente” comunicato che la TAC di Mesagne sarà resa presto disponibile e funzionale e che tra il 12 ed il 14 settembre 2018 “.

Ed ecco infatti il comunicato dell’ Azienda sanitaria di Brindisi, che senza un minimo di decenza, anzi, auto assolvendosi, e infilandoci un termine quale  “management” che da solo spiega tutto, conferma sostanzialmente per intero l’ incredibile e vergognosa vicenda:

Nella seconda quindicina del mese di settembre saranno attive le agende di prenotazione per la TAC presso il Servizio di Radiologia del Presidio di Assistenza di Mesagne, un altro tassello che si aggiunge al potenziamento dei servizi territoriali dopo la riconversione degli ex ospedali dismessi che contribuirà a migliorare l’offerta e ridurre le liste di attesa. 
Dopo l’acquisto dell’attrezzatura, avvenuto nel 2011, sono intervenuti problemi di varia natura connessi con le ditte fornitrici (subentri o fallimento) e con l’alternarsi della dirigenza dell’Area Tecnica. Dopo la ristrutturazione dei locali da adibire alla nuova attrezzatura, con provvedimento di dicembre del 2015 erano state affidate a nuova ditta anche le attività di supporto finalizzate all’installazione della TAC già fornita dal precedente appaltatore. 
Conclusi i lavori, l’installazione è stata avviata nel mese di luglio 2016, con l’esecuzione di assemblaggio delle apparecchiature e le ordinarie prove preliminari di funzionamento, che sarebbero state confermate ed integrate dalle attività di collaudo tecnico-funzionale da eseguirsi prima dell’avviamento dell’apparecchiatura.
A seguito del completamento delle opere strettamente connesse e necessarie per l’entrata in servizio della TAC, nel 2017 venivano avviate le procedure per il collaudo definitivo e per la conseguente messa in servizio dell’apparecchiatura, mentre nel frattempo era stata già disposta l’assegnazione di tecnici e radiologi per l’apertura del Servizio. In itinere, durante l’attività di verifica preliminare è stata riscontrata una intervenuta avaria del tubo radiogeno che ne impediva invece il funzionamento nell’immediato.
Risolto il problema tecnico con la sostituzione del dispositivo nel mese di maggio 2018 e concluso l’iter amministrativo per ottenere l’accreditamento (ottenuto nel luglio scorso), è stata già programmata la formazione del personale nelle giornate del 12-13-14 settembre e a seguire è prevista l’apertura delle agende di prenotazione.
Questa Amministrazione ha fatto il possibile per risolvere l’annoso problema della TAC rimasta inutilizzata per anni, ma è facile intuire che di fronte a problemi di natura burocratica, indipendenti dalla volontà del Management, i tempi rischiano inevitabilmente di dilatarsi. Tutti gli atti sono pubblicati nell’Albo Pretorio e possono aiutare a chiarire ulteriormente la vicenda”.

Chiarire? Che c’è da chiarire? Ci sarebbero solamente le dimissioni, di decente, da chiarire.

L’ assessore – presidente (peggio ancora, doppia responsabilità) in tre anni e tre mesi è riuscito a fare peggio del suo predecessore, ed era ben difficile riuscirci, eppure ce l’ha già fatta.______

LA RIFLESSIONE nel nostro articolo del 10 novembre 2016

UNA SECONDA DOMANDA PER MICHELE EMILIANO: “Presidente, ma come e perchè lei fa pure l’ assessore alla sanità?”. CI FACCIA CAPIRE, PER FAVORE

Category: Cronaca, Politica

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