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DRAMMA DELLA FOLLIA / BAMBINA SEMPRE GRAVE

| 8 ottobre 2018 | 1 Comment

(e.l.)_______Condizioni stazionarie nella permanente gravità, secondo l’ Asl di Taranto, insomma: è sempre in pericolo di vita la bambina buttata giù dal terzo piano dal padre: “attualmente, nonostante le cure del caso, la situazione clinica è estremamente critica e la piccola paziente versa in condizioni di coma profondo con gravissima instabilità emodinamica”.

Il fratello invece sta meglio: guarirà dalle ferite di coltello in quindici giorni.

Sono emersi intanto altri particolari.

Il dramma si è consumato in casa della nonna paterna, alla quale i bambini erano affidati.

Il raptus di follia si è scatenato nell’uomo subito dopo una telefonata avuta con la convivente, dalla quale si era separato da un mese e che non era presente in casa.

Ha cercato di fuggire, ha resistito all’arresto, quando son arrivati i carabinieri, che poi hanno dovuto proteggerlo dal tentativo di linciaggio dei vicini, prima di portarlo in carcere.______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

DRAMMA DELLA FOLLIA A TARANTO

 

Category: Cronaca

Comments (1)

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  1. Coordinamento Centri Antiviolenza - tramite mail ha detto:

    “Invitiamo tutte le istituzioni giudiziarie e la societa’ civile ad assumere chiare posizioni sul ddl Pillon”, che interviene tra l’altro sull’affido condiviso e sulla bigenitorialita’, “insistendo per il ritiro dello stesso”.
    Lo afferma in una nota il Coordinamento dei centri antiviolenza pugliesi (Cav), ricordando i fatti accaduti ieri a Taranto dove un padre ha accoltellato al collo il figlio 14enne e poi ha lanciato l’altra figlia di sei anni dal balcone.
    “Gli ennesimi fatti accaduti a Taranto – evidenzia il Coordinamento – ci impongono di chiederci come mai quest’uomo, nonostante la condanna per maltrattamenti in famiglia, potesse ancora vedere i propri figli e, soprattutto, come mai questi erano stati affidati alla nonna paterna”.
    “Non puo’ passare inosservato che cio’ avviene – sottolinea – mentre ci si prepara ad essere ascoltati nella commissione Giustizia del Senato per evitare la arcaica ‘rivisitazione’ delle norme sull’affido condiviso, sulla bigenitorialita’, sulla separazione dei coniugi che prevede l’introduzione di nuove figure, quale quella del mediatore familiare e del coordinatore genitoriale”.
    “La societa’ civile, le istituzioni preposte alla tutela dei soggetti vittime di tali efferati episodi – evidenzia il Coordinamento – non vogliono e non hanno voluto vedere la pericolosita’ del padre.
    Il ddl Pillon e’ cieco su questi temi. Noi operatrici dei centri antiviolenza siamo stanche di assistere alla violazione costante del diritto alla vita delle donne e dei loro figli”. “Possiamo solo immaginare – concludono – cosa accadra’ in caso di approvazione del ddl Pillon.
    L’arretratezza del pensiero sulla tutela dei diritti dei bambini, e l’assenza totale della considerazione per i diritti delle madri, delle donne vittime di violenza e dei padri consapevoli, costituira’ un terreno fertile per la sepoltura di tante ed ulteriori vittime”.

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