MARE NOSTRUM IN PERICULO

| 23 ottobre 2018 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’ ufficio stampa dell Università del Salento ci manda il seguente comunicato sull’ importante studio scientifico internazionale cui ha partecipato il professor Piero Lionello (nella foto)______

 

’ACCELERAZIONE DEI CAMBIAMENTI AMBIENTALI NEL BACINO DEL MEDITERRANEO CAUSA CRESCENTI RISCHI PER LE POPOLAZIONI E GLI ECOSISTEMI
UNO STUDIO PUBBLICATO SU “NATURE CLIMATE CHANGE”

Nella regione mediterranea i cambiamenti climatici stanno esacerbando gli altri problemi ambientali, legati a cambiamenti dell’uso del suolo, inquinamento e perdita di biodiversità: scarsità di risorse idriche e alimentari, deterioramento degli ecosistemi, problemi sanitari e sociali potrebbero aumentare sistematicamente nei prossimi decenni.

Lo sostiene uno studio recentemente pubblicato su “Nature Climate Change” e condotto da scienziati di nove paesi, al quale ha partecipato il professor Piero Lionello, ordinario di Oceanografia e Fisica dell’Atmosfera presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologia Biologiche e Ambientali dell’Università del Salento.

«Le temperature medie annuali nel bacino del Mediterraneo sono ora circa 1,4°C al di sopra del livello preindustriale, 0,4°C in più rispetto alla scala globale», sottolinea Lionello, «Negli ultimi 20 anni, il livello del mare è aumentato di 6 cm e l’acidità dell’acqua di mare è aumentata in modo significativo. Anche se il futuro riscaldamento globale fosse limitato a 2°C, è probabile che in alcune aree del Mediterraneo le precipitazioni diminuiscano del 10-30%. Ciò implica una scarsità di risorse idriche e rischi per la produttività agricola. L’aumento del livello del mare continuerà a un ritmo accelerato e porterà a inondazioni costiere che interesseranno svariate popolazioni. I cambiamenti climatici e l’inquinamento condizioneranno la salute umana, favorendo malattie infettive, cardiovascolari e respiratorie.

Nei paesi politicamente instabili, il cambiamento ambientale è un fattore sempre più rilevante per i rischi socio-economici, a causa di carestie, migrazioni e conflitti.

Ecco perché, allo scopo di informare esaurientemente politici e opinione pubblica, 400 scienziati hanno costituito la rete MedECC (Mediterranean Experts on Climate and Environmental Change), che è sostenuta da agenzie governative internazionali e mira a produrre la prima completa valutazione dei rischi associati ai cambiamenti ambientali nella regione mediterranea».

Lo studio:
Cramer W, Guiot J, Fader M, Garrabou J, Gattuso J-P, Iglesias A, Lange MA, Lionello P, Llasat MC, Paz S, Peñuelas J, Snoussi M, Toreti A, Tsimplis MN, Xoplaki E (2018) Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean, Nature Climate Change online: https://doi.org/10.1038/s41558-018-0299-2

Contatti:
Piero Lionello, DiSTebA, Università del Salento e Centro EuroMediterraneo sui Cambiamenti Climatici, e-mail: piero.lionello@unisalento.it ______

LA RICERCA nei nostri articoli dell’ otto e del 17 ottobre

ALTRO CHE SFORAMENTI DEL RAPPORTO DEFICIT/PIL…C’E’ UN ALTRO SFORAMENTO CHE DOVREBBE PREOCCUPARE TUTTI IN TUTTO IL MONDO, E DI CUI INVECE NESSUN GOVERNANTE PARE INTERESSARSI. SIAMO ANCORA IN TEMPO…MA NE E’ RIMASTO POCO PER EVITARE LA CATASTROFE PLANETARIA

 

 

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