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L’UFFICIALE RIZZO NON HA VOGLIA DI ANDARE IN PENSIONE

| 9 novembre 2018 | 0 Comments

di Anna Paola Pascali * (scrittrice – per leccecronaca.it)______

Destreggiandosi tra i ricordi, legati alla terra del sud e alle sue tradizioni, Raffaele Polo (nella foto) riesce a dare, nel “salto del tempo”, una contiguità estemporanea ai fatti più improbabili.

Lo fa, in questo suo  ultimo libro, “Le improbabili indagini dell’ ufficiale Rizzo”, Robin Edizioni, 176 pagg.  10.20,  attraverso “gli occhi” del protagonista –stravagante personaggio- e di chi gli ruota intorno, o compare repentinamente, tracciando una via alternativa, e all’apparenza digressiva, nello svolgersi di vicende che segnano, toccano, graffiano, ma fuggono nel mistero della vita che altro non è che il rincorrersi del tempo.

 

Polo è ambiguo, volutamente dispersivo ma fortemente ancorato ai valori d’altri tempi.

Le sue parole vivono di sapori, colori, profumi che si fa fatica a ritrovare in questi tempi squadrati e senza grazia. La “salentinità” insegue il racconto come un marchio indelebile che segna l’appartenenza di un popolo ad una cultura “sigillata” che si dimena tra le fauci della modernità e il desiderio di conservazione della propria identità.

Sono i segni del destino che “inciampano” nella vita lavorativa di Rizzo e che insegnano a guardare oltre l’apparenza e a credere nella cultura come scrigno di storia e di equanime conoscenza.

Raffaele Polo riesce ad andare dove il tempo non esiste e se esiste è sospeso nell’etere delle parole e della fantasia piuttosto che in quello della fantascienza trasformata in fantastoria o in mera storia e accadimento senza cadere nella banalità “dell’incredibile” ma aprendo una breccia “nell’immaginabile”.

Nell’improbabile il plausibile dove è sempre il tempo ad essere il fattore scatenante di tutto il romanzo. Il tempo, dunque, battente assoluto, che scandisce fatti e misfatti in un’ascensione verso la Verità, con la V maiuscola, delle cose. Una verità che racchiude, tra i suoi “strati a cipolla”, il vero volto dell’universo. Forse la Verità, per l’autore, ha le sembianze di una distesa sempre verde che ricorda le estati della nostra infanzia.

Le improbabili indagini dell’ufficiale Rizzo sono un viaggio tra realtà e fantasia nel passato oggettivo proiettato nel futuro (soggettivo?), o magari un desiderio di immortalità, o rimpianto di un passato mai vissuto a pieno.

D’altronde, chi è mai riuscito veramente a far tutto ciò che ha voluto nella propria vita senza perdersi per altre strade? Ma forse è solamente rivendicazione di ciò che appartiene di diritto ad una terra martoriata, quella del Salento e all’umanità tutta in preda ad un ineluttabile destino.

Category: Cultura, Libri

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