“Il teatro affronta i problemi della vita, li assorbe, li digerisce e spesso li risolve”. LUCA TREVISI IN MONOLOGO

| 26 novembre 2018 | 0 Comments

di Carlo Infante______

Se fossimo a teatro, sarebbe un monologo. Siccome però siamo su un giornale, anche se a parlare di teatro, è un “raccontato”, come si chiama in gergo. Non mi è restato far altro che prendere nota e poi trascrivere. Ed ecco come Luca Trevisi (nella foto) si è raccontato ai lettori di leccecronaca.it.

“Devo dire che il teatro mi ha affascinato: ma non mi ci sono avvicinato, per tanto tanto tempo!
Infatti conoscevo bene una scuola di teatro e una grande persona ma non ero mai entrato
come allievo.
Magari come spettatore…Infatti ho visto diversi spettacoli di Scena Muta creati da Ivan
Raganato e dai suoi piccoli e grandi gioielli.

Poi un giorno decisi di scoprire cosa vuol dire far parte della bella famiglia artistica creata e
coccolata da Ivan.
Cominciai a frequentare il corso di teatro.
Con mille paure, di sbagliare di essere giudicato di non sapere e di non riuscire.
Poi, dolcemente, ho cominciato ad acquisire sicurezza in me stesso.
Sono salito sul palco con “Cornicioni”: Ivan aveva chiesto un testo da scrivere e poi
interpretare su un cornicione. Questa prova fu trasformata in uno spettacolo.
Che io serbo nel mio cuore…

Lo interpretai anche in un mio momento particolare…
Un momento in cui fui circondato veramente da tante persone ma ne mancava una…
Così mi venne anche la passione di scrivere oltre che recitare ballare e cantare.

Diciamo sinceramente che il ballo e il canto ancora non mi sono entrati nell’anima.
Ma avrò ancora tempo di migliorare…

Altri spettacoli sono usciti dal cilindro di Ivan.
A fine spettacolo si ricevono gli applausi e i complimenti ma rimani scioccato quando li ricevi
da sconosciuti.

Le prime volte chiedevo chi fosse, come mai, perché dicesse che ero stato bravo, non ci
credevo!

Capisci di aver creato una reazione un interesse insomma che sei entrato in un cuore.

Scopri che il teatro affronta i problemi della vita, li assorbe, li digerisce e spesso li risolve.

Entrare in una Compagnia è come vivere in una famiglia allargata.
Vivere insieme le difficoltà di ognuno, gioire per i risultati e poi uscire e godere nel ricevere il
rumore che viene fuori dal movimento ritmico delle mani e dalla voce ammaliata del pubblico
che ha seguito con passione e interesse lo spettacolo!

Arriviamo attualità, perché sono qui in realtà non per parlare di me, ma di Carletto Paiano, dai più
conosciuto come Carlotta!
Io sono un amico di Carletto e di Carlotta,  ma purtroppo solo nella finzione del nostro spettacolo
teatrale.

Se avete conosciuto Carletto o magari Carlotta, o non conoscevate questo nome e la sua
storia, saremmo contenti se vorreste passare una serata con noi a teatro, esprimere un
giudizio sulla nostra interpretazione, e salutare insieme Carletto e Carlotta”.

Category: Cultura

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