L’ARCI ANNUNCIA MANIFESTAZIONE PRO IMMIGRATI

| 4 gennaio 2019 | 2 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’ Arci di Lecce ci manda il seguente comunicato, con rlativa foto______

Un grande corteo, nel giorno dell’Epifania, per ribadire con determinazione il nostro “no” al Decreto sicurezza e immigrazione, per rifiutare con forza le politiche in atto nei confronti dei migranti. Lasciare per strada persone, famiglie e bambini non è un gesto umano, così come chiudere i porti e non consentire un approdo sicuro a chi cerca disperatamente aiuto.

Le attuali politiche di discriminazione sono il frutto di una becera propaganda di odio, che nulla ha a che vedere con il problema sicurezza e che si pone in aperto contrasto con i principi di solidarietà e pace che dovrebbero invece contraddistinguere gli ideali dei Paesi europei.

In Italia non è in corso alcuna invasione. I numeri parlano di un crollo degli sbarchi sulle nostre coste, mentre aumentano in proporzione i morti in mare.

Nel 2018 sono 2262 le persone morte nel tentativo di raggiungere via mare le coste europee e negli ultimi cinque anni i decessi ammontano a 17mila. Numeri che rendono il mar Mediterraneo il confine più pericoloso al mondo.

Inoltre il nostro Paese non ospita il maggior numero di richieste di asilo. Nel 2017 ci sono state in tutto 126mila richieste di protezione internazionale, in pratica 2.089 ogni milione di abitanti. Ci sono paesi che in proporzione ne hanno avute molte di più, come l’Austria con 2.526 ogni milione di abitanti, la Svezia 2.220 ogni milione di abitanti  e la Germania 2.402 ogni milione di tedeschi.

Lo stesso vale per gli stranieri di origine extra-europea che rappresentano il 6,7 per cento della popolazione totale, contro il 9,9% in Austria, l’8,5 in Francia e l’11,6 in Svezia.

Per questo il 6 gennaio a Lecce, ore 16 con ritrovo a Porta Napoli, ci sarà una grande mobilitazione per le vie del centro storico che unirà sotto l’unico slogan “Sicuri di essere umani” richiedenti asilo, organizzazioni e diocesi locali, amministratori, liberi cittadini.

Il corteo si concluderà in Piazza Duomo davanti al presepe allestito nella città barocca con un’azione condivisa insieme alla curia leccese: il presepe sarà svuotato perché il Decreto sicurezza porterebbe all’espulsione anche di Gesù e dei Re Magi.

 

All’interno del presepe saranno affissi due striscioni con le frasi “Sicuri di essere umani”, “Ogni uomo è mio fratello. Non so se il Governo la pensa così”.

In questo clima di odio legalizzato non possiamo accettare che l’indifferenza diventi normalità. Vogliamo diffondere un messaggio forte e deciso, che unisce tante differenti realtà del territorio, laiche e religiose, con l’obiettivo comune di far conoscere le conseguenze di politiche simili, in aperto contrasto con i principi laici e religiosi propri dell’Europa.

Le conseguenze del decreto, che in questi giorni sta trovando il contrasto di numerosi sindaci di tutta Italia, mettono inoltre a rischio centinaia di posti di lavorO. Giovani laureati, molti con bambini e mutui a proprio carico rimarranno a casa. Sono tutti professionisti dell’accoglienza, che in questi anni con entusiasmo si sono dedicati a creare percorsi di integrazione per i richiedenti asilo, consentendo la migliore interazione con il territorio ospitante.

Il corteo è promosso dal Coordinamento leccese contro il Decreto Sicurezza, che ha raccolto l’adesione di Link, Uds, Caritas, Coop.Rinascita, Rete Antirazzista, Casa della Carità, Gus, Arcigay, Philos, Arci Lecce, Missionari Comboniani, LeA, Lecce Bene Comune, Casa delle Donne, Insegnanti Cpia, Agedo, Cgil, Anpi, Amis Onlus, Pax Christi; il sostegno dei vescovi di Nardò, Ugento, Lecce e di molti Comuni tra i quali Lecce, Caprarica, Copertino, Andrano, Trepuzzi, l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e tanti altri amministratori che stanno dando la loro adesione e solidarietà.

La manifestazione sarà aperta dalla rappresentazione teatrale “Cavalieri Erranti” a cura del Teatro Koreja. Una performance di strada che coinvolgerà i bambini di tutte le età in un gioco in cui le marionette sono uomini e gli uomini fanno la guerra ma poi alla fine, smesse le armi, ci si ritrova incastrati nei viluppi dell’esistenza.

Numerosi gli interventi in programma che coinvolgeranno amministratori locali, parroci, rappresentanti delle organizzazioni no-profit, associazioni studentesche e sigle locali. Un grande corteo per far sentire la nostra voce fino a Roma. Non restiamo indifferenti, restiamo umani.

 

Category: Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (2)

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  1. Arcidiocesi di Lecce - tramite mail ha detto:

    In merito al comunicato diffuso dal Coordinamento leccese contro il Decreto Sicurezza inerente il corteo che si svolgerà a Lecce il prossimo 6 gennaio sotto lo slogan “Sicuri di essere umani” e che si concluderà in Piazza Duomo, si precisa che la Curia leccese – pur accogliendo le finalità della manifestazione ma lungi dal voler strumentalizzare i segni della fede e della dignità umana – non condivide ma, anzi disapprova, l’annunciato svuotamento del presepe allestito nella piazza.

    L’unico segno che la diocesi ha suggerito è l’affissione in piazza di uno striscione con la scritta – senza alcuna aggiunta strumentale – “Ogni uomo è mio fratello” (il titolo del Messaggio di San Paolo VI per la Giornata mondiale della pace del 1971), slogan che l’arcivescovo Michele Seccia ha già lanciato in occasione di altri eventi pubblici davanti al presepe.

    Si precisa ancora che non sono in programma interventi ufficiali di sacerdoti o rappresentanti delle Chiese di Lecce, Nardò-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca.

  2. Cooperativa Sociale Rinascita, Copertino - tramite mail ha detto:

    Saremo in piazza per difendere i diritti. Sempre avanti

    Il Decreto Sicurezza emanato dal Governo Cinque Stelle a trazione Lega mette in discussione i principi fondamentali della Costituzione Italiana e viola, in maniere evidente, i principali diritti umani sanciti dalla Convenzione di Ginevra.
    Abbiamo la necessita di scendere nella piazze, di parlare con la società civile e smontare le bugie e i luoghi comuni che tutti i Ministri di questo governo, insieme ai loro Sottosegretari ed ai loro Parlamentari da mesi ormai propinano all’opinione pubblica.

    Bugie che non servono altro che ad aumentare paure e fobie inesistenti.
    Sentiamo il dovere di tutelare i diritti degli ultimi, dei migranti, delle donne vittime di tratta, dei migranti con gravi vulnerabilità. Lo abbiamo sempre fatto e non smetteremo certo per via di un decreto ingiusto.
    Già oggi decine di nuclei familiari con minori a carico rischiano di rimanere in mezzo alle strade, nelle stazioni perché il loro permesso di soggiorno non potrà essere rinnovato per decreto.

    Una follia che non tiene conto delle reali condizioni dei migranti in Italia.
    Sentiamo il dovere e la necessità di tutelare un sistema di accoglienza, lo SPRAR, che l’Europa ci invidiava per il rigore nella rendicontazione, per le buone prassi, per i risultati in termini interazione con i territori coinvolti conseguiti in 20 anni di sperimentazioni.

    Lo smantellamento di tale sistema a favore dei grandi centri di raccolta senza alcuna regola nella rendicontazione e senza alcun principio di tutela dei diritti umani sono un passo indietro senza precedenti. L’accoglienza è destinata a diventare preda facile e ambita da parte delle mafie e della
    criminalità organizzata.
    Le dichiarazioni degli ultimi giorni dei massimi rappresentanti del Governo fanno ancora di più comprendere, se ancora ce ne fosse bisogno, come Loro stessi non abbiano una minima conoscenza del fenomeno migratorio e delle conseguenze disastrose di questo decreto.
    Molti migranti, fino a ieri regolari, si trasformeranno nel giro di poche settimane in migranti Irregolari, peraltro senza alcuna possibilità di essere rimpatriati cosi come prevede il decreto e come,da mesi, il Governo ripete ostinatamente.
    Ci sarà invece un aumento sconsiderato dei migranti irregolari nei territori con un consistente aggravio dei costi per i Servizi Sociali dei Comuni che saranno costretti a prenderli in carico.
    Esprimiamo la Nostra più grande solidarietà a quei Sindaci che in queste ore, coraggiosamente, rischiando il mandato, esprimono il loro disappunto ad un testo barbaro che distrugge ogni regola di buonsenso e crea disordine sociale.
    Una scelta di responsabilità sociale.
    Siamo felici e che in queste ore molti Sindaci del Salento stiano esprimendo un netta posizione a favore dei diritti e della democrazia.
    Noi intanto insieme ai Nostri Ragazzi in accoglienza, alla squadra di Calcio Rinascita Refugees, ai nostri operatori, alle nostre operatrici, ai Sindaci e alle Sindache degli Enti Locali titolari dei Progetti SPRAR di nostra gestione, saremo in piazza a ribadire che i confini sono di aria e luce e che tutti e tutte noi andremo avanti nella difesa dei diritti.
    Sempre avanti.

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