IN LITTORINA, IL ROMANZO D’AMORE DI COSIMO RENNA

| 5 febbraio 2019 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Con questo ‘La ragazza della littorina’ (Edizioni Esperidi, 13 euro) Cosimo Renna (nella foto) effettua un ardito ed interessante esperimento: riuscire a convogliare sentimenti e sensazioni tipiche di un romanticismo datato, in un contesto contemporaneo dove l’amore non è pià solo spirituale ma si nutre di atti più concreti. E, nello stesso tempo, mescolare alla prosa lineare e tradizionale anche gli afflati poetici personali e dei grandi poeti d’amore, in un rimescolio che sorprende e spaventa un po’, ma alla fine ha tutto il suo effetto.

Proprio come nel gioco degli scacchi, la scrittura di Renna va giudicata alla fine, quando si tirano le somme di ciò che si è letto e di quello che rimano dentro, a scuotere la connaturata indifferenza del buon lettore, aduso a tante trame e tanti sviluppi, ad ogni genere di scrittura e poco incline a farsi coinvolgere più di tanto. Ad esempio, come per l’amore tra Bruna e Giulio.

Bruna che poi, pur innamorata persa del suo Giulio, apprezzato anche dalla madre e dalla famiglia, pensa bene di sposare un altro che poi, in fondo, non le dispiace se non fosse che la trascura…. E Giulio invece di donne non ne ha poi molte, visto che le raffronta sempre alla ‘sua’ Bruna che ci pare far parte di quel tipo di femmina ‘allumeuse’ che cioè ti lusinga ma non cede mai…

Il romanzo si alterna in questo eterno nonsense di amanti che si amano ma che non vogliono amarsi, che fuggono per il piacere di ritrovarsi, circondati da un panorama appena accennato che insiste, piuttosto, sulle romantiche bellezze e sollecitazioni del mare, degli scogli, della natura che lancia continui messaggi d’amore…

Poi, ci sono i versi: che vengono scambiati puntualmente tra i due protagonisti, magari su un cartoncino strappato da una scatola e conservato poi, indovinate?, nella tasca interna, dalla parte del cuore…

C’è la littorina, poi. Col suo carico di umanità popolare e ricca di sfaccettature che l’autore è bravissimo a descrivere. E ci sono i treni più grandi, simbolo della travagliata esistenza di chi vorrebbe restare ma è costretto a partire.

Insomma, i topoi dell’amore di Prevert e Neruda ci sono tutti: e il romanzo piacerà soprattutto a chi predilige i romanzi che ti lasciano il dolceamaro malinconico di un finale dove lacrime e risa, sorrisi e pianto si mescolano tra le nuvole e i fumi di un tramonto infiammato…

Category: Cultura, Libri

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