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IL PERSONALE E’ POLITICO / DIO, PATRIA E…

| 27 marzo 2019 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Famiglia! Sì, ma quale? Non è nemmeno cominciato, ma fa già discutere da giorni il convegno “Congresso mondiale delle famiglie” che inizierà venerdì 29 a Verona, un summit pro-life, secondo gli organizzatori, che esplicitamente auspicano un ritorno a una “famiglia naturale“, come antidoto alla crisi demografica dell’Occidente, ma anche la messa al bando della legge sull’aborto, delle unioni gay, e, magari, pure quella su separazioni e divorzi.

Sponsor politico, il ministro per la Famiglia, senza portafoglio (e non è una battuta, mi spiego: in gergo si chiama così un ministro che non ha possibilità di spesa, di stanziamenti per quanto attiene al proprio dicastero) Carlo Fontana, in quota Lega. Con qualche imbarazzo sulla sponda governativa a Cinque Stelle, di cui l’ unico venuto a galla, la vicenda del  patrocinio dato dal governo, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non avrebbe voluto concedere, e che quindi – pare – sia stato revocato.

Per inciso, visto che il personale è politico, come vedremo meglio: egli è divorziato, e rifidanzato, oltre ad essere diventato – mi raccontano – complice l’esposizione mediatica degli ultimi mesi, l’oscuro oggetto del desiderio di molte milf impunite, e buon per lui!

Più interessanti, per coloro ai quali interessi, ovvio, i retroterra culturali dell’iniziativa, che affondano le radici nel populismo con il marchio di fabbrica del neo americanismo alla Donald Trump, che già di per sè è una bella contraddizione, per chi a certe idee e a certe forme del politico ancora si richiama, o si dovrebbe richiamare.

Intendo, la destra politica, quel che ne rimane, dopo l’appiattimento  scriteriato sul berlusconismo che l’ha praticamente distrutta, e da cui sta tentando disperatamente di risollevarsi con un altrettanto scriteriato appiattimento sul salvinismo, una ‘destra’ che dai tempi di Adriano Romualdi e Alain De Benoist è incapace di una propria elaborazione culturale, e da quelli di Pino Rauti di un’incisiva proposta politica.

Infatti, mentre ha dimenticato i temi sociali, essa è complice delle devastazioni del territorio, è indifferente se non ostile ai movimenti, chiamiamoli per comodità ecologisti, e si rifà alla “nostalgia” per i bei tempi del Dio, Patria e Famiglia, oppure, per citare un altro, e nuovo, si fa per dire, riferimento, al filosofo Diego Fusaro, alla sua difesa della famiglia tradizionale “borghese e proletaria”: “Nella neolingua, eroticamente corretto è una sorta di catechesi mondialista che impone un adattamento cosmopolita ai costumi del nuovo ordine erotico che dissolve la famiglia e il modello eterosessuale imponendo una specie di gay pride permanente con ridicolizzazione di tutto ciò che è connesso ai valori proletari e borghesi della famiglia etica”.

Da sinistra, un putiferio.  Continuano questi altri a gridare al razzismo, a giocare al fascismo degli antifascisti, al buonismo dei centri di accoglienza, ai difensori degli affaristi e dei banchieri, così votandosi al suicidio politico, invece di occuparsi di temi prioritari, come la parcellizzazione del lavoro, il just in time e il precariato, lo sfruttamento operato su scala prioritaria dal mercato, dal consumismo e dalla globalizzazione, le grandi opere inutili, che essi invece reputano utili e “strategiche”.

Ma stiamo ai fatti della notizia del congresso di Verona, quello di adesso, per la carità, mica quello storico.

Un ministro senza portafoglio non può fare nulla, di quel che dovrebbe fare, di quel che la destra, il centrodestra, avrebbe già dovuto fare da decenni, visto che, con la Lega, fra l’altro, partner di maggioranza, è stata al governo.

Tutto quello che son stati capaci di fare al riguardo: covegni, marce e sfilate, lontani progenitori di questo congresso di Verona di adesso.

In Italia non si fanno figli, cioè, se ne fanno pochi, perché ci sono i gay pride?

Ma dai, ma per favore!

In Italia non si fanno figli, cioè, se ne fanno pochi, perché i giovani sono condannati ad essere precari a vita, non possono comprare casa, non hanno certezze per il futuro.

In Italia, mancano del tutto politiche di valorizzazione del lavoro, di edilizia abitativa residenziale, di tutela della maternità e della genitorialità.

Ma vadano a vedere cosa prevedono per le giovani coppie Paesi come la Francia o la Svezia!

E si vergognino, si vergognino per non avere fatto in decenni in cui sono stati al governo non dico qualcosa del genere, ma nemmeno, che ne so? un provvedimento per dare gratis i pannolini ai neonati, o un bonus per abbattere i costi del latte in polvere.

Quanto al resto, liberi di pensare a modelli fuori dal mondo, ma insomma, se mettiamo in discussione l’istituzione di quelle dolorose  necessità che sono in tanti casi la possibilità di ricorrere all’aborto, o al divorzio, beh allora facciamo, o rifacciamo, un salto nel più tragico buio.

Quanto alla famiglia tradizionale, piaccia o non piaccia, non esiste più, nè c’è la possibilità, pur volendolo, da chi lo voglia, di riesumarne i caratteri: la ‘famiglia tradizionale’, ‘etica’, non esiste più e mai più potrà ritornare, perché è cambiato tutto di quel che c’era un tempo intorno ad essa, sono cambiate le donne, sono cambiati i costumi, è cambiato addirittura l’ Amore stesso.

Tutte le famiglie felici si assomigliano, e ogni famiglia infelice è infelice a modo suo, certo, ma le famiglie sono cambiate.

Sono cambiate nei fatti.

Il personale che è politico lo dimostra.

Qui, di questi al governo, e di questi della maggioranza di centrodestra promotori del convegno, uno dei pochi che sarebbe “in regola” è Luigi Di Maio, che ha 32 anni ed è single, quindi si sta dando da fare per trovarsi una fidanzata, e giustamente, come giustamente ha rivendicato pochi giorni fa, quando, in un’intervista, ha dichiarato, oh evviva lo sfogo: “Allora, a me piacciono le donne e quando posso mi dedico alla mia vita personale, che non è con Salvini, chiaro?”. Eh sì, chiaro, e meno male!

Pur avendo 46 anni, pur essendo divorziato con figli – il che, sia ben chiaro, non è certo un’accusa, tanto meno una colpa: è una constatazione dei fatti – pure a Matteo Salvini interessa la sua vita personale, che non è con Luigi Di Maio, e per fortuna per lui, pure a lui piacciono le donne, e meno male: nella foto, di ieri, con la sua ultima, in ordine di tempo, di una lunga serie, fidanzata, Francesca Verdini, 26 anni, figlia dell’ex potentissimo esponente del centrodestra in origine e del centrosinistra poi Denis, prima che fosse travolto da pesanti problemi giudiziari.

Per dirne un’altra – il che, sia ben chiaro, non è certo un’accusa, tanto meno una colpa: è una constatazione dei fatti – Giorgia Meloni ha un compagno, e una figlia, ma non è sposata.

Al che, meglio fermarsi, perché se no dovrei parlare di campioni storici della famgilia del centrodestra, come Silvio Berlusconi, sui quali invece è meglio stendere un pietoso velo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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