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IN CORSA COL PANCIONE

| 15 aprile 2019 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______Un incontro programmato da tempo, mesi, se non anni, e sempre rinviato, che si concretizza finalmente questa mattina. Il piacere di un incontro che dà il via a tutta una serie di pensieri e parole.

Motus animi, come si chiama la sua società. Ma anche corporis, anzi, di più. Due. Perché Federica ha il pancione, e anzi manca poco al lieto evento. Dieci, quindici giorni, poi “l’ esplosione”, come dice lei, sorridendo, con quella bellezza terrena suppletiva e quella grazia divina aggiuntiva che hanno tutte le donne, quando sono in dolce attesa. Ma non si è fermata, e non si fermerà, mi racconta, e sembra la Madonna del Parto di Piero della Francesca in mezzo ad una campagna, sì, ma particolare, particolarissima: una campagna elettorale.

Neanche con il lavoro, il suo lavoro, di consulenza, formazione, e organizzazione eventi, poi, a parte, che è normale. La passione per l’imprenditoria, che  ha sempre viaggiato in parallelo con l’altra sua grande passione, quella per la politica.

Federica De Benedetto (nella foto, di qualche giorno fa, insieme al candidato a sindaco del centro destra Erio Congedo), 33 anni, consigliere comunale uscente, la donna più votata dai Leccesi due anni fa per preferenze personali, si ripresenta, nella lista di Forza Italia, ancora più motivata e determinata, a portare una ventata di entusiasmo giovanile, ancorata a solide fondamenta culturali, per l’amministrazione della nostra città

Una campagna elettorale in cui è in corsa, per ora, col pancione, e presto, oramai a giorni, sarà in corsa alle prese pure con il bebè, e i suoi prevedibili pianti diurni, e, ahimè, anche e soprattutto notturni.

“Sarà un maschio”, mi confida, con la stessa serena consapevolezza che la contraddistingue, il tranquillo fervore che mette in tutto.

E come si chiamerà? – le chiedo, scherzando – Silvio?

“Ma no…”, fa lei. Gianfranco…Non penso proprio – scherzo di nuovo io – …Junio? – rifaccio, allundendo a vecchie frequentazioni, e a recenti polemiche.

Sorride, e ammette: “In realtà, non l’abbiamo ancora deciso”. E allora, per restare in tema, in doppio tema, le racconto di quando avrei voluto chiamare io il mio primogenito Ezra, ma alla mia ex moglie non piaceva e fui costretto a cambiare idea.

Al nome evocato, Federica ha un sussulto, e mi parla della tristezza, del pessimismo che  i contenuti politici ed economici, il pensiero del grande poeta americano le suscitano sempre, ogni volta che lo legge.

Formica solitaria di un formicaio devastato, certo, amareggiato, a lungo, perché vedeva le sue geniali intuizioni trovare sostanziale indifferenza prima, e astio poi. Ma erano  intuizioni metapolitiche che faticavano e faticano a trovare spazio nelle forme del politico, continuo io, e lei allarga il discorso al sempre problematico rapporto fra intellettuali e politica, e su qualche intellettuale, chiamiamolo così, vecchio e nuovo ci soffermiamo, nazionale e locale, non importa, per raccontarci comuni frequentazioni.

Così, un’ora e passa, passa in fretta, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Il tempo appena ancora di prendere un impegno, il suo, particolare, particolarissimo ad ancorare la prossima attività politica alla cultura, intesa, mi spiega, non solo come valore di arricchimento spirituale per tutti, ma anche quale occasione concreta di sviluppo economico per la Città, e abbozza già i progetti che ha in mente, e il tempo passa, e vedremo, e intanto questo nome da decidere, sarà meglio trovarlo presto.

 

 

 

 

Category: Cultura, Politica

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