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SAFFO TORNA A LECCE

| 7 ottobre 2019 | 0 Comments

(g.p.)______Dicono che fosse bellissima, gli eroi son tutti giovani e belli. Solo Giacomo Leopardi, secoli dopo, in preda al più pessimistico dei suoi pessimismi storici e cosmici, riprenderà la maldicenza secondo cui fosse brutta e deforme, nel Canto che le ha dedicato.

“Dal dolce sorriso, dal crine di viola”, una meraviglia, quindi, la descrive invece il suo conterraneo, contemporaneo e collega poeta lirico Alceo, il quale se ne innamorò perdutamente. Con scarsi, se non impossibili, esiti, va detto. E già, perché lei, Saffo, regina dell’isola di Lesbo – l’etimologia successiva basterebbe da sola a spiegare tutto – dove nel VI secolo avanti Cristo mise su una scuola rinomata in tutta l’antichità, dedicata in esclusiva alle giovani educande della buona società ellenica, aveva altre preferenze sessuali.

Non ci poteva credere solamente la Pellegrino, al ‘Palmieri’, storica docente di latino e greco sotto la quale son passati legioni di attuali professionisti leccesi, che chiamo a testimoniare sui miei ricordi: si ostinava a non crederci, diceva che fossero leggende metropolitane. Ogni volta che la si nominava per una qualunque ragione, partiva con un accorato, a tratti commovente, ragionamento, in proposito: “Pensate, ragazzi, come è possibile, come è possibile che fosse una… (NON SI OSAVA NEMMENO PRONUNCIARLO, QUEL TERMINE) una…Se le migliori famiglie, le più ricche e potenti, mandavano le loro figlie a studiare, a formarsi, da lei, alla sua scuola e le affidavano a lei, per tutta quanta l’educazione, per un anno e più?”.

Una specie di college rinomato all’epoca, vero. Una tappa obbligata per le migliori future spose dell’aristocrazia del tempo, prima della celebrazione del matrimonio, col promesso sposo che andava a riprenderla di persona, alla fine del corso.

Con buona pace della mitica Pellegrino, però, uno dei pochi, pochissimi frammenti autentici dei suoi versi che ci sono rimasti descrive proprio una scena del genere, con lei, Saffo, che se la piglia a male e, sull’orlo di una crisi di nervi, si abbandona a una vera e propria scenata di gelosia, che sarà pur lirica, ma sempre gelosia isterica è, vedendo il maschio fortunato portarsi via mano nella mano la vergine illibata, mentre a lei, rimasta sola, il cuore scoppia in petto, così dice, un fremito le impazzisce nelle orecchie, sente una botta nello stomaco e si ritrova tutte le ossa spezzate, come se le fosse passato sopra un carro pesante di armamenti.

Pochi, pochissimi versi suoi ci sono giunti. Ma tante, tantissime citazioni a lei dedicate. Una fortuna letteraria straordinaria, che ha attraversato l’Ellenismo, la lirica latina, l’Umanesimo, il Classicismo, il Romanticismo, e via nei secoli fino ai giorni nostri, quando il suo fascino è vivo come prima, più di prima.

Ora Saffo torna a Lecce.

Mercoledì 9 ottobre, ore 19.00, a Palazzo Bernardini, in via Marco Basseo, 25, la Comunità Ellenica del Grande Salento presenta una conferenza a lei dedicata, “Valorosa del Mediterraneo 2019”, a cura di Maria Agostinacchio.

Dopo il saluto della padrona di casa Isabella Oztasciyan Bernardini d’Arnesano, direttrice del “Centro per la Diffusione Lingua e Cultura Greca”,  l’incontro si articolerà in un intreccio dialogico che alternerà le letture delle poesie di Saffo in lingua originale a cura di Daniela Franco, ad immagini e icone commentate da Maria Agostinacchio con sottolineature musicali di Angela Cosi all’arpa che eseguirà brani dal suo disco “Nòstos”.

Saffo dialogherà con le parole del contemporaneo grazie alle letture Nicoletta Rallaki che leggerà la poetessa greca Anna Dereka, Serap Nicolau che leggerà la poetessa turca Tezer Ozlu e Nadia Mangia che leggerà la poetessa italiana Alda Merini.

Sono sempre belle queste serate, un paio d’ore di incanto, che lasciano il segno, di semi piantati a crescere, a germogliare e a fiorire, in un modo o nell’altro, anche a distanza di anni.

Questa, comunque vada, sarà bellissima.

 

Category: Cultura, Eventi

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