banner ad

“Un Musical tutto leccese”

| 12 ottobre 2019 | 0 Comments

IL CRITICO LETTERARIO, GIORNALISTA E SCRITTORE, RAFFAELE POLO HA VOLUTO LEGGERE IN ANTEPRIMA IL COPIONE DEL MUSICAL “Superstar”. ECCO CHE COSA NE PENSA

di Raffaele Polo______

Un Musical tutto leccese.

Con ‘Superstar’ Giuseppe Puppo tenta un’altra esperienza teatrale che, evidentemente, è particolarmente congeniale al suo interesse per quel ‘teatro popolare’ che lo vede protagonista positivo, negli ultimi tempi, della nostra realtà culturale.

Diciamo subito, per onestà intellettuale, che Puppo utilizza tutti i mezzi di comunicazione più conosciuti e le tematiche più attuali per strutturare uno spettacolo che è proprio come si fanno adesso, a metà tra il kitsch di ‘Uomini e donne’ e l’abbozzo di una rassegna musicale legata ad un ben individuato modo di fare musica, ovvero ad un personaggio canoro di largo successo.

Una volta c’erano i film ‘musicarelli’ che avevano grande successo di pubblico e zero di critica; connotavano un genere poi approdato a teatro e diventato ‘musical’ contemporaneo, permettendosi di affrontare le argomentazioni più disparate.

Da Jesus Christ (non a caso Superstar) alle ‘invenzioni’ di Tony Cucchiara, ai recentissimi ‘Notre Dame’ o ‘Scrooge, Canto di Natale’, in scena è andata una finzione di realtà con chiari agganci al mondo contemporaneo, con i suoi vizi e le sue liturgie…

Così è, infine, per questo ‘Superstar’ che Puppo colloca nella realtà dei ‘gratta e vinci’ ovvero delle selezioni per scoprire i talenti artistici, destinati poi alle luminose, insulse carriere televisive.

E, naturalmente, l’ambientazione è quella squisitamente salentina, dal quartiere di Santa Rosa a Lecce, agli studi televisivi di Telerama, concessi per l’occasione dal patron Paolo Pagliaro, fino ai personaggi, con le caratterizzazioni che sanno dare loro i bravi interpreti che si alternano sulla scena, tutti già impegnati nelle prove: in ordine di apparizione, Direttore di Produzione: Valerio Melcore, Dolceesalata: Alessia Mariano, Saxboy: Marco Chiriatti, Matilda: Giulia Spedicato, 1X2: Mauro Martina, Francesco: Pino Imbriani, Gino: Luca Trevisi, Signora 1: Patrizia Guido, Signora 2: Ilaria Nestola, Alex: Sophie Guida, Giorgia: Alisia Mariano, Pennaasfera: Carmen Leo, Il Gatto: Clara Camisa, La Volpe: Cristina Prenner, Segretaria di Produzione: Maria Antonietta Vacca, Mara Buttasangu: Ivan Raganato, Nagrom: Simona Di Filippo, Leo Longa: Stefano Donno, Nicole Mela Metti: Monia Marulli, Cristina, detta Ttina: Sandra Maggio, Ginetto: Fabrizio Rollo, Mamma No Tap: Emilia Romano, e con la partecipazione di Chiara Evangelista e di Nandu Popu.

E proprio Nandu Popu dei Sud Sound System cura la parte musicale del musical, ovvero il settore più impegnativo, con una sua colonna sonora originale.

Insieme a lui, da ricordare anche il contributo per la comunicazione dello spettacolo di Emanuela Boccassini, e l’inventiva grafica di Giuseppe Mauro, con i suoi disegni a fumetti e un fotoromanzo.

Lunghe ed articolate le prove, come detto già iniziate a Scena Muta a Copertino, sotto la direzione del Maestro Ivan Raganato (nella foto, nelle vesti del suo personaggio), che firma la regia dello spettacolo, che sarà al debutto in anteprima nazionale sabato 7 dicembre 2019, sipario ore 21.00, a Lecce, al Teatro Apollo

(per info e prenotazioni,  tel. 3273773846, mail: info@leccecronaca.it).

Per quella data, tantissimi i problemi da risolvere, soprattutto quelli legati alla logistica. Ma l’idea del successo finale è senza dubbio uno sprone decisivo per chi, come lo stesso autore, pare abbia deciso di intraprendere stabilmente questa via per scardinare la resistenza e la sudditanza salentina nei confronti di un genere teatrale per nulla suffragato, almeno fino ad ora.

Azzardiamo un pronostico: tra qualche tempo si parlerà di questo esordio quasi in sordina dei lavori di Puppo (da Zang tumb tumb a La dea trans, fino a questo musical) che andranno a sostituire il teatro dialettale ‘classico’, troppo fermo a stereotipi piacevolissimi, ma quasi sempre fuori dalla realtà contemporanea.

Il pregio maggiore di questo Superstar è, sicuramente, l’aver scelto la non facile traccia della ‘contemporaneità’, addolcendola con qualche afflato poetico, un po’ di dialetto, la musica squisitamente originale e un pizzico di retorica che lo stesso Puppo non fa mancare mai, nei suoi lavori.

Funzionerà?

Credo proprio di si, anche se il cammino è impervio e costellato di difficoltà di ogni genere. Ma se attori (tutti bravissimi) e musicisti (di grande impatto) saranno all’altezza del loro valore, gli applausi e i consensi non mancheranno.

Mi spingo più in là: Puppo ha iniziato una nuova era nel teatro salentino, riuscendo a fondere le caratteristiche più nobili e veraci, esprimendo finalmente uno spettacolo che rappresenta molto bene la nostra Terra con le sue contraddizioni e il suo fascino, non ancora sopito.

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

Lascia un commento

banner ad
banner ad