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I PADRONI DEL MOSTRO PROVANO A FORZARE LA MANO

| 4 novembre 2019 | 6 Comments

(Rdl)______L’AncelorMittal ha inviato oggi ai commissari straordinari di Ilva una comunicazione di recesso o risoluzione del contratto per l’affitto e il successivo acquisto dei rami d’azienda, motivandola con il fatto che il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria ad attuare il piano ambientale senza un rischio di responsabilità penale: secondo la multinazionale, inoltre, sono inaccettabili i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto che obbligano i commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019, pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2.

Secondo quanto ha riferito l’agenzia Reuters, “Il governo italiano non consentirà la chiusura dell’Ilva e ritiene che non ci siano i presupposti per il recesso di ArcelorMittal dal contratto di acquisto. La società franco-indiana verrà immediatamente convocata a Roma”.

Sulla questione, è’ in corso di svolgimento una riunione ministeriale a Palazzo Chigi.

Category: Cronaca, Politica

Comments (6)

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  1. Francesco Boccia, ministro affari regionali - tramite mail ha detto:

    Come dimostra il caso dell’ex Ilva, nel nostro Paese serve rivedere tutta la legislazione in materia ambientale connessa alle produzioni industriali inquinanti; le vecchie norme hanno chiaramente fallito.
    Il diritto alla salute, al lavoro e all’ambiente devono tenersi per mano. Ma la salute viene sempre prima altrimenti, non c’è lavoro perché non c’è vita.

    Su Ilva, il governo italiano, non accetterà alcun ricatto. Il contratto va rispettato.
    Ridefinire i poteri dello Stato centrale e delle singole regioni su un tema delicato come le politiche ambientali rientra in pieno nel progetto di autonomia differenziata che ho appena illustrato anche al governatore del Maryland, Larry Hogan, noto per le sue coraggiose battaglie ambientaliste, invitando l’organizzazione che presiede nel 2020 in Italia per il 50esimo anniversario della nascita delle Regioni.
    È stata l’occasione per confrontarci sul modello di legge quadro sull’autonomia differenziata che stiamo ultimando e che trasmetteremo nei prossimi giorni alle regioni e alle parti sociali.

  2. Gruppo Consiliare M5S Regione Puglia - tramite mail ha detto:

    “Il futuro della città di Taranto non può prescindere dalla riconversione economica e non baratteremo mai il lavoro con la salute dei cittadini. Oggi si crea una condizione paradossale in cui Arcelor Mittal cerca di scaricare le proprie perdite economiche e di andare via dall’Italia con il pretesto dell’abolizione dell’immunità penale.
    Un pretesto appunto, perchè lo scudo penale non era previsto nel contratto e soprattutto perché le tutele per chi deve attuare un piano ambientale e mettere in sicurezza impianti ormai obsoleti, sono previste dal codice penale e da una legge dello Stato.
    Nessuno può più permettersi di ricattare la città di Taranto. Salute e lavoro sono due diritti costituzionalmente garantiti e a cui non si può più derogare. Ora bisogna mettersi tutti allo stesso tavolo: le forze politiche, sindacali, economiche e promuovere l’Accordo di Programma per coniugare salute, tutela dei livelli occupazionali, ambiente e sicurezza.
    Attendiamo il prossimo consiglio regionale monotematico per discutere la mozione che abbiamo presentato, auspicando che il bene della città prevalga sulla diatriba politica. Bisogna puntare su settori economici nuovi e competitivi per favorire lo sviluppo di attività produttive compatibili con la normativa a tutela della salute e dell’ambiente.
    L’obiettivo è un nuovo modello sociale che punti alla progressiva sostituzione delle fonti fossili con quelle rinnovabili e alla eliminazione delle principali fonti inquinanti. Le istituzioni a tutti i livelli devono dare impulso alle azioni previste dal Tavolo Istituzionale Permanente per Taranto volte a garantire la realizzazione di interventi in grado di favorire uno sviluppo sostenibile del territorio e, soprattutto, di ridurre gli impatti ambientali e sanitari prodotti dalle attività del siderurgico”.

  3. redazione ha detto:

    Dichiarazione di questa sera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte:”Ci sono impegni contrattuali da rispettare e su questo saremo inflessibili, non si può pensare di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione lo scudo o il non scudo penale che tra l’altro non è previsto contrattualmente.
    Domattina incontreremo i vertici della proprietà.
    Vorrei ricordare che non stiamo parlando di un’acquisizione fatta tramite una vicenda di mercato, ma che c’è stata una procedura di evidenza pubblica, un’aggiudicazione all’esito di una gara ed è stato stipulato un contratto”.

  4. redazione ha detto:

    E’ iniziata questa mattina alle 12.00 a Roma a Palazzo Chigi la riunione tra il governo e i vertici di Arcelor Mittal che hanno annunciato il ritiro dall’accordo per l’acciaieria ex Ilva di Taranto.
    Ci sono il premier Giuseppe Conte, i ministri Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri, Giuseppe Luciano Provenzano, Roberto Speranza, Teresa Bellanova e il sottosegretario Mario Turco, da un lato e, dall’altro, il proprietario Lakshmi Mittal, il figlio Adyta Mittal e l’amministratore delegato Lucia Morselli.

  5. redazione ha detto:

    Secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti, “Arcelor Mittal non trovi alibi a proposito di un piano industriale e di un piano ambientale che deve rispettare, rilanciando il sito e realizzando gli interventi di bonifica promessi. Chi inquina paga ma chi deve attuare un piano ambientale non può rispondere penalmente su responsabilità pregresse e non sue. Proporremo iniziative parlamentari in questo senso”.

    Secondo la multinazionale, “lo scudo aziendale non basta. Anche se la protezione legale fosse ripristinata, non sarebbe possibile eseguire il contratto, in quanto c’è la possibilità che, per un provvedimento dell’autorità giudiziaria di Taranto, venga di nuovo spento l’altoforno 2 e in tal caso dovrebbero essere spenti anche gli altiforni 1 e 4 in quanto, per motivi precauzionali, sarebbero loro egualmente applicabili le prescrizioni del tribunale sull’automazione degli altiforni”, e quindi considera “risolto” il contratto sottoscritto.

  6. Genitori Tarantini - tramite Facebook ha detto:

    Mi rivolgo a tutti quelli che da anni ci seguono e partecipano, si confrontano con noi, sono una delle mamme di questa associazione, e da dieci anni combatto con gli altri, pacificamente, perchè diversamente non saprei fare. Tutte le nostre energie fisiche e mentali, ogni giorno, sono unite per combattere quel mostro terribile, che insieme alle altre industrie, ci stanno portando via amici, parenti e che ci ha tolto la serenità. Noi non viviamo una vita normale, siamo costantemente preoccupati per la salute dei nostri figli, non è vita questa.
    Mia figlia è una donna, oramai, ma per me rimarrà sempre la mia bambina e il solo pensiero che le possa accadere qualcosa, mi terrorizza, vivo costantemente nella paura.Vorrei avere dei nipoti, ma nello stesso tempo il pensiero che possano respirare la schifezza che ci obbligano di respirare, non mi fa vivere quel sogno con serenità.
    Non è vita, non si può continuare a vivere così.E allora continuo a lottare, con i miei amici, ma quello che è accaduto oggi a Taranto è VERGOGNOSO, la città è stata invasa dai giornalisti,che hanno contattato molti di noi ma hanno dato voce e rilevanza solo al problema dei posti di lavoro, dimenticando che quella fabbrica cade a pezzi e noi ci stiamo ammalando tutti.
    Io credo che a tanta indifferenza, e voglio essere buona, si debba rispondere come ha sempre fatto un popolo colpito in modo così grave dal potere economico, dal sopruso, bisogna essere uniti e scendere per strada, tanti , dobbiamo essere tanti, in un numero che non si aspettano.
    NOI ABBIAMO IL DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATI, E QUELLE FONTI INQUINANTI DEVONO SPEGNERSI, DEVONO SMETTERLA DI AVVELENARCI!!! BASTA!
    RIDATECI LA NOSTRA VITA, NOI VOGLIAMO VIVERE UNA VITA NORMALE!

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