banner ad

NOVITA’ EDITORIALI / E’ USCITA DA MONDADORI “Non finirò di scrivere sul mare”, LA NUOVA RACCOLTA DI POESIE DI GIUSEPPE JUSUF CONTE

| 19 novembre 2019 | 0 Comments

IL RITORNO IN VERSI DI UN GRANDE MAESTRO, DEDICATO “Ai Fedeli d’Amore”. NELL’OCCASIONE, L’OMAGGIO DI leccecronaca.it : L’ATTORE IVAN RAGANATO INTERPRETA “Mare aperto” – video

di Giuseppe Puppo______

Un poema, nelle diverse poesie che, scritte in separate sedi e in diversi periodi, ora vanno a comporlo in un unicum, dedicato al mare.

Lo stile sempre quello, maestoso nell’incedere, con improvvisi lampi di luce vivissima, ma che ora appare ancora più deciso nella maturità espressiva, nella ricchezza dei richiami e nella particolarità delle suggestioni.  Un miracolo che si rinnova, dopo tanti anni di sostanziale silenzio, dedicati invece alla narrativa, del grande Maestro di poesia contemporanea, e di passione civile, di idee che muovono il mondo, almeno tentano di scuoterlo nella deriva di distruzione in cui è scivolato: “Chiunque fa qualcosa per la poesia contribuisce a salvare ciò che c’è di più umano tra gli uomini e a salvare l’anima del mondo”.

 

Si attraversa veloce a nuoto in apnea, questo “Non finirò di scrivere sul mare” (Mondadori, Milano, 2019, 144 pagg. 18 euro ) che regala emozioni bracciata dopo bracciata.

Ognuno troverà le proprie, così come ognuno ha il suo mare, il porto sepolto nel suo cuore.

Quello di Giuseppe Yusuf Conte sta davanti alla casa natia a Porto Maurizio di Imperia.

 

Sta a Nizza, dove trascorre alcuni mesi all’anno:

 

“…Sono esausto, sono ferito, ma

neppure così sarà finita, mare,

te lo assicurò, per quanto potrò

scriverò su di una mattina

come quella che sul parabrezza

della mia auto, fuori da un parcheggio

dell’aeroporto di Nizza,

mi sei venuto immenso in corsa incontro

solcato da soffi di vento…”

quando la musicalità del verso risuona splendidamente, e il dato personale fa elevare verso motivi universali.

 

Sta in quel mar Ligure a lui famigliare, che però, a differenza dell’Egeo di Ulisse pure invocato, non ha un’isola a cui ritornare: “Non c’è un’ Itaca nella mia vita”.

Ma la salvezza esiste: “Quello che conta è farsi catturare e assorbire dall’incessante rigenerarsi del mondo, di cui il mare è il più nobile e generoso emblema“.

 

Il mare in cui annegare, è l’amore. Ne ritroviamo anche qui il cantore lucido e disincantato, che già ci aveva preso la mente e fatto fremere il cuore in precedenti occasioni:

“Stanotte nell’insonnia ti rispondo così: 
l’amore vero non è mai chiuso da mura
non è dove nidificano possesso, orgoglio, paura
è vento di libeccio, ondata, mare aperto…”______

L’ATTORE IVAN RAGANATO INTERPRETA “Mare aperto”, durante la cerimonia di consegna del premio iQdB Edizioni a lui e alla sua compagnia teatrale “Scena muta”, sabato 16 novembre 2019, museo Faggiano, Lecce.

 

 

Il video è stato gentilmente recapitato alla redazione da una nostra lettrice presente alla manifestazione.

 

 

______

 

 

 

Category: Cultura, Eventi, Libri

Lascia un commento

banner ad
banner ad