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QUESTA SERA IDA TIBERI HA INAUGURATO UN AFFASCINANTE CICLO DI CONFERENZE DI DIVULGAZIONE CULTURALE DELL’UNISALENTO: “”Il Salento è un territorio fortunatissimo, ricco di siti preistorici unici nel nostro continente”. DA CONOSCERE E DA VALORIZZARE

| 11 febbraio 2020 | 0 Comments

(g.p.)______“Il Salento è un territorio fortunatissimo, ricco di siti preistorici unici nel nostro continente”. Lo dice Ida Tiberi, quando ha già avviato la sua relazione su “Grotta dei Cervi e Grotta delle Veneri, due monumenti della preistoria del Mediterraneo”. Ecco come si fa una conferenza. Senza lungaggini, senza note accademiche, senza fronzoli da addetti ai lavori. Veloce, intensa, affascinante. Divulgativa, anche grazie alle diapositive mostrate con puntualità. Si inizia poco dopo le 17.30 e si finisce poco prima delle 18.30.  Un’ora di puro godimento culturale, per tutti i presenti visibilmente conquistati: aula del Museo Archeologico  dell’Università del Salento gremita, e posti in piedi. Silenzio da concentrazione, poi il doveroso applauso alla fine.

Al primo appuntamento, è iniziata così nel migliore dei modi questa meritoria iniziativa che vuole protagonisti otto giovani studiosi salentini in un ciclo di conferenze, da qui a primavera, per dare visibilità e valorizzare le loro attività. A beneficio di tutti. Giustissimo. Che poi la vera cultura ricerca continua è, e scoperta, e poi soprattutto condivisione, con la propria comunità, il convivium imbandito da chi ha cucinato, per chi ha fame di sapere.

O voglia di avviare processi virtuosi., anche fuori di sé, oltre agli arricchimenti interiori.

Si pensi solo a quali e quanti processi di turismo culturale ben maggiore di quelli finora sviluppati solamente le testimonianze della preistoria salentina potrebbero generare. Per non dire della civiltà dei Messapi, con Rudiae che potrebbe essere meglio di Pompei, e il Barocco, e…

Ma queste sono considerazioni mie, a margine di quello che sentivo dall’archeologa Ida Tiberi. Ho viaggiato ‘stasera stando comodamente seduto ad ascoltare, nel tempo di millenni fa, scoperti e studiati quale vera ricchezza da un tempo breve, relativamente recente, una cinquantina di anni appena. Quindi, con grandi prospettive di valorizzazioni successive, almeno per fare un po’ meglio di adesso, uno spreco che non ci possiamo permettere.

Ho camminato ‘stasera fra i dintorni di Porto Badisco, e quelli di Parabita.

Mi sono arrabbiato quando ho saputo che un altro sito  nei pressi di Avetrana è andato pressoché perduto, perché lasciato incustodito dopo l’individuazione e subito depredato da criminali rimasti ignoti.

Ho visto le pietre, i vasi, i simboli, alcuni ancora misteriosi, sia quelli unici, sia quelli presenti anche in altri insediamenti nel Mediterraneo, altri più semplici, le pietre decorate, le tracce sulle pareti, le ceramiche.

Ho sconfinato in Albania, e, sempre sull’altra sponda dell’Adriatico, fino in Dalmazia, da dove venivano materiali incredibili, come il cinabro, un minerale affascinante, grondante di riferimenti simbolici ed ermetici, ma già conosciuto e adoperato dai nostri antenati salentini pure in quelle epoche remote, quando però già c’erano i viaggi, gli scambi, i commerci, e i confronti.

Ho cercato di capire perché questi nostri progenitori si ritrovassero in quelle grotte e io ho ritrovato l’elemento divino che c’è in ciascuno di noi.

Millenni e millenni fa, nella semplicità più elementare, ma nella forza ideologica più autentica, era il loro modo, anche con le testimonianze ‘artistiche’, di stare insieme, di condividere, e di sfidare il destino, là, nella terra, da cui veniamo, e in cui ritorneremo, la Grande Madre della Natura, da cui tutto ha inizio, tutto ha fine, e poi sempre ricomincia.______

PHOTOGALLERY di Adriana Greco

 

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi

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