L’ITALIA AFFRONTA IL #Coronavirus FRA POCHE CERTEZZE E QUALCHE PAURA. ECCO TUTTI I PROVVEDIMENTI ADOTTATI

| 23 febbraio 2020 | 0 Comments

di Maria Antonietta Vacca______Aumentano i casi accertati e verificati, anzi sono raddoppiati in ventiquattro ore. Alle ore 13.00 di oggi, domenica 23 febbraio, sono 89 in Lombardia, 25 in Veneto, di cui i primi due a Venezia, dove fra l’altro sono in corso i festeggiamenti del Carnevale, 9 in  Emilia Romagna, 6 in Piemonte e 2 nel Lazio, che sono poi la coppia cinese da settimane al centro dell’attenzione, ancora ricoverata a Roma, quindi 131 in totale.

E’ previsione unanime che essi aumenteranno in maniera esponenziale nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, le autorità civili, sanitarie e militari si stanno attrezzando per poter fare controlli e predisporre l’isolamento dei contagiati.

 

I decessi sono sempre i due segnalati ieri. Questo sembrerebbe confermare la così detta ‘bassa mortalità’ indotta dal Coronavirus, come attestato ieri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, intono al 2%. Il problema è che pur una percentuale minima come questa può diventare un dato assoluto grande, se i contagiati dal virus dovessero essere molti.

 

Al momento, non esistendo cure mirate, né vaccini, l’isolamento, i controlli, la prevenzione con le regole da seguire sono l’unica strada percorribile, in direzione obbligata.

 

In particolare la quarantena delle persone contagiate o possibili portatrici, a scopo preventivo, è l’unico modo di bloccare la diffusione ulteriore del contagio; come pure sono efficaci, le misure di prevenzione personale più volte ricordate in questi giorni dalle autorità sanitarie, con l’igiene delle mani e delle vie respiratorie in primo luogo, per limitare la trasmissione da persona a persona.

Non sono state ancora del tutto chiarite le modalità di trasmissione del virus, e non si capisce perché ci sia stato il primo focolaio di una certa evidenza nella zona di Lodi. Mancano riscontri documentati sul fatto che esso sia dovuto a contatti con una persona proveniente dalla Cina. Le autorità sanitarie non hanno ancora individuato il paziente zero dal quale è partita la diffusione del virus in Italia.

Ecco, la mancanza al momento di sicurezze scientifiche su origini e possibili sviluppi del Coronavirus è ciò che genera l’attenzione, se non la paura, che del resto è un sentimento umano che si può gestire, ove non degeneri nel panico, e probabilmente dovremo conviverci a lungo.

 

Ecco quello che ha dichiarato oggi il dirigente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in Europa, Hans Kluge, che sta seguendo da vicino gli sviluppi della situazione italiana: “Quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati. Però ora è molto importante capire come si sono svolti gli eventi, identificare e tracciare i contagi: occorre che le autorità sanitarie italiane si focalizzino su questo aspetto”.

 

Ieri, giornata di riunioni fiume per la Protezione Civile e per il governo, conclusasi a tarda notte con una conferenza stampa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (nella foto).

Al netto del modo forbito e del rassicurante eloquio con cui egli ha presentato i provvedimenti adottati, non ci sono novità rispetto alle previsioni. Zone di quarantena confermate e anzi affidate alla vigilanza delle forze dell’ordine, sospensione delle attività lavorative e scolastiche, e pure sportive (sono state rinviate anche le partite di calcio di serie A  Atalanta-Sassuolo, Torino-Parma, Verona-Cagliari e Inter-Sampdoria in programma oggi).

Ecco il comunicato emesso nella notte, che fa riferimento ad un decreto-legge che in quanto tale è entrato immediatamente in vigore.

 

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019.

Il decreto interviene in modo organico, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, allo scopo di prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus.

Il testo prevede, tra l’altro, che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Tra le misure sono inclusi, tra l’altro, il divieto di allontanamento e quello di accesso al Comune o all’area interessata; la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato; la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi di istruzione; la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei; la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità; l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva; la sospensione dell’attività lavorativa per alcune tipologie di impresa e la chiusura di alcune tipologie di attività commerciale; la possibilità che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale; la limitazione all’accesso o la sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone, salvo specifiche deroghe.

Si introduce, inoltre, la facoltà, per le autorità competenti, di adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati.

L’attuazione delle misure di contenimento sarà disposta con specifici decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri e il Presidente della Regione competente ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui gli eventi riguardino più regioni. Nei casi di estrema necessità ed urgenza, le stesse misure potranno essere adottate dalle autorità regionali o locali, ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Ai fini sanzionatori, il decreto stabilisce che il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale.

Infine, il testo prevede che il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’Interno, assicuri l’esecuzione delle misure avvalendosi delle forze di polizia e, ove occorra, delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

 

Intanto questa mattina autonomamente la Regione Lombardia e la Regione Friuli Venezia Giulia hanno disposto la chiusura delle scuole su tutto il loro territorio da domani e fino al 1° marzo, poi si vedrà.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 19.00: scuole chiuse anche in Veneto (dove sono state sospese pure le manifestazioni per Carnevale) e in Emilia Romagna.

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LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

ECCO LA SITUAZIONE AGGIORNATA DEL CORONAVIRUS, CHE PURTROPPO HA COLPITO ANCHE L’ITALIA. CI SONO STATI DUE MORTI E TRENTA CASI ACCERTATI. ATTENZIONE, CONTROLLI, PREVENZIONE, MA NIENTE PANICO

 

 

 

Category: Cronaca

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