OGGI L’ 8 MARZO / LA NECESSITA’ DI “prendersi per mano”

| 8 marzo 2020 | 1 Comment

di Stefania Bove______

“Ah, gli esseri inferiori, ecco il pretesto d’ogni dominazione!… Inferiori perché? Perché altri più violenti, o più astuti, riuscirono ad assoggettarli o ad ucciderli?… O non sono invece inferiori di senso morale quelli che formano la felicità propria sulla infelicità altrui divorando, sfruttando, asservendo?

..Voi mi risponderete con la dura legge di selezione, col trionfo del più adatto, con l’impero del più forte. Ma io conosco un’altra legge, che non è di oppressione né di morte, ma di libertà e di vita: quella della solidarietà…

Voi vi deliziate degli uccellini allo spiedo, ed io preferisco il trillo del cardellino, che canta là, su quell’albero, a tutte le orazioni di voi avvocati…

Diversi sì, inferiori no…

Ebbene è appunto perché l’umanità volle calpestare gli altri esseri, che voi chiamate inferiori, che essa si trovò esercitata ad inferocire e a dilaniar sé stessa. Le razze inferiori, le classi inferiori, il sesso inferiore, che per dileggio chiamate gentile ed ecco la stessa classificazione trasportata dal campo animale a quello umano… Ma la lotta, direte, fu la condizione d’ogni progresso… Sì, ma io non amo la lotta per la lotta; la voglio solo perché da essa scaturisca invece dell’antagonismo la fratellanza di tutti gli esseri…”.

Luoise Michel, 1830-1905.

E’ difficile in questo periodo buio scrivere da donna sulla ricorrenza dell’otto marzo, il rischio è duplice: fermarsi ad un racconto degli avvenimenti storici che segnano questa data, o aprire un ginepraio sulla figura della donna oggi.

Molte le osservazioni che si potrebbero fare analizzando quanto sia stato tradito di quelle lotte che, donne come Louise Michel o Emma Goldman, hanno portato avanti per risvegliare la coscienza collettiva sulla necessità di “prendersi per mano”, per costruire una società equa e fraterna che porti i popoli a vivere in pace.

“L’emancipazione della donna, come si realizza e si interpreta oggi, è totalmente fallita. La donna attualmente si trova nella necessità di emanciparsi dalla sua emancipazione se desidera liberarsi… Occorre che si sbarazzi dell’assurda concezione del dualismo tra i sessi, cioè che l’uomo e la donna rappresentino due mondi antagonisti.
Una vera concezione delle relazioni sessuali non ammette né vinti né vincitori”.

Emma Glodman, 1869-1940.

 

Viviamo un momento storico molto buio che mira ad accentuare le divisioni, per poter colpire al cuore quei germogli ancora vivi che affiorano dal passato, per indicarci la via d’uscita da questa società che vuole la donna e l’uomo in conflitto perenne, che aumenta il divario tra le classi sociali, che brandisce ancora la divisone tra razze come una clava pesante, utilizzata per tenerci incatenati ad un medioevo perenne.

Tutto questo acceca lo sguardo di molti su quale sia, ancora oggi il nemico vero che ci sta davanti e che ci opprime: il capitalismo.

E l’obiettivo principale di questo sistema economico che governa il mondo è quello di trarre profitto da ogni punto di vista e così la donna diventa sempre più il perno su cui fare leva per “far girare l’economia”, quando in tempi passati era il vero fulcro dell’intelligenza sia in ambito familiare, sia in quello collettivo.

Occorre riscoprire figure femminili quasi del tutto oscurate dalla polvere del capitale come Louise Michel ed Emma Goldman, per riprendere in mano quel filo spezzato utile e necessario per ricucire gli strappi di questa società cinica e sempre più frammentata, fatta di piccole isole interessate solo al proprio benessere ed intontite dal consumismo, che cela i veri bisogni elevando a necessari quelli legati all’effimero lato esteriore.

Altra necessaria e profonda riflessione merita il termine femminicidio, come sia stato usato per porre limiti di genere anche nei delitti, motivo per cui dovrebbero insorgere le donne di oggi. Non si dovrebbe permettere di essere descritte come il “gentil sesso” da difendere in quanto debole e so che questo può essere scambiato come una mancanza di rispetto verso chi vive condizioni di sopruso, ma non è così, anzi il fine di questa riflessione è l’esatto contrario, cioè rivendicare la propria capacità ad emanciparsi.

In Italia, ad esempio, tra le pieghe della legge sul femminicidio  si sono fatte passare come normali le limitazioni della libertà individuale e collettiva nella lotta in Val di Susa.

In Spagna sotto il governo Zapatero fu imposta una legge contro la violenza di genere che incentivava economicamente(diciotto mesi di sussidio di disoccupazione, avvocati pagati dallo Stato, una casa ed un pubblico impiego e riduzione degli orari di lavoro) le denunce di abusi sessuali, con il risultato sconcertate di più di novecentomila uomini falsamente accusati.

Questi sono solo alcuni esempi di come si possono distruggere le preziose conquiste del passato, costate sangue, sudore e sacrifici e che dovremmo difendere come eredi universali e non svendere in cambio di una falsa autonomia di genere.

Dopo queste riflessioni sparse, ma legate tra loro a ben guardare, lascio qui il mio  auspicio più grande, quello di veder cadere le bende che impediscono di guardare alla collettività come un insieme che cammina e che cresce solo se le mani sono tese ed afferrate da altre mani, indipendentemente dai generi di appartenenza, per riprendere il percorso verso la conquista del bene più prezioso per tutti gli esseri viventi: la libertà!______

 

Stefania Bove (nella foto), autrice, attrice e regista teatrale, ha 38 anni, e vive nel Salento. Ha iniziato giovanissima a lavorare a Bari con la compagnia di Elvira Maizzani.  Ha preso parte alla rappresentazione di decine di classici, da Pirandello a Shakespeare, e di contemporanei, rappresentati nei teatri italiani. Ha scritto, diretto ed interpretato tre suoi spettacoli. Nel 2014 ha fondato la compagnia di ricerca e produzione teatrale La DifferArt, che dirige.

La ringraziamo per aver accettato l’invito di leccecronaca.it a regalare ai nostri amici e lettori una sua riflessione per la ricorrenza odierna.

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi

Comments (1)

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  1. Gino Ancona ha detto:

    Eravamo arrivati finalmente a voler fare l’Amore non la guerra e ci prendemmo per mano, poi fu imposta la guerra anche in amore.
    Ho sempre considerato il maschilismo e il femminismo degenerazioni del sistema di relazioni umane.
    (Gino Ancona)

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