LECCECRONACHE / COSA C’E’ NEL DNA DEI LECCESI

| 5 aprile 2020 | 1 Comment

di Raffaele Polo______

Adesso, saremmo stati alle prese con la fattura e confezione degli agnelli di pasta di mandorla.        Che richiedevano lunghi preparativi e la partecipazione di almeno tre, quattro persone. Un po’ come la salsa fatta in casa, che impegnava tutta la famiglia.

Per chi è leccese verace, ovvero osservante di riti e tradizioni, il pesce di pasta di mandorla a Natale e l’agnello della stessa mistura a Pasqua, sono obbligatori: ora, non stiamo a disquisire come si diventi e come si caratterizzi il ‘leccese’ autentico. Basti pensare che elementi indispensabili sono il dialetto, i piatti tradizionali, l’utilizzo dell’auto anche per spostamenti di pochi metri, l’abbonamento allo stadio (curva Nord, possibilmente), l’ombrellone a San Cataldo, il ritardo spontaneo ad ogni appuntamento e l’avversione per tutto ciò che viene da Bari,

Ora che il coronavirus è venuto a scuotere questa summa di tradizioni e finirà per farci diventare come tutti gli altri e saremo ‘pugliesi’ e non ‘salentini’ (ma sotto sotto speriamo tutti che non avvenga, questo ulteriore sovvertimento), è giocoforza adattarsi all’emergenza. E allora, niente più agnelli di pasta di mandorla. E niente più uova lesse e pasta al forno per il lunedì di Pasqua, neanche l’agnello arrosto con parenti amici e conoscenti, niente più spiagge affollate e chilometri e chilometri di ragazzi che giocano a palla, a gruppi. Le ragazze no, quelle giocano a pallavolo…

Pensare che, ultimamente, ero riuscito a organizzare tutto per benino: io avrei comprato le mandorle, la Strega e il cioccolato. Poi saremmo andati a casa di mia cognata e lì avremmo macinato le mandorle.  Con qualche difficoltà, magari avremmo utilizzato come base per il tritatutto l’asse da stiro. Ma le tradizionali quattro-cinque passate di triturazione ci sarebbero state. Poi, io sarei stato addetto al minuzioso taglio della stecca di cioccolata, mia moglie alla meticolosa riempitura degli antichi stampi di gesso, sua sorella avrebbe diretto le operazioni e gestito la marmellata (le Benedettine usano la marmellata di pere. Ora, questa marmellata è difficilissima da reperire sugli scaffali dei supermercati. O, almeno, io non l’ho trovata. Ho optato per la marmellata di arance… E non sto a sottilizzare tra confettura e marmellata, per carità…).

Mio nipote avrebbe effettuato le solite incursioni, a rubacchiare parti di dolce, ogni volta rimbrottato e minacciato e mia nipote avrebbe provveduto agli addobbi del caso (la campanellina legata al collo dell’agnello, il gonfalone rosso con  lo stecchino, i canditi per bocca e occhi…).

Poi, è arrivata la pandemia.

E adesso guardo con nostalgia la bottiglia di Strega che è rimasta nel mobiletto dei liquori. Chissà quando torneremo a rifare gli agnelli di pasta di mandorla, mi sorprendo a pensare.

Il cioccolato fondente no, quello l’ho mangiato subito, appena appresa la ferale notizia e aver condiviso ‘io resto a casa’. E non chiedetemi perché non provvediamo io e mia moglie alla manifattura dei dolci tradizionali: non è la stessa cosa, farli e consumarli in due.

Si scopre l’inutilità, la vacuità e la tristezza della solitudine.

Oggi comprerò la colomba farcita con scorze d’arancia, giusto per consolazione. E la Strega proverò a berla da solo anche se, chissà perché, questo liquore giallo di Benevento mi piace solo come ingrediente degli agnelli di pasta di mandorla…

Category: Cronaca, Cultura

Comments (1)

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  1. Elena Vada ha detto:

    Nonostante le continue brutte notizie che arrivano aggiornate, ad ogni ora del giorno e con tutti i mezzi di comunicazione, desidero sorridere. Non mi sento fuori luogo.
    L’ istinto di sopravvivenza è connaturato nell’uomo, cerchiamo di assecondarlo aggiungendo un ottimistico sorriso.

    Per la primavera, l’uovo di Pasqua, il vicino che canta, la prima camicetta al posto della maglia e mamma che chiede: “Cosa sono, vogliono dire: pin, pil, pec, spid, pod, fake, social, blog, web, ecc. (le altre sono tutte storpiate). Mentre l’ “Influencer” è sicuramente uno che trasmette il coronavirus…
    Vi è scappato un sorrisino?!

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