LECCECRONACHE / LIBERO…DI PRENDERE LA MULTA

| 25 Aprile 2020 | 2 Comments

di Raffaele Polo______

È la festa della Liberazione. Che, spogliata del suo giusto e riconosciuto valore storico legato alle vicende del nostro Paese alla fine della Seconda Guerra Mondiale, finisce per essere solo un monito, un ricordo, una vecchia cartolina che perde ogni volta un po’ del suo valore. Ce ne ricordiamo solo se rivediamo uno di quei film in bianco e nero che la TV programma, opportunamente, proprio in queste occasioni ‘di memoria’.

Retorica, solo retorica?

Ma no, perché basta  vedere quale sia stato l’uso della parola ‘libertà’, nel corso degli anni, per comprendere quali mistificazioni ci tocca sopportare…

Non vogliamo parlare, tra l’altro, dell’aggettivo ‘Libero’ che tanto sta facendo parlare di sé, grazie al suo direttore.

No, per carità: ma che l’idea di ‘Libertà’ sia divenuta, col passare del tempo, una scusa per sostenere i propri interessi e il vantaggio spicciolo di ottenere, per diritto, ciò che andrebbe contrattato, rispettando le regole, è un fatto incontrovertibile.

Piuttosto, nel nostro piccolo, cerchiamo di recuperare quella nobile idea di ‘libertà’ che dovrebbe essere chiara e condivisa da tutti. E facciamo un paio di esempi.

 

Io mangio tutto usando la forchetta, solo con il brodo, uso il cucchiaio. A tavola, mi osservano che c’è il cucchiaio, che si deve usare con alcuni cibi piuttosto liquidi, ma io uso la forchetta. C’è la libertà, dico sicuro. E mi faccio scudo della importanza di questo termine astratto, per giustificare il mio preferire la forchetta…

 

C’è una coppietta che si bacia su una panchina. Li guardo, con tenerezza. Anch’io, anch’io, tanto tempo addietro… Passa una anziana signora che guarda scandalizzata e rimbrotta. Io la guardo e le dico: “Signora, c’è la libertà, adesso”. E sottolineo quell’ ‘adesso’ che dovrebbe farle capire che i tempi sono benevolmente cambiati.

 

Vado al bancomat, a prelevare. E l’apparecchio mi chiede quale taglio voglio delle banconote richieste. ‘Ah, la libertà!’ mi sorprendo ad esclamare.

Sono stato al bancomat non più di due minuti.   Eppure, sull’auto lasciata aperta e con i lampeggianti accesi, c’è già la multa.

No, questo non c’entra, ero io che ho infranto la legge e allora…

Vado, infuriato, col foglio della multa in mano, dalla vigilessa che sta comminando multe a non finire a tutti i veicoli nei dintorni.

“Senta, sono stato solo un attimo a prelevare, ho messo anche i lampeggiatori…” dico con enfasi.

Quella mi guarda, sorride, scuote il capo e continua a scrivere.

“Ma non c’è più libertà!” ci sorprendiamo ad inveire.

Ecco, appunto.

Dicevamo che la Libertà….

 

Category: Cronaca, Cultura

Comments (2)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Crocifisso Aloisi - tramite Facebook ha detto:

    Giuseppe solidarietà. In periodi emergenziali come questo sta venendo fuori, soprattutto in molti uomini e donne in divisa, una specie di autoritarismo inconscio che è tipico del militare, una specie di prepotenza spicciola e misera.
    La vigilessa dimostra di svolgere il suo lavoro con ammirevole cinismo, e questo denota un altro segnale che è accaduto più volte nel recente passato, a Lecce, ed è riscontrabile da chiunque frequenti il nostro capoluogo di provincia : la politica che governa Lecce (ma non è solo un problema dell’attuale amministrazione comunale) ha sempre pensato di finanziare le casse comunali con i proventi di residenti e, soprattutto, di salentini che frequentano il capoluogo durante i fine settimana.
    È un segnale di grande debolezza e vigliaccheria politica: dall’ultimo rapporto EURISPES, pubblicato a gennaio 2020, è emerso che al Sud Italia, e quindi anche qui da noi, sono mancati dal 2000 al 2017 ben 840 miliardi di euro di investimenti, dirottati per essere investiti al Nord!
    E cosa fa la classe politica locale? Invece di battere i pugni sui tavoli istituzionali per interrompere questa continuo scippo di risorse e far si che al Sud arrivino i fondi previsti dalla carta costituzionale che risolleverebbero anche i bilanci comunali, dicevo i nostri politici locali pensano sia più sbrigativo tartassare i cittadini con multe ed altri marchingegni spilla quattrini.
    Questo è inaccettabile e denota soprattutto una responsabilità politica nel non volersi imporre ai rispettivi padrini politici nazionali che sono stati i responsabili della distruzione e riduzione del Sud ad una vera e propria colonia interna nazionale da sfruttare in tutti i modi.

  2. direttore ha detto:

    Ciao Crocifisso Aloisi, grazie del contributo, solo questo, lo trasporto sul giornale perché lo merita.
    Tocchi almeno due o tre questioni importanti, che, senza commentare, lascio alla libera considerazione dei nostri amici e lettori.
    Da un punto di vista propriamente giornalistico, Francesco Buja due volte ha scritto dell’arroganza, a volte inutile e ingiustificata manifestata in questi ultimi giorni dalle varie Polizie, su leccecronaca.it e la questione è stata molto seguita, sintomi dell’interesse che suscita.
    Raffaele Polo ogni giorno ci regala una sua riflessione, nei modi garbati che gli sono propri e nella dimensione letteraria che gli compete: le sue LECCECRONACHE diventano segno dei tempi, proprio perché scritte in quei modi e in quella dimensione, a volte arrivano così fragili, così violente, e, come oggi, vanno dritte al bersaglio della nostra identità di contemporanei.

Lascia un commento