LECCECRONACHE / A PASCAL NON PIACEVA IL MARE

| 14 maggio 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo______

Ora, per carità, non è che lo scibile umano, il buon senso e la filosofia possono condensarsi in una frase, oppure in un solo pensatore. Ci mancherebbe…  Però, certi aforismi, certi pensieri, ci lasciano stupefatti. Magari non sono koan cinesi come questo:“Puoi produrre, il suono di due mani, che battono una contro l’altra. Ma qual è, il suono di una mano sola ?”(Hakuin)

Eppure ci parlano dell’attualità, ci indicano una situazione che ci capita di non saper risolvere da soli. Pascal, per dirne una, pare che non abbia fatto altro che profferire sentenze ricche di sapienza e di filosofia, anche se egli stesso afferma che la filosofia migliore è quella di ridere di ogni filosofia…

Abbiamo trovato questo pensiero che ci pare particolarmente adatto al momento che l’umanità sta vivendo:  Tutta l’infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera – Tout le malheur des hommes vient d’une seule chose, qui est de ne savoir pas demeurer en repos dans une chambre.

 

Ci sembra che, veramente, la nostra attuale esistenza si uniformi proprio a questa immagine, che ci dipinge benissimo.

Non sappiamo restare tranquilli in una camera, magari soli con noi stessi, a confrontarci e parlarci come solo i più attenti asceti sanno fare.

Niente: ci perdiamo in futili e inutili elucubrazioni, magari in calcoli relativi agli interessi bancari oppure a problemi che riguardano l’autocertificazione. E trascuriamo tutto il resto, magari ci lasciamo prendere dallo sconforto oppure non capiamo che la nostra è una condizione speciale che ci è concessa sempre più raramente.

Lo stesso Pascal (ormai fonte di tanta saggezza, per me) afferma che il miglior momento di un viaggio è quando si torna a casa.

Lo dico sempre a mia moglie quando lei, che ama il mare, mi invita ad andare a fare il bagno. E io, col muso lungo perché non mi piace il mare, le prospetto le fatiche che implicano il tragitto, la difficile ricerca di un posteggio, il reperimento di un posto vicino alla riva dove piantare l’ombrellone, il fastidio che dà l’acqua sporca di alghe, il freddo che si prova nell’uscire dall’acqua, le scottature e la sabbia che si infila dappertutto, il rientro nell’auto arroventata e il caldo che ottenebra la vista, il fastidio di pulirsi dalla sabbia e il tentativo di non sporcare tutto il tragitto sino alla doccia, dove avviene, finalmente, l’unico momento piacevole della giornata…  “Ma allora, facciamo direttamente la doccia!” esclamo, sentendomi pascaliano fino in fondo.

 

Ma niente, io non credo che a Pascal piacesse il mare, anche perché immagino che dovesse andarci con la carrozza e i cavalli, con identici problemi di parcheggio e i cavalli che sporcano dappertutto, noi ci lamentiamo ma i nostri progenitori non stavano meglio di noi, ecco perché filosofeggiavano sulla necessità di rimanere a casa, proprio loro che non avevano TV, telefonini e computer, E neanche l’elettricità o la lavastoviglie.

Perbacco, ma come facevano?

Category: Cronaca, Cultura

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