IL MIO AMICO SILVIO, “che gli voglio tanto bene”. FENOMENOLOGIA DI FLAVIO BRIATORE E DI SILVIO BERLUSCONI COSI’ LONTANI IN QUEI POCHISSIMI SECONDI DI UN VIDEO SOCIAL DIVENTATO ‘VIRALE’

| 3 Settembre 2020 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______Come tutto quello che riguarda la sua vita extra politica, certo più della politica in senso stretto, fa notizia il “contagio” di Silvio Berlusconi. Da ieri sera non si parla d’altro, fra mass media vecchi e nuovi, e social.

Ora, è impossibile stabilire chi gli abbia trasmesso il virus: la speranza (sostantivo) è che NON sia stato Flavio Briatore, semplicemente perché, se così fosse, vorrebbe dire che non è vero che il pericolo da contagio di un portatore sia di quindici giorni, con buona pace di Speranza (il ministro) e di tutti quelli che da mesi parlano del Covid, spesso contraddicendosi a vicenda, essendo avvenuto l’ormai famoso incontro fra i due in Sardegna il 12 agosto.

Nella tarda serata di ieri, è arrivata la notizia che sono risultati positivi due dei figli di Berlusconi, Luigi e Barbara, e la sua fidanzata Marta Fascina, quindi è più probabile che la trasmissione sia avvenuta in famiglia.

 

“Purtroppo mi è successo anche questo, ma continuo la battaglia”, ha detto lui a caldo ieri sera, dicendo che non ha sintomi, sta bene e che continua a lavorare come prima, pur essendo, ovviamente, in isolamento.

“Non credo dipenda dal nostro incontro. Non sono stato io a contagiarlo. Sono molto dispiaciuto per lui. Gli auguro di superare il più velocemente possibile anche questa situazione. Spero che guarisca presto”, ha commentato questa mattina Flavio Briatore.

“Silvio è tranquillo, oggi ha lavorato e sta bene. Non ha assolutamente idea di come abbia preso il virus, ma la sua costituzione è molto forte, ce la farà sicuramente”, ha detto sempre questa mattina il fratello di Silvio, Paolo Berlusconi.

Ora, l’auspicio comune è che anche l’ultimo dei  positivi rimanga asintomatico e diventi presto negativo.

Cosa rimarrà allora di tutte queste ore? Speriamo niente.

Ma qualcosa rimane sempre e io credo che rimarrà nella memoria di quello che abbiamo imparato a chiamare “l’immaginario collettivo” soltanto quel breve video social del 12 agosto, che fra ieri sera e questa mattina è diventato “virale” (absit iniuria verbis) e che viene continuamente riproposto in tutti i modi.

A mio modo di intendere, ci sono tre elementi straordinari, in quei pochissimi secondi del filmato.

Provo a spiegarmi, sia pur in estrema sintesi.

Primo. La faccia di Silvio Berlusconi. In tv, con i video, più che con le parole, si comunica con le espressioni, con gli atteggiamenti. Se guardate bene, il sorriso abbozzato dal leader di Forza Italia non è nemmeno di circostanza, è proprio di sopportazione, è il viso di una persona alla quale è capitato una rottura di scatole che non è riuscita ad evitare.

Avete presente quando state facendo in casa qualcosa di importante, o comunque di più piacevole, e suonano alla porta, e sono o i Testimoni di Geova, ai quali potete dire di no, oppure, peggio, uno dei vostri amici o dei vostri vicini, al quale non potete dire di no? Ecco…

 

Secondo. La frase famosa “lo trovo in forma”. Già, per la serie “le ultime parole famose”, che poi, dette a una persona anziana di 83 anni, non è il massimo dell’eleganza.

Lui, Silvio, che nei secondi precedenti si girava e rigirava nervosamente le mani, sintomo chiarissimo di insofferenza, all’improvviso le fa cadere sotto la cinta dei pantaloni, come se avesse voluto toccarsi, senza, ovviamente, poterlo fare.

 

Terzo. Quel memorabile “sono venuto a trovare il mio amico presidente, che gli voglio tanto bene“, proferito da Flavio Briatore.

Gli effetti del contagio della Cernobyl culturale che da alcuni decenni si è abbattuta sugli Italiani – la vera emergenza, a mio modo di intendere – colpiscono irrimediabilmente il lessico del famoso imprenditore. Sarà Billionaire, ma fa un anacoluto pauroso in una frase semplicissima.

Emblema dell’imprenditoria italiana alla conquista del mondo, che non sa parlare la propria lingua.

Eppure, l’uso del pronome relativo in italiano viene insegnato nelle prime classi della scuola primaria, adesso non so se in seconda, o in terza, o in quinta, ma di sicuro è roba da scuola elementare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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