LEONARDO VIOLA A LECCE, UNA MOSTRA INCANTEVOLE

| 3 settembre 2020 | 0 Comments

di Raffaele Polo_____

C’è anche quest’anno.

Sorridente, con il cappello bianco stile Al Bano, ci saluta dall’ingresso della ‘Galleria Maccagnani’, ostentando una mascherina che gli copre quasi tutto il viso.

Leonardo Viola, il maestro Viola, non è mancato neppure stavolta a quella sorta di appuntamento che pare abbia, da anni, col capoluogo salentino.

E, ogni volta, porta nuove creazioni, nuovi esperimenti che vanno ad inspessire e corroborare la sua tradizionale esposizione di chiare campagne brianzole. Stavolta, tanto per non smentirsi, è la volta delle porcellane, ma anche delle composizioni-collage con inserti legnosi.

 

Un episodio ci ha particolarmente colpiti: mentre fuori continuava l’incessante andirivieni serale di turisti e giovani che amano passeggiare per la tradizionale via della ‘movida’ che, ormai, non ha nulla da invidiare alle più famose capitali europee (siete stati a Barcellona? Bè, scusate, ma tolte le dimensioni, cosa ha da inviare alle famose ‘ramblas’ il nostro Corso Vittorio Emanuele?…) sono entrati a visitare la mostra un papà ed un bambino che avrà avuto cinque o sei anni.

Bene: mi sono quasi commosso a seguire la paziente spiegazione che il padre dava alle domande del bambino, visibilmente attratto e interessato dai quadri, Io e Viola siamo stati, in silenzio oserei dire religioso, a confortarci per quel padre che ha portato il figlioletto ad una mostra di quadri e lo ha accompagnato volentieri a vedere tutti i quadri, confrontando i gusti del bambino con i suoi…

Al piccolo è piaciuto anche il grande quadro-manifesto che è sul fondo della Galleria Maccagnani, opera di Enzo De Giorgi, tutto dedicato alle attività ‘storiche’ della Società Operaia. E sono sicuro che l’ottimo Enzo sarebbe stato felice ad assistere ai complimenti del suo neo-estimatore in erba…

Un segnale positivo, finalmente. E non è un caso che la mostra ‘privilegiata’ da quel padre e da quel fanciullo sia stata proprio la mostra di Leonardo Viola. Che, con le sue atmosfere, i suoi colori, le sue invenzioni, è facilmente fruibile dagli animi più schietti e sinceri che, pure, non hanno ancora conosciuto i massimi esponenti dell’Arte Contemporanea.

Viola, poi, ci ha mostrato le sue ultime, simpatiche creazioni: volendo adeguarsi a quel tipico turismo ‘mordi e fuggi’ il bravo artista ha messo a disposizione gli oggetti, da lui realizzati, che possono stare benissimo anche in un bazar contemporaneo…Perché Leonardo è così, esempio tangibile di quella ‘modestia’ che è così necessaria e sempre più rara in chi tratta le cose d’Arte.

Abbiamo consumato una pizza con lui, nella pizzeria accanto, scoprendo che un calice di vino costa 5 euro. Viola, che viene dal Nord, ha detto che il prezzo è giusto. Io non lo so, probabilmente ha ragione lui, in che mondo vivo?

Vivo in un mondo sempre popolosissimo, come la moltitudine umana che, a mezzanotte, si muove nel centro di Lecce. In periferia no, non c’è anima viva.

E, tornando a casa, ho ripensato allo sguardo del bambino che guardava i quadri di Leonardo e chiedeva spiegazioni al padre. Ho ricordato mio padre che, alla fine degli anni Cinquanta, mi portava alle mostre e ho sospirato…

Comunque, la mostra di Leonardo è aperta sino al 20 settembre, alla Galleria Maccagnani di Lecce.

Un consiglio: visitatela.

Category: Cultura

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