TRIPLICE FISCHIO, LA PARTITA E’ FINITA

| 27 settembre 2020 | 0 Comments

di Isabella Gubello______

Ieri, di mattina presso il Duomo di Lecce, di pomeriggio nella piazza di Seclì davanti la Casa Comunale, in due funzioni celebrate separatamente e in orari diversi, hanno avuto luogo i funerali di Daniele e Eleonora, uccisi senza pietà, probabilmente da chi conoscevano.
Lui con la divisa di arbitro, sognava la serie B; lei con l’abito da sposa, sognava il matrimonio.
Al funerale di Daniele De Santis, è intervenuto il presidente nazionale dell’associazione arbitri, Marcello Nicchi, insieme a tanti colleghi della vittima, che, tutti insieme, gli hanno reso l’estremo saluto con un triplice fischio (nella foto), quello della fine della partita sui campi di calcio: “La risposta su chi era Daniele è in quei ragazzi qua. Perdiamo un uomo importante, che ha fatto tanto per noi. È una tragedia terribile, siamo vicini alla famiglia”. 

Nell’omelia, l’ Arcivescovo Michele Seccia: “Anche chi ha commesso questo gesto efferato, come Caino, non troverà pace fin quando non ammetterà la propria responsabilità e non confesserà la propria colpa. Si spenga – il mio è un appello che parte dal cuore – la vigliaccheria di chi non si manifesta. A noi rimane il dovere della preghiera e della speranza: nessuno di noi è padrone della vita. Preghiamo perché il Signore ci aiuti a vivere questa esperienza. Non sia chiuso il nostro cuore alla speranza per Daniele e per l’omicida, lo dico con convinzione, perché l’omicida è ancora più disperato di noi, di voi ragazzi, ecco perché preghiamo anche per lui.L’unica speranza è questa, che il Signore ci dia la forza di attraversare questi momenti così desolanti e così carichi di tensione nella nostra società, nella nostra vita, nella nostra diocesi, non perdiamo la speranza.

Il Signore ci dia questa capacità perché è l’unico modo con cui possiamo veramente accompagnare Daniele alla presenza di Dio”.

 

I funerali di Eleonora Manta, che la madre ha voluto vestire di bianco, con l’abito da sposa che tanto desiderava indossare, sono stati celebrati dal parroco don Antonio Bruno: “Personalmente non ho avuto la fortuna di conoscerti, Eleonora, ma da quello che ho visto e sentito in questi giorni penso di sapere chi sei: tutti ti hanno descritta come una donna riservata, intelligente, sensibile, di grandi sogni che si stavano realizzando. Innamorata della vita.

I vostri sogni sono stati recisi da una lama. L’essere umano è capace di sognare fino ad altezze indefinite, ma anche di scendere negli abissi più profondi dell’inferno. Troppo grande il dolore di tua mamma Rossana, e noi siamo incapaci di dirle parole di sollievo. Oltre al nostro calore e alla nostra vicinanza, non riusciamo a darti altro. Oggi non solo partecipazione al dolore, ma affetto e intima familiarità. Il nostro piccolo paese è unito e compatto”.

Sul fronte della indagini, a questa domenica mattina non ci sono novità da segnalare.______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

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