E’ MORTO ‘STAMATTINA ALFREDO CERRUTI, MITICA VOCE DECLAMANTE DEGLI SQUALLOR, NEGLI ANNI SETTANTA INVENTORI DEL ‘POLITICAMENTE SCORRETTO’

| 18 ottobre 2020 | 0 Comments

(g.p.)______Il portafortuna della zia Woller ‘stavolta non ha funzionato, a 78 anni qualcosa si deve essere inceppato nella pila elettrica del suo cuore. Ad Alfredo Cerruti ‘stamattina è venuta una trombosi che se l’è portato via, lassù, dove ad aspettarlo ha trovato gli altri, Pace, Bigazzi e Savio, i suoi Squallor, gruppo mitico che egli fondò e di cui era l’inconfondibile, ineguagliabile voce solista, cantante, o per meglio dire recitante.

 

Chissà se esista qualcos’altro, dopo la morte, oltre che il ricordo che si lascia quaggiù. Se esiste,  però, c’è da giurare che lassù i quattro oggi, 38 luglio, hanno già rifondato “un clubs” e si sono rimessi subito all’opera, per movimentare un po’ quella che deve la sostanziale monotonia dell’Aldilà, con qualche divertentissimo  pezzo fuori dal coro celestiale, nonostante lo sguardo severo di San Pietro, sempre più convinto, ora che li ha là, che Troia non sia la mitica città omerica, Pompa non sia quella della benzina, Tromba non sia lo strumento musicale,  e gli Uccelli d’Italia non siano corvi, rondini e passerotti, ma che, a differenza di quello che fece la Rai, vedrete, non li censurerà.

Nella speranza che non incontrino mai Dante Alighieri, al quale essi direbbero quello che gli hanno cantato in una dissacrante melodia napoletana…

 

In ogni caso, Alfredo Cerruti lascia in tantissimi il ricordo di anni memorabili, legati alla geniale intuizione di un gruppo musicale che ha fatto epoca, d’un successo travolgente, per di più senza promozioni radiofoniche e senza comparsate televisive.

Vitelloni da strapazzo, attempati signori che avevano le loro avviate attività nel mondo dello spettacolo (lui, in particolare, fu anche apprezzato autore televisivo) che sfidavano il tempo giocando a fare i ragazzini impertinenti, i goliardi impuniti, i dissacratori del celebrato impegno, i cantori della satira estrema.

E ci si misero d’impegno, il loro, a far ridere e sorridere – impresa nobile, per altro difficilissima, molto più che far riflettere o commuovere  –  generazioni diverse, di giovani e meno giovani.

Dai primi anni Settanta, in avanti, in quegli anni dei cantautori impegnati e delle celebrazioni ideologiche, del tutto serio e solenne, la voce di Alfredo Cerruti declamava atmosfere surreali, incredibili doppi sensi, e nonsense assoluti, che deliziavano un po’ tutti, quelli che li citavano e li celebravano, ma anche quelli che li ascoltavano di nascosto, e ridevano da soli.

 

Category: Cultura

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