“Il mio cinema nasce dalla passione”. DARIO ARGENTO, PREMIATO AL FESTIVAL EUROPEO DI LECCE, SI RACCONTA

| 4 novembre 2020 | 0 Comments

di Chiara Evangelista______

“Il mio cinema nasce dalla passione per il cinema” ha rivelato Dario Argento, ospite d’onore della 21esima edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, durante la diretta streaming di ieri sera (nella foto) sulla pagina social dell’evento. Il cineasta ha ricevuto il premio “Ulivo d’oro alla carriera”.

 

È stato definito “l’Hitchcock italiano” l’autore dell’horror psicologico conosciuto in tutto il mondo. Il suo masterpiece? “Suspiria”. Tanto che “Profondo rosso” in Giappone uscì con il titolo di “Suspiria 2”, sulla scia del successo del film precedente.

 

Dario Argento, prima di essere un cineasta, è un cinefilo, un amante del cinema.

Una passione che lo ha travolto a tal punto da diventare lui stesso il burattinaio dei personaggi che animavano le storie sullo schermo.

“Ero un ragazzino, abitavo in Francia all’epoca… Il pomeriggio lo trascorrevo al cinematografo, alternando i film muti agli americani degli anni Quaranta. Continuo a nutrire un amore profondo per la Nouvelle Vague.

Vedevo anche due film al giorno. In quella sala cinematografica francese iniziai a coltivare la mia passione per il cinema. E son stati proprio i francesi ad apprezzare per primi i miei film, anche quando in Italia ancora i critici storcevano il naso” – racconta il regista ricordando gli inizi della sua carriera.

 

Le travi portanti nell’architettura dei film di Argento sono la musica e il ruolo centrale della donna. Ed è proprio la sua indagine verso la psicologia femminile il motivo che portò Dario Argento a collaborare con Sergio Leone e Bernardo Bertolucci alla sceneggiatura di “C’era una volta il west”.

“Lavoravamo in una stanzetta piccolissima, a casa di Sergio a Roma. Tutti e tre buttavamo giù delle idee. Il pomeriggio successivo ci ritrovavamo io e Bernardo per scrivere. Il giorno seguente a quello della scrittura, ci riunivamo nuovamente tutti e tre per approvare o meno le abbozzature. È stato un film molto laborioso, come potete capire!”.

La musica, invece, nei film di Argento ha un ruolo così primario da essere talvolta scelta prima della realizzazione del film. Il maestro Ennio Morricone, venuto a mancare lo scorso luglio, ha firmato numerose delle colonne sonore dei suoi lavori cinematografici.

“Ennio era un Maestro. Ricordo che per L’uccello dalle piume di cristallo lavorava improvvisando. Mentre vedeva la scena del film, suonava la tromba. Si faceva guidare e ispirare dalle immagini…”

 

Non solo cinema, anche tv. Dario Argento non disdegna il mezzo di intrattenimento popolare per eccellenza. Tanto da aver realizzato anche serie tv per la RAI e alcune fonti lo riportano a lavoro su una nuova serie targata Netflix o Amazon: “per la televisione bisogna essere più reali, meno psicopatici!” dichiara il regista brandendo un sorriso.

 

E prima di concludere la diretta streaming, prima che la paura torni a fare novanta, a chi si chiede se siano le sue mani quelle inquadrate mentre impugnano i lunghi coltellacci, armi dei delitti, risponde: “Ho notato che le scene venivano così bene al primo ciak che, dopo aver utilizzato le mie mani nel primo lavoro cinematografico, ho continuato a utilizzarle in tutti i film seguenti!”

Category: Cultura, Eventi

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