UN ANNO DOPO LA STRAGE DEGLI ALBERI DAVANTI AL VIA DEL MARE. HANNO FATTO UN DESERTO E LO HANNO CHIAMATO ‘PARCHEGGI IN SICUREZZA’. MA ADESSO C’E’ CHI VUOL SAPERE INTANTO CHI LO DECISE, E PERCHE’. E POI RECLAMA UNA RIPIANTUMAZIONE DELL’INTERA ZONA

| 29 dicembre 2020 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il Coordinamento per il Verde urbano e gli alberi, a nome di una dozzina di associazioni ambientaliste, sotto firmatarie congiuntamente, ci manda per conoscenza la seguente lettera aperta inviata al sindaco della Città di Lecce e a tutte le altre autorità competenti______

Espianto Parco Arboreo area Stadio, Lecce.  Richiesta chiarimenti e proposte dal Coordinamento per il Verde urbano e gli alberi di Lecce.

 

In occasione dell’anniversario dell’espianto dell’intero parco arboreo (un centinaio di  maestose conifere   e diverse decine di altre essenze vegetali) che ha caratterizzato per più di 50 anni il paesaggio del parcheggio  antistante  lo stadio di Lecce

le  sottoscritte associazioni e i cittadini riuniti nel Coordinamento per il Verde urbano e gli alberi di Lecce

preso atto che:

·       ad oggi non sono stati ancora realizzati nell’area antistante lo stadio gli interventi di riqualificazione (sollecitati da riunioni in Prefettura nel 2019), ritenuti a suo tempo indispensabili e pertanto considerati da codesta amministrazione motivo valido per  giustificare l’espianto  massivo,  solerte e generalizzato di circa cento pini e altrettante essenze arboree  e  di cespugli;

·       le motivazioni relative alle condizioni di sicurezza dell’area  adiacente lo stadio in parte sono legate  alla pregressa militanza nel massimo campionato della squadra di calcio cittadina: quindi per  esigenze in parte  solo contingenti  (la sorte di una squadra è volubile, come dimostra la recente retrocessione)  si è prodotto un danno  ambientale ed economico pesante e  irreversibile;

rimarcano

le diverse criticità prodotte dall’ azione demolitiva di uno dei principali polmoni verdi della città , che doveva essere legittimata  dal perseguimento di  alcuni obiettivi di sicurezza.

Gli elementi in possesso sollevano, inoltre,  molti dubbi sullo scenario dell’abbattimento: pertanto  si rendono necessari chiarimenti per stabilire se l’espianto generalizzato  sia stato la conseguenza di una prescrizione inderogabile, o di una mera scelta opzionale  e univoca del Comune.

È sostanziale capire  chi abbia deciso  l’abbattimento di un Bene Pubblico,   di cui è titolare non l’amministrazione ma l’intera comunità cittadina , e in base a quali responsabilità e competenze;  le decisioni prese hanno aggravato il contesto arboreo già critico dei nostri spazi cittadini .

Va chiarito se:  si sia tenuto conto di un piano di  programmazione del verde (e quale è  il  bilancio comunale  arboreo contemplato  dalla normativa) : se sono stati previsti,  contestualmente all’abbattimento ,  interventi di ripiantumazione-riqualificazione dell’area;   se l’abbattimento sia stato accompagnato da una valutazione di alternative praticabili, allo scopo di preservare almeno in parte  e non distruggere completamente  un bene  ambientale ed economico della città  e della comunità tutta.  In altre parole ci si chiede quale l’ iter seguito  nella scelta  e nell’affidamento dell’incarico di abbattimento, con quali atti a supporto e con il coinvolgimento di quali enti e associazioni di cittadini.

Pertanto

Considerate le norme sul diritto di accesso dei cittadini agli atti della Pubblica amministrazione – in modo specifico per  atti e documentazione di carattere ambientale  (legge  319-86,  241-90, d. lgs. 195-05-Convenzione AARHUS, ecc.) –

si chiede

che entro  il termine previsto dalla normativa siano forniti ai sottoscritti, in qualità di portatori di interessi collettivi  afferenti le tematiche  ambientali, gli atti completi relativi all’ iter amministrativo  e all’espianto finale, al fine di comprendere esaustivamente le modalità relative all’intero procedimento e lo scenario completo.

La trasparenza,  finalizzata alla comprensione dei fatti puntualmente  documentati,  è necessaria per favorire un rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni. Il Coordinamento per il Verde urbano  di Lecce ha più volte sollecitato un ampio  coinvolgimento  -finora sostanzialmente  disatteso-  relativamente  agli interventi  e alle decisioni   dell’amministrazione impattanti il verde pubblico.

A tal proposito si ribadisce la necessità che la Città di Lecce si doti con urgenza  (con l’assunzione di un impegno formale in tempi brevi) del Regolamento del Verde pubblico e urbano, da molti anni promesso e rivendicato, attualmente adottato da gran parte dei capoluoghi di provincia italiani. È indubbio che  tale indispensabile strumento  favorirà una gestione rigorosa,  partecipata, coerente e trasparente  del settore, evitando  o prevenendo  incomprensioni , contrapposizioni ed eventuali scelte discrezionali.

Auspichiamo che la ristrutturazione dell’area adiacente lo stadio, incluso l’intero  parcheggio, preveda doverosamente  la  realizzazione di un nuovo parco arboreo e naturale dotato di infrastrutture sostenibili, compatibile con  il mantenimento dei servizi ad uso dello stadio comunale, realizzando  una vera riqualificazione paesaggistica ed ecologica dell’area – da un anno resa un deserto di cemento  ancor più squallido di prima-  recuperando il bene naturale e risarcendo la città per l’espianto di un suo importante polmone verde.

Rimarchiamo che la nostra denuncia del danno ambientale prodotto è supportata  dallo scenario  assai critico  del nostro territorio:

Lecce  svetta  nella classifica nazionale  per il   consumo del suolo naturale (ISPRA 2019) ma non per il verde urbano (93 posto , Ecosistema urbano 2020 Legambiente);

il processo di desertificazione  del territorio connesso al disseccamento di milioni di ulivi aggrava pesantemente il paesaggio rurale del capoluogo (e della provincia), già caratterizzato dal pregresso abbandono e degrado  di immense aree della campagna periurbana;

il Report Ambiente e salute  (Rete REPOL 2020, Studio Protos 2019) stigmatizza  la criticità sanitaria della provincia di Lecce, legata  in modo significativo all’inquinamento atmosferico,  che va contrastato con la riduzione delle emissioni  e insieme con il ruolo positivo svolto dalla vegetazione arborea;

l’UE  intende invertire i processi climalteranti sostenendo interventi di forestazione e di tutela del verde urbano (vedi anche la disattesa  legge 10/2013)   per perseguire  l’impatto climatico zero.

Pertanto  interventi non solo simbolici di piantumazione ,  rinaturalizzazione,  forestazione urbana (es. Taranto),sono strategie inderogabili e prioritarie, per tutelare  il diritto all’ambiente  vivibile, alla  qualità dell’aria e  quindi  alla salute sancito dalla Costituzione.

Invece eliminare sbrigativamente e ingiustificatamente anche   un solo albero  lede tale diritto.

In attesa di un riscontro positivo si porgono distinti saluti

Antonio Costantini, Italia Nostra; Vittorio De Vitis, WWF; Raffaella Gismondi e Sergio Mangia, ISDE Medici per l’Ambiente; Maria Ingrosso e Giovanni Seclì, Forum Ambiente e Salute; Maria Cucurachi, Comitato Verde Santa Rosa; Alessandro Presicce, Adoc; Enrico Melissano, MO-BICI; Mario Fiorella; senatore Maurizio Buccarella; Gaetano Bucci, docente UniSalento; Antonio Greco; Chino Salento; Anna Siviero; Mauro Pascariello; Bruno Vaglio.

 

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (1)

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  1. Michele Mainardi ha detto:

    Condivido in pieno. È ora che si muovano. E basta con le declamazioni a favore di telecamere e di penna giornalistica servile.

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