LA RASSEGNA FILOSOFICA DELL’UNISALENTO / LA LEZIONE DEL PROFESSOR IGOR AGOSTINI SU CARTESIO: IL DESIDERIO DI CONOSCENZA SIA LA MASSIMA ASPIRAZIONE DELL’UOMO

| 19 gennaio 2021 | 0 Comments

di Mariangela Rosato______

Siamo giunti alla settima edizione della rassegna “Filosofica-mente, Riflessioni sul pensare e sull’Agire”, un ciclo di incontri on line inerenti il tema “Uomo e Civiltà” organizzato dal Dipartimento di Filosofia dell’Università del Salento.

Ad intervenire è stato Igor Agostini (nella foto), professore di Storia della filosofia, nonché presidente dei corsi di Laurea in Filosofia dell’Università del Salento e professeur invité presso la prestigiosa Université Sorbonne di Parigi.

Il tema affrontato in questo incontro è stato il ruolo dell’uomo e dell’infinito in Cartesio con una chiave di lettura che ha consentito un accesso immediato e semplice nel pensiero cartesiano, nonostante la complessità della problematica.

Il professore, fin dalle prime battute del seminario, ha  sottolineato che il concetto dell’Io e il motto “cogito ergo sum” hanno inaugurato la filosofia moderna. “Quest’immagine che domina i manuali– continua il professore- rischia, in realtà, di essere limitante. Limitante sia per quel che riguarda Cartesio, sia per quel che riguarda tutto ciò che lo ha preceduto”.

Cartesio, infatti, risente inevitabilmente di tutta una filosofia precedente legata agli autori medioevali con cui si confronta ed apre una rottura. L’originalità di Cartesio, del resto, si può spiegare solo tramite il confronto da lui operato con la filosofia precedente.

 

L’inevitabile ripercussione della filosofia degli autori medioevali su quella di Cartesio è visibile nel problema di dio, tuttavia spesso si presenta il pensiero cartesiano come un assunto secolarizzante, ossia come una filosofia che mette da parte il problema di dio per concentrarsi sull’io.

Il problema di dio, invece, è un aspetto fondamentale del discorso cartesiano perché l’esistenza di dio, secondo il filosofo, era quasi più inevitabile dell’esistenza del mondo.

Ci accorgiamo, pertanto, che la riflessione cartesiana contiene una meditazione profonda su dio e l’infinito la quale ci fa rendere conto che l’educazione civica, su cui si incentrano la maggior parte degli incontri della rassegna filosofica dell’Unisalento, non esula dal porsi quesiti di natura più spirituale.

 

L’intervento lascia spazio anche alle numerose domande dei partecipanti i quali hanno accolto con grande fervore la relazione del professor Agostini, ponendo interrogativi aventi implicazioni non solo strettamente filosofiche, ma anche di riflessione politica.

Sulla possibilità di riformulare il discorso politico il professore dice: “Se la libertà si riducesse a qualcosa a cui voglio condurre il mio interlocutore, allora la libertà sarebbe tolta. Per questo, l’esercizio della libertà in politica consiste nel lottare in maniera nitida e cristallina senza che ci sia un doppio fine in quello che viene argomentato”.

Rispetto, invece, alla laicità dell’insegnamento afferma: “Credo che ci debba essere un’assoluta libertà perché il punto di partenza dell’insegnamento deve essere neutro. Io sono dell’idea che si debba piuttosto propendere per una libertà assoluta dei punti di partenza”. E poi conclude con una frase di Kant in merito alla metafisica: “Anche se la metafisica dovesse essere sepolta, essa, come predisposizione naturale dell’uomo e aspirazione alla conoscenza e alla scoperta, non morirà mai. Ecco, non dobbiamo mai dimenticare questa massima perché soprattutto oggi sembra che si abbia l’interesse a seppellire tale aspirazione facendoci pensare ad altro”. 

Category: Cultura, Eventi

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