PER UN PROSSIMO “cartellone teatrale di comunità”

| 27 febbraio 2021 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il direttore artistico della società cooperativa teatrale Improvvisart (nella foto), Fabio Musci, ci manda per conoscenza la lettera aperta inviata a sindaco e assessori compoetetni, che qui di seguito riproduciamo______

Alla c.a Carlo Salvemini Sindaco di Lecce, Fabiana Cicirillo Assessore Cultura, Paolo Foresio Assessore Spettacolo e Turismo

e p.c. organi di stampa

Buongiorno,

scrivo questa lettera aperta ad un anno dalla chiusura dei teatri.

Quelle che seguono sono riflessioni che da cittadino leccese, lavoratore e operatore culturale mi sento di condividere con voi a nome della nostra comunità di attori, formatori, costumisti, tecnici e soci.

Esattamente un anno fa, anche Improvvisart tirava giù la saracinesca della propria sede ed oggi, purtroppo, quella sensazione di amarezza che abbiamo vissuto in quel giorno continua. Come tutte le altre realtà culturali cittadine, anche Improvvisart rappresenta una comunità dentro la più vasta comunità salentina, una molteplicità di esistenze e uno specchio della società con dubbi, difficoltà, incertezze ma anche sogni, tenacia, passione e determinazione.

Stiamo tenendo duro, stiamo lavorando a denti stretti proponendo lezioni online ai nostri studenti, momenti di condivisione a distanza che servono a formarci, socializzare in maniera creativa, alimentare il lume della speranza, utilizzando il teatro come strumento di benessere per sopravvivere mentalmente alla pandemia.

Tuttavia, come sentiamo da giorni, i tempi per tornare alla normalità sembrano allungarsi, le programmazioni difficili da calendarizzare, gli spettacoli ancora impossibili da realizzare. Da un anno tutte le attività sono state sospese: quelle di formazione in presenza, di spettacolo, quelle nelle scuole, le visite teatralizzate, i team building per le aziende e al tempo stesso tutti gli operatori culturali, al pari delle altre attività commerciali, hanno incombenze a cui provvedere quali stipendi, affitti, utenze e contratti per servizi minimi che non possono cessare.

In questi mesi il palco e il Teatro ci mancano, ne sentiamo un bisogno epidermico come uomini e come artisti e siamo sicuri che anche per il pubblico sia lo stesso.

Il Teatro Paisiello è sempre stato per la città e per noi più che un teatro, è una casa; la sensazione che viviamo è simile a quella del pellegrino in esilio che è in viaggio da tempo e non può rientrare nel proprio paese o nella propria abitazione. Abbiamo un’incontenibile voglia di varcare quella soglia, di raccontare, emozionarci ed emozionare.

Abbiamo appreso con felicità che lo scorso aprile 2020 è stato deliberato finalmente l’adeguamento del Teatro Paisiello, una notizia che attori e operatori del settore aspettavano da tempo. Su quel palco Improvvisart ha mosso i primi passi nel 2009 e tutti noi abbiamo imparato ad amare e rispettare qual luogo profanamente sacro, ciò che rappresenta per la città, a sentire sulla pelle il calore delle sue luci e i brividi delle zone d’ombra, gli odori di legno e polvere e i colori del velluto e degli occhi degli spettatori.

Siamo sempre stati molto orgogliosi di poter contribuire all’offerta culturale della città con spettacoli e prove, condividendo il palco con le compagnie invitate da tutta Italia, organizzando incontri e laboratori. Nel corso degli anni si è creata una vera e propria comunità formata da studenti, attori, formatori, tecnici, professionisti e pubblico che vivono il teatro come esperienza sociale ed artistica.

A gennaio 2020, un mese prima della pandemia, dopo essere stati ospitati per dieci anni in altre strutture, abbiamo inoltre deciso di aprire la casa fisica di Improvvisart a Lecce in zona San Pio, uno spazio culturale adibito a sala prove e scuola di teatro, e farne un punto di riferimento della Scuola Nazionale di Improvvisazione Teatrale. Nonostante la pandemia, oggi abbiamo attivi 7 corsi di teatro di improvvisazione, suddivisi per anno di esperienza, e quasi cento allievi che continuano a formarsi online e che aspettano con ansia la riapertura dei teatri e dei luoghi di cultura per potersi esprimere ed esibire. Numeri che sono straordinari e ci fanno capire quanta voglia di fare teatro ci sia in città.

Abbiamo però la consapevolezza che quando la normalità si ristabilirà, anche se parzialmente, noi teatranti saremo tra gli ultimi a poter ripartire perché tutte le nostre attività formative e performative implicano la vicinanza fisica, il contatto tra gli allievi, tra gli attori, con il pubblico. Questo vuol dire che ci troveremo ad affrontare uno scenario incerto e complesso che non ci permetterà facilmente di ricominciare a lavorare e a produrre arte ed economia utile al sostentamento delle professionalità che vivono di teatro.

Siamo convinti che la ripartenza del settore teatrale, almeno per chi lo fa di professione, dovrà passare necessariamente da un “patto di comunità”, essere accompagnata e sostenuta dal Comune e dal Teatro Pubblico Pugliese. Ne siamo convinti anche perché il risveglio post COVID vogliamo immaginarlo come quello di una comunità cittadina solidale, che si auto-sostiene e si rialza aiutandosi reciprocamente. Bisognerà ragionare assieme per attivare ed alimentare un’economia di prossimità. Fare in modo che nessuno rimanga indietro e nessuna impresa chiuda. Ogni esercizio commerciale, ogni attività produttiva, ogni azienda e cooperativa dovrà mettersi ed essere messa nelle condizioni di potersi esprimere, produrre e dare lavoro ai propri dipendenti.

In questo contesto, un ruolo importante lo avranno per ciascuna città i Comuni e tutti gli assessorati. I nostri rappresentanti politici dovranno lavorare molto per studiare forme e misure dedicate a far sì che le micro e le macro comunità sul territorio possano non solo sopravvivere, ma contribuire al rifiorire del tessuto sociale ed economico di Lecce.

Per noi teatranti questo si traduce nella possibilità di mettere in scena ciò che più ci rappresenta, vale a dire la nostra arte, gli spettacoli e le produzioni. Sarebbe necessario e meraviglioso vedere nei nostri teatri un “cartellone di comunità”, una programmazione di prossimità che permetta a tutte le compagnie professioniste locali di tornare sul palco e riabbracciare il proprio pubblico.

Dopo le chiusure, è indispensabile tornare ad abitare i luoghi della cultura e avere l’occasione per sprigionare tutta l’energia repressa, l’entusiasmo tenuto da parte in questi mesi tremendi e condividere la nostra arte con le nostre comunità.

 

Già prima dell’esaurirsi dell’emergenza, invitiamo le istituzioni a programmare assieme agli operatori l’unica cosa che permetterà di tenere in vita il patrimonio artistico della città: andare in scena, avere date in calendario per dare occupazione ad attori, tecnici, organizzatori, riabbracciare il pubblico e permettere ai cittadini di abbandonare per qualche ora le preoccupazioni quotidiane e farsi inebriare dalla magia delle narrazioni.

Da cittadini e artisti siamo convinti che ci sarà una sponda forte e decisa da parte vostra e del Comune di Lecce tutto, ma è già ora di progettare. Da parte nostra, ma siamo sicuri che tutti i colleghi siano pronti a fare lo stesso, c’è la disponibilità totale a studiare assieme le modalità, condividere idee, ragionando come una autentica comunità su scenari futuri e programmazioni.

Ci auguriamo pertanto che il Teatro possa tornare ad essere la casa che tanto abbiamo amato e che possa tornare ad essere il prima possibile un porto sicuro dove fare spettacolo, ricerca e continuare a crescere, per tutti i professionisti del teatro, il pubblico e la città.

Grazie per l’attenzione Cordiali Saluti

 

Category: Cultura, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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