OGGI L’8 MARZO / LA MIMOSA E IL MITO DEL RISVEGLIO

| 8 marzo 2021 | 0 Comments

di Barbara Del Piano______

“Nulla è più dolce che abitare là in alto i templi sereni del cielo, saldamente fondati sulla dottrina dei sapienti, da dove tu possa abbassare lo sguardo sugli altri e vederli vagare smarriti”.

(Lucrezio, De Rerum Natura, II, 7-10).

 

Siamo nel proemio del secondo libro dell’opera lucreziana, definito dal filosofo Michel Serres “rapsodia per una serenità egoistica”. E, infatti, l’immagine evocativa della vita appartata e l’esaltazione dell’atarassìa, mi paiono le sedute più comode su cui adagiarmi quando devo discorrere del femminile.

Ogni volta che mi ritrovo a parlare della e sulla Donna, inevitabilmente mi si chiede un esercizio introspettivo, mi ritrovo faccia a faccia con me stessa, un colloquio frutto di anni di riflessioni avvenute in luoghi o momenti diversi, spesso, in periodi di solitudine. Ed – a un tratto – una vigorosa forza generatrice inizia ad operare.

Come è stato cantato siamo dolcemente complicate, montagne che poggiano su un nulla più sincero, in bilico sull’infinito.

E l’amore? Ci siamo in mezzo.

Siamo una rugiada tenera, talvolta un appunto nelle forme di un altro. Noi che non sempre vogliamo  piacere agli uomini e, spesso, non li desideriamo.

Donne con i seni di melagrana, Donne con il burka dell’anima, sirene con gli occhi della libertà.

 

Eppure la deriva del discorso giusto si compie ancora oggi, degenera nell’arrogante prevalere di un oratoria chiassosa e sfacciata, che alimenta licenze di insulti e insulsi sessisti. Lingue confuse, lingue bugiarde, lingue affamate a destra e a sinistra. Urla di voci rauche. Poco importa da chi provenga il giudizio: per chi ha visto la luce sarà sempre la nota di un mediocre.

Oggi che Madre Natura ha celebrato pubblicamente l’umana penitenza, molte Donne hanno cosparso di cenere la fronte dei colpevoli e posato le loro labbra sulla volontà di conversione. Mi chiedo e vi chiedo: a cosa può servire ridiventare tenebra se, rotto ogni legame con la vanità, si comincia a lavorare per l’eterno? Serve a niente.

Giunga, dunque, a tutte le Donne il mio augurio di liberazione con la fiamma viva dell’arte; giunga il mio invito a proteggere il proprio spazio sacro, a persuadersi alla ribellione.

Frammentate come scintille disperse affidiamo al tormento il nostro risveglio.______

Barbara Del Piano (nella foto di copertina), 45 anni, vive e lavora a Lecce. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bari, esercita la professione forense ed è docente di diritto ed economia presso il liceo “Istituto Marcelline di Lecce”. Collabora con l’Università Telematica E-Campus, in qualità di tutor e facilitatore dell’apprendimento del corso di laurea in giurisprudenza. Nel 2014 ha esposto nella sua prima mostra fotografica “Cuori di strada”, i cuori in natura della terra salentina, di cui è ricercatrice e collezionista. E’ appassionata di scrittura, pittura, e naturalmente di libri.

La ringraziamo per aver accettato l’invito di leccecronaca.it a regalare ai nostri amici e lettori una sua riflessione per la ricorrenza odierna.

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cultura, Eventi

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