NOTE D’ARTE / RETROSPETTIVA DI GIANCARLO MOSCARA

| 14 ottobre 2021 | 1 Comment

di Raffaele Polo_____

Una importante mostra apre i battenti al MUST di Lecce, dal 16 di ottobre.  Un intero piano dello storico edificio è dedicato, infatti, alle opere ed al percorso artistico di Giancarlo Moscara, spaziando attraverso le innumerevoli forme che lo hanno visto protagonista.

Con il supporto delle Istituzioni, sono Titti Pece e Marcello Moscara, figlio dell’artista, l’anima di questo importante evento culturale e i curatori, assieme ad altri importanti personalità del mondo artistico e culturale, dello splendido catalogo pubblicato per l’occasione.

Giancarlo Moscara, nato nel 1940 e scomparso nel 2019,  ha attraversato tutto il Novecento, approdando alle sollecitazioni e facendole proprie, come sua consuetudine.

Figlio e testimone del suo tempo è, usando un facile ossimoro, un artista senza tempo, capace di assimilare e riproporre quello che le tante realtà contemporanee gli suggeriscono.

Non sorprenda, perciò, la sua predilezione per manifesti e calendari (proprio in autentica chiave futuristica…) e la sua appropriazione del ‘fumetto’ che diventa, con la sapiente regia di pennarelli, colori a china, acrilici e ritrovati dell’ultima ora, un percorso a sé stante, dove non solo l’ironia e la forma descrittiva, ma l’alternanza delle macchie di colori, sono il suo pacato contributo ad una ‘modernità’ che non dimentica, mai, le sue origini.

Sono le basi di un’Arte che viene ancora insegnata, senza soste, nell’Istituto che lo ha visto tra i suoi insegnanti più importanti e più rimpianti.

 

Anche la produzione di  Moscara, come per i più grandi artisti,  può essere divisa in ‘periodi’, testimoni delle specifiche ricerche del Maestro, quasi sempre condivise con gli alunni e con gli intellettuali contemporanei che riconoscono in lui tutte le positive ‘novità’ che i guizzi colorati sottopongono, quasi senza parere, a chi rimane sorpreso dalla semplice, facile, fresca verve pittorica che ha sempre contraddistinto la sua produzione.

Ricordiamo, fra tutti, i suoi splendidi ‘Intrecci’, dove alla sapiente gestione degli acquerelli, si unisce lo spessore delle carte strappate e trattate con gusto manuale, a formare incredibili scenari di colore e movimento.

Un omaggio doveroso, dovuto e importante per questo Maestro la cui capacità è universalmente riconosciuta come anima ed essenza di quell’arte, impegno sociale e testimonianza del tempo, come dovrebbe essere -sempre- quando si frequenta la Cultura e la Bellezza.

Category: Cultura, Eventi

Comments (1)

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  1. Ivan ha detto:

    Un’operazione politica a cura del PD. Ancora una volta viene dimostrato come la sinistra non solo si è preso cura del Moscara quando era in vita, oggi continua farlo col figlio omaggiando il padre. Come disse in un’intervista un noto personaggio della televisione: : “noi del Partito Comunista 30 anni fa abbiamo preso dei cani, e li abbiamo fatti passare per cantanti, e alcuni sono diventati anche famosi”. Una capacità che la destra non ha mai avuto. A proposito dell’articolo, non è il mio campo quello dell’arte, ma Moscara col Futurismo o col post-Futurismo credo non abbia nulla a che spartire. Lui si ispirava ai disegni dei bambini, forse un po’ a Marc Chagall dei primi anni del secolo scorso. Insomma sarebbe stato uno delle migliaia di pittori leccesi se non avesse lavorato alle dipendenze del PCI e del suo periodico.

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