REPORTAGE / E’ QUI LA FESTA? 

| 21 novembre 2021 | 0 Comments

COSI’ IL Coordinamento per gli Alberi e il Verde Urbano HA CELEBRATO A LECCE LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’ALBERO

di Giuseppe Puppo_______

Dietro il Carlo V, le bancarelle di piazza Libertini al sole del mattino si vestono di nuovi colori. Le  aiuole tutt’intorno impazziscono di luce.

Maria Cucurachi si improvvisa truccatrice e adegua qualcuno dei presenti, puntuali all’appello, saranno una cinquantina, al proprio look sgargiante sul viso da Foresta Amazzonica.

Gli altri mettono strisce di carta al collo, si passano carrube da piantare.

Giuseppe Calzolaro prova e riprova il megafono, dà le ultime istruzioni per l’uso,  ché sono già le 10.00, tra poco si parte.

L’atmosfera è gioiosa, di partecipata condivisione: è la Giornata Internazionale dell’Albero, no?  Nella versione leccese voluta densa di significati e di significanti dalle associazioni del Coordinamento Verde Uubano.

 

Piero Sansò, che per tutta la mattinata con le sue musiche sarà alla testa del corteo nei suoi spostamenti, sorta di pifferaio magico, che infatti tappa dopo tappa farà ingrossare la fila dei partecipanti, comincia per gradire con una suggestiva, magistralmente eseguita, versione del Paul Simon di ‘The sound of silence’ per flauto solo.

Melodia pura, su cu lievitano e galleggiano le parole d’apertura di Maria Cucurachi che parla di ‘botanica poetica’, di ordine naturale, di armonia, di rispetto fisico, corporeo  per gli alberi, esseri viventi come noi e come noi figli di Grande Madre Natura.

 

 

Bruno Vaglio (nella foto sopra) presenta, nel preambolo chiamiamolo teorico, il ‘Manifesto per gli alberi e il verde urbano di Lecce’, che per l’occasione è stato redatto dalle associazioni e che si articola poi in cinque punti pragmatici, illustrati in mattinata step by step, come dicono quelli che parlano bene l’italiano, ad ogni sosta.

E andiamo, andiamo.

Puntuale quanto efficiente servizio d’ordine degli agenti della Polizia Locale a regolare il traffico ad ogni attraversamento. Assenza inaspettata quanto inopportuna dei politici dell’amministrazione, nemmeno un funzionario a rappresentarli.

 

 

Pure la Villa Comunale (nella foto sopra) è in festa. Più del flauto di Piero Sansò, qui sono saliti sul palco gli uccelli resident dj che, quasi si fossero messi d’accordo a salutare i partecipanti, improvvisano dall’alto degli alberi un concerto grosso per orchestra sinfonica, uno splendore, che quasi copre le parole di chi interpreta brani di prosa, poesie, pensieri e parole per l’occasione, a cura del gruppo di lettura “Rosantina, campagna del Sud”.

 

Attraversata via Trinchese, dello shopping domenicale, con tutti i negozi del centro aperti, la seconda tappa è in piazza Mazzini, dove prosegue l’illustrazione dei punti programmatici del Manifesto, le richieste del Comitato in cinque punti, uniti dal filo rosso della rivendicata partecipazione dei cittadini alle scelte in materia, per un censimento del verde, un regolamento,
un piano regolatore, l’istituzione di un settore tecnico, una scuola per giardinieri urbani.

 

 

Terza tappa, più spettacolare, in piazza Ariosto (nella foto sopra).

Fra gli interventi e le performance qui tenuti, spicca in volo di lirismo quello di Cleidiane Pinheiro  (nella foto sotto), per conto dell’Università Popolare Internazionale, che unisce qui a Lecce rappresentanti di popoli di tutto il mondo. Proprio mutuando elementi presenti nella cultura popolare di tante etnie, ricorda a tutti che gli alberi non hanno solo una funzionalità fisica, ma hanno pure un fortissimo elemento simbolico, identificando il valore della Sacralità della Natura.

 

 

Si chiude al Parco dei Bambini di viale Giovanni Paolo II, a rendere simbolico omaggio all’ ‘albero che non c’è’. Non c’è più. Era un pino forte, sano, rigoglioso, così abbarbicato alla sua, alla nostra terra, cui dava fresco e pulizia, che, dopo aver abbattuto il tronco, dovettero arrivare con una gru a rimorchio per eradicarne il resto, e quasi non ce la facevano a portarlo via, dopo averlo distrutto, per decisione scriteriata.

 

Paolo Bix (nella foto sopra), che ha l’onore e l’onere di chiudere musicalmente la bella mattinata, scalda gli accordi della sua chitarra, mentre tutti si dispongono sulle gradinate del piccolo anfiteatro, per ascoltarlo e cantare insieme a lui.

Sceglie il Lucio Dalla d’annata di ‘Cosa sarà’.

Cosa sarà?
Che fa crescere gli alberi, la felicità

Lo scopriremo solo vivendo. Se ci lasceranno vivere.

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Politica, reportage

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