UNA CAMPAGNA ELETTORALE SCAGLIONATA

| 18 Settembre 2022 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo ______ 

Ultima domenica di campagna elettorale. La più deludente dell’intera storia dell’Italia repubblicana. Sia nelle forme, sia nei contenuti. Manca la passione, l’entusiasmo, la voglia, verifico da quel piccolo – per carità – ma dignitoso osservatorio privilegiato di leccecronaca.it, che – grazie a tutti – è seguito ovunque da lettori di qualunque provenienza politica e qualunque orientamento ideologico.. Fino a qualche anno fa, gli articoli, le notizie, le dichiarazioni di politica che pubblicavamo, amplificati dalle nostre pagine social, scatenavano sempre una miriade di reazioni, di like, di proteste, di proposte, insomma, suscitavano interesse. Quest’anno no, non gliene può fregare di meno a quasi tutti quanti. Cronaca, cultura, iniziative nel sociale, calcio, approfondimenti e riflssioni vanno benissimo, tutto, tranne la politica, che, puntualmente, ammoscia l’audience.

Constato che l’andazzo è uniforme, generalizzato, scaglionato sul territorio, al di là dei mass media, lo avverto, lo fiuto nell’aria.

Una campagna elettorale scaglionata, e ho sbagliato a scrivere.

Colpa della legge elettorale con cui andremo a votare domenica prossima 25 settembre, il così detto rosatellum di Rosato, nei cui confronti il così detto precedente porcellum di Calderoli era un gigante di equità.

Colpa dei partiti, che hanno scippato gli elettori di chiarezza, capacità, potenzialità progettuale.

Colpa del dibattito, chiamiamolo così, che va avanti quale stanco canovaccio in un guazzabuglio pressochè inestricabile di confusione, sterilità e impotenza progettuale.

Aumentano le bollette, i generi di qualunque necessità, l’inflazione, e latita, non arriva alla percezione comune, una lucida disamina capace di capire e far capire la causa delle cose.

I nostri soldi – almeno, fascia di privilegiati a parte, dico della maggioranza degli Italiani impoveriti, impauriti, colpiti, immersi e affondati – in genere finiscono ben prima del 21 del mese di cui cantava Lucio Battisti, adesso siamo al 6 o al 7, le mancette , le paghette, i contentini di Mario Draghi, al cui confronto pure gli 80 euro di Matteo Renzi acquistano una dignità postuma, servono a ben poco.

Un giovane studente liceale muore in una fabbrica dove era andato a fare ‘l’alternanza scuola-lavoro’ per qualche ‘credito scolastico’ in più, e dimentichiamo chi quesa ‘alternanza’ l’ha decisa e voluta.

Un fiume esonda e fa vittime e danni, e non sappiamo che c’è un piano di tutela e rigenerazione del territorio rimasto sulla carta.

Tutto così, e potrei continuare a lungo.

Molti non andranno a votare. Sbagliano, a mio modo di intendere. Tralascio di specifficare il chi, come e perchè – ritengo che ciò attenga alla inviolabile sfera della coscienza personale e là debba rimanere – ma io a votare ci andrò, domenica prossima.

Ultima domenica di campagna elettorale. Qualche sommovimento in extremis. Ieri sera le truppe di Fratelli d’Italia hanno cominciato l’assedio di Stalingrado, per citare la metafora usata bellicosamente nei giorni scorsi di Michele Emiliano, e contano di espugnarla domenica prossima, prima che arrivi il Generale Inverno.

Nell’occasione, lo slogan più bello (nella foto) visto finora – giudizio tecnico e non politico – perchè capace di arrivare con semplicità ed efficacia a quello che abbiamo imparato a chiamare l’immaginario collettivo.

Salvini va a Pontida, daje; Letta raduna i ‘suoi’ sindaci; Berlusconi farà un altro video su TikTok. che comunque sempre meglio di OnlyFans è.

Fra i tanti – quest’anno però, non vorrei insistere, in numero minore – comunicati stampa dei politici giunti in redazione, e di cui doverosamente abbiamo dato conto sul nostro-vostro giornale un po’ per tutti quanti, appena abbiamo rilevato un minimo di interesse giornalistico, Francesco Boccia del Pd ha colpito ancora. Da tre settimane fa due o tre comunicati al giorno, viva la passione, lo dico senza ironia, c’è da imparare.

Nell’ultimo di questa mattina, evoca scenari futuristici parlando di scelte decisive per la direzione da intraprendere. La politica proprio questo è, o almeno questo dovrebbe essere: la capacità di progettare il futuro. Peccato che ce l’abbiano scippata.

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Category: Politica

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