DI FRONTE ALLA CRISI ENERGETICA SAREBBE IMPORTANTE ATTREZZARSI A RECUPERARE IL ‘CALORE DI SCARTO’

| 9 Ottobre 2026 | 0 Comments

di Graziano De Tuglie _______________

La necessità di energia che attanaglia l’Europa spinge a valutare ed esplorare, in continuazione, nuove fonti e nuovi scenari. Uno di questi è la valutazione del valore del calore di scarto che ci circonda: il calore di scarto proviene da strutture come supermercati, fabbriche, impianti di trattamento delle acque reflue e data center, ed è rappresentato dal calore che deriva dai processi produttivi.

Il recupero e il riutilizzo del calore di scarto potrebbe rappresentare un importante “asset” energetico per le nazioni europee e imprimere una decisa “svolta” alla programmazione energetica; questo quando si pensi che recenti ricerche stimano in due terzi dell’energia globale il calore dissipato nell’ambiente. Con la “fame” di energia che regna in Occidente  una società danese ha stimato che entro il 2030 il calore di scarto raggiungerà il 75% dell’energia consumata.

Il calore di scarto diviene così importante nell’economia generale e invece di lasciarlo disperdere nell’ambiente diventa prioritario tentare di recuperarlo ed utilizzarlo al meglio. Diventa importante costruire reti di teleriscaldamento ovunque funzionanti che recuperino lo scarto di calore.

Si stima  che il riutilizzo del calore di scarto potrebbe far risparmiare all’Europa ben 140 miliardi di euro l’anno, sulla base dei 3.100 Twh di calore disperso. Si è anche calcolato che se il calore disperso in Germania venisse recuperato si potrebbe soddisfare il 33% del fabbisogno energetico di quella nazione. E il dato non tiene conto del calore recuperato dai data center che già sono presenti in numero superiore a 3000 e vanno crescendo.

“Stiamo buttando via energia che abbiamo già pagato“, afferma Kristian Strand, presidente di Danfoss Climate Solutions.

“Il calore di scarto è una delle maggiori fonti energetiche inutilizzate al mondo e il suo riutilizzo è uno dei modi più rapidi per rafforzare la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza dell’Europa. Non possiamo permetterci di continuare a sprecarlo“.

In conclusione abbiamo a disposizione una fonte di energia a costo nullo che potremmo sfruttare in pieno solo se ci fossero le infrastrutture adatte a utilizzarle; i governi dovrebbero adattare leggi, regolamenti ed investimenti per consentirne l’uso. Si tratta, nel peggiore dei casi, di ridurre la dipendenza energetica di un terzo.

Secondo voi ne vale la pena o no?

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Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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