I “racconti” DI ANNA MARIA GRECO: E’ NATA UNA STELLA?

| 16 Settembre 2026 | 1 Comment

di Giuseppe Puppo _______________

Scrivere è sempre un esercizio meritorio: serve a fare chiarezza dentro di sé e, fuori di sé, a esplorare gli spazi sconosciuti che ci uniscono e ci separano al tempo stesso con il resto del mondo.

Ripensare al passato, poi è sempre una nobile attività: consente di aguzzare l’ingegno, storicizzare le esperienze, sperimentare la maturità nel frattempo sopravvenuta, pur nei bilanci che non abbiamo quadrato mai.

E pazienza se a volte scende un velo di tristezza, come sono sempre tristi gli addii, le partenze, le cene fra vecchi compagni di scuola, come può essere triste un amore finito, o una vecchia foto a cui il tempo ruba i contorni; e se poi pure qualche squarcio lacerante provoca lacrime in agrodolce, non importa. Fa bene.

Da alcune settimane assisto ogni domenica, la data stabilita per i suoi articoli, che lei si ostina a chiamare “racconti” nelle due o tre fugaci conversazioni telefoniche nel frattempo intercorse fra di noi, ad un fenomeno inedito: il ‘botto’ che fanno i sistemi automatici di rilevazione di contatti e lettori, cosa che per questo o per quell’altro e pure per le imponderabili ragioni che regolano il giornalismo on line, certo, era già successo e continuerà di tanto in tanto a succedere, a leccecronaca.it, come credo un po’ a tutti: ma per gli articoli diciamo letterari, di cultura, non era successo mai.

Ogni domenica la nostra media rilevata si impenna sensibilmente e raggiunge picchi stratosferici.

Ora, sto parlando di dati certi, giova ricordarlo: per il giornalismo on line non sono i dati farlocchi dell’auditel delle televisioni, o quelli gonfiati delle stime dei giornali cartacei, no, sono numeri precisi, effettivi e certificati.

Intendiamoci: io non credo che sia questo il criterio, o, almeno, l’unico criterio, per stabilire la qualità; comunque a me piacciono, i “racconti” di Anna Maria Greco e, come ho fatto con il primo, al buio, esortandola a proseguire, li pubblicherei anche se avessero solo i venticinque lettori di manzoniana memoria. Però ecco, dei ‘dati di ascolto’ in generale devo necessariamente tener conto e se sono strabilianti, meglio, no? E’ importante.

E perchè è importante avere il ‘successo’ di pubblico, per uno scrittore?

E’ importante perchè, se lo ha, il riscontro dei lettori, vuol dire che quello che scrive esce dalla dimensione personale e arriva ad una dimensione universale di valore letterario.

Quello che è successo in passato, che ne so? Per la Recherche di Marcel Proust, o per il Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, tanto per fare due esempi NON a caso della letteratura contemporanea, nazionale e internazionale, bensì due esempi evidentemente a tema, nella fattispecie propria del genere.

La giovane Anna Maria Greco ora ha davanti a sè tempi e modi per nuovi e più importanti successi.

Dico sul serio. Dopo precedenti esperienze lavorative e differenti tentativi letterari, esattamente come prima aveva fatto lui, anche lei ha più o meno la stessa età di quando Andrea Camilleri cominciò a scrivere i racconti del Commissario Montalbano, con gli esiti successivi che tutti conosciamo.

Quelli di Anna Maria Greco ancora non li possiamo sapere. Percò, ecco, diciamo che il suo è un ottimo inizio.

Ora e poi, e poi ancora non lo so: vediamo che succede.

Intanto lei si applichi, studi, si eserciti e si alleni, ché scrivere alla fine un mestiere è, che costa fatica fisica e mentale, che necessità di applicazione, oltre che di ispirazione.

Ciò detto, quanto all’ispirazione, però conservi il suo stile, mi raccomando, fatto di semplicità, di candore direi, con cui guarda il suo piccolo mondo antico con gli del fanciullino.

Ci penseranno in seguito i critici, quelli dei salotti buoni e delle case editrici, ai quali intanto segnalo questa stella letteraria che sta cominciando a brillare nel panorama solitamente risaputo e abbastanza grigio uniforme della letteratura italiana contemporanea, a trovare significati e significanti.

Io mi permetto di segnalarne solo uno.

C’è, nei racconti che poi racconti non sono di Anna Maria Greco, dipinto in controluce, un passaggio epocale che ha segnato appena da due o tre decenni, ma in maniera decisiva e pressoché irreversibile, la nostra identità di contemporanei, sprofondandoci tutti quanti in una lacerante, disperata e disperante solitudine di città e paesi dall’aria indifferente, se non ostile, che ci circonda: la perdita di quella ‘economia del vicinato’, causa della mancanza di Comunità, Identità, Solidarietà, Appartenenza, responsabile della Cernobyl sociale che ci avvelena adesso.

Un disastro epocale, a mio modo di intendere, la scomparsa della rete umana, dall’aria salubre, che avvolgeva strade e quartieri delle nostre città e dei nostri paesi: non c’è più la Comunità, non ci sono Identità, Solidarietà, Appartenenza, sostituiti da logiche egoistiche, consumistiche, affaristiche e globalizzate.

Di tutto questo Anna Maria Greco scrive indirettamente, ma prepotentemente, rammarico e rimpianto.

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LA RICERCA nel nostro articolo del 13 settembre scorso

Category: Costume e società, Cultura

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Comments (1)

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  1. Marilena Maci ha detto:

    Grande i suoi racconti sono racconti che fanno parte della nostra infanzia della nostra adolescenza, Annamaria così nella sua semplicità ci fa’ rivivere ❤️

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