PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO EX ILVA: NOVE MESI DI CASSA INTEGRAZIONE E IMPIANTI TENUTI ‘IN RISCALDO’

(Rdl) ____________________ FONTE: sito istituzionale governo italiano (nella foto, la conferenza stampa seguita nella tarda serata di ieri) _______________
Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 13 ottobre 2026, alle ore 19.18 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni.
Tra i i provvedimenti adottati, per decreto legge, quello relativo a Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto, per la salvaguardia della funzionalità degli impianti dell’area a caldo e per il rilancio industriale del territorio
Dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 è riconosciuta un’integrazione al reddito, con la relativa contribuzione figurativa, ai lavoratori delle imprese dell’indotto che sospendono o riducono l’attività in conseguenza della sospensione o della riduzione dell’attività produttiva di un’impresa in amministrazione straordinaria con almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale, nonché ai dipendenti di ADI Servizi Marittimi S.r.l. in amministrazione straordinaria. L’integrazione è erogata direttamente dall’INPS, con una procedura di accesso semplificata. Il collegamento con la crisi dell’impresa committente è riconosciuto in presenza di monocommittenza o di rapporti contrattuali prevalenti con la stessa, certificati dai commissari straordinari.
Il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria dei dipendenti di Acciaierie d’Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria è integrato con ulteriori risorse, anche ai fini della formazione professionale in materia di bonifiche. I lavoratori possono inoltre essere impiegati in lavori di pubblica utilità, sulla base di convenzioni con le amministrazioni pubbliche operanti sul territorio. I beneficiari delle misure di sostegno al reddito sono iscritti al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL) e sottoscrivono il patto di attivazione digitale e il patto di servizio; il rifiuto ingiustificato di un percorso di formazione o di un’offerta di lavoro congrua comporta la decadenza dal trattamento.
Ai datori di lavoro privati che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono con contratto a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d’Italia S.p.a. e di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, al quale si aggiunge un contributo per ciascun lavoratore assunto. Il beneficio è subordinato al mantenimento in servizio del lavoratore, all’assenza di licenziamenti nella medesima unità produttiva nel periodo precedente l’assunzione e alla corresponsione di un trattamento economico non inferiore al cosiddetto “salario giusto”. Ne sono esclusi i datori di lavoro collegati alle società in amministrazione straordinaria e quelli che ne acquisiscono i complessi aziendali.
I commissari straordinari di ILVA S.p.a. e di Acciaierie d’Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria sono autorizzati a mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell’area fusoria, in modo da non pregiudicarne irrimediabilmente la funzionalità, fino alla pubblicazione della motivazione della pronuncia della Corte di cassazione relativa all’impugnazione dell’inibitoria della continuazione dell’attività produttiva e, in ogni caso, non oltre il 15 dicembre 2026. Restano fermi, anche in assenza di attività produttiva, gli obblighi del gestore di monitoraggio delle immissioni in atmosfera.
Per salvaguardare la funzionalità degli impianti siderurgici, nelle more della procedura di vendita in corso, è inoltre autorizzato il trasferimento diretto ad Acciaierie d’Italia S.p.a. in amministrazione straordinaria dell’ultima quota del finanziamento già previsto in suo favore, a titolo oneroso e in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.
Per il rilancio industriale del territorio, il Ministero delle imprese e del Made in Italy raccoglie e coordina le manifestazioni di interesse per investimenti privati nelle aree ex ILVA e nelle aree del demanio marittimo e militare attigue idonee a insediamenti industriali, ed elabora un Piano degli investimenti da sottoporre al Consiglio dei ministri ai fini della dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale e della nomina di un Commissario straordinario. Il Commissario coordina il Piano con gli interventi del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. Nell’ambito della procedura di cessione, i commissari di ILVA S.p.a. in amministrazione straordinaria possono cedere separatamente o dare in gestione le aree non utilizzate a fini produttivi, a condizione che le relative iniziative siano ricomprese nel Piano.
Ai contratti di sviluppo per gli investimenti ricompresi nel Piano si applica una procedura accelerata. Le imprese beneficiarie si impegnano ad assumere in via prioritaria i lavoratori dell’ex ILVA che percepiscono interventi di sostegno al reddito o che sono stati licenziati nell’ambito di procedure collettive, nonché i lavoratori delle imprese dell’indotto. ________________
In relazione a questo, con una nota postata su Facebook questa mattina mercoledì 14 ottobre l’avvocato Maurizio Rizzo Striano, che per conto delle associazioni tarantine ha seguito tutto l’iter giudiziario dei loro ricorsi, così si è espresso:
NUOVO DECRETO LEGGE “ZAPPA SUI PIEDI”.
Il consiglio dei ministri ha varato l’ennesimo decreto legge su ILVA . Questa volta non è un decreto salva Ilva o ammazza tarantini. Infatti , oltre a insufficienti misure temporanee per la tutela dei lavoratori e lo stanziamento di qualche altra decina di milioni di euro da buttare via a spese dei contribuenti, per quanto riguarda gli impianti , ha deciso di teneri in preriscaldo , cioè pronti a rientrare in funzione nel caso in cui la Cassazione dovesse annullare il decreto della Corte di Appello di Milano.
Il governo quindi attesta , addirittura con un atto avente forza di legge, che gli impianti non hanno subito danni irreparabili tali da renderli inservibili. Tuttavia lo stesso Governo, che controlla ADI e ILVA, per ben due volte, aveva fatto ricorso alla Corte di Appello chiedendo di sospendere immediatamente la sua decisione notivando la richiesta, con tanto di consulenza tecnica attestante che la prosecuzione dello spegnimento degli impianti, ove fosse proseguita dopo il 16 settembre, li avrebbe resi irrecuperabili. Ebbeno sono passati 18 giorni . E’ palese pertanto che il Governo, per ben due volte aveva mentito ai giudici di Milano , cercando di trarli in inganno e ora lo confessa addirittura in un decreto legge: gli impianti possono ripartire. In base alla mia lunga esperienza posso dire che se c’è una cosa che i giudici odiano è quella di essere presi per i fondelli. Motivo per il quale con il decreto si sono dati una bella zappata sui piedi. Beninteso, non è un motivo su cui la Cassazione potrà pronunciarsi, ma getta cattiva luce sul comportamento di mala fede del Governo. I giudici non vivono su un altro pianeta e sono sensibili a ciò che accade nella società.
La pressione che il fronte compatto della morte sta mettendo in atto per tentare di condizionare la magistratura è enorme . Questo decreto ci da una piccola mano nella causa. La vera mano dovrà arrivare dalla manifestazione del 17 ottobre. A chi non ha memoria ricordo che le indagini che condussero al sequestro degli impianti nel 2012 ebbero una svolta dopo due manifestazioni del 2009 e del 2010 a cui parteciparono ventimila cittadini”.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 5 ottobre scorso


























