TARANTO, OGGI LUNEDI’ 5 OTTOBRE, ORE 5.30. MA LA FINE DELL’ILVA E’ VICINA

(Rdl) _______________ Questa mattina la Corte d’Appello di Milano ha confermato il provvedimento con cui a luglio è stato disposto lo spegnimento degli altoforni dell’ex Ilva da mettere in atto entro fine ottobre.
Era il secondo tentativo in tal senso intrapreso dalla proprietà.
Il collegio presieduto da Giuseppe Ondei ha respinto pure questa seconda istanza di sospensiva presentata dai legali dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e di AdI spa, che avevano chiesto la sospensione della decisione sul blocco dell’area a caldo in vista dell’udienza della Cassazione, a cui hanno fatto ricorso, già fissata per il 20 ottobre.
Nella foto, postata su Facebook dall’attivista ambientalista, giornalista di Veraleaks, Luciano Manna, Taranto questa mattina, come spiega la dida:
“Ore 5.30, le emissioni in aria di Afo2 che questa mattina si è fermato per una sosta prevista di 12 ore, aria in città satura di fumo tossici. Ma le notizie della Corte potrebbe fermarlo definitivamente anche se mi arrivano conferme di gente che mette mano su Afo4. Una cosa è certa, si continua ad avvelenare il territorio mentre il social si è popolato di santoni e guru industriali che ignorano un dato fondamentale: respiriamo tutti la stessa aria e ci nutriamo tutti dalla stessa catena alimentare, e la diossina non perdona, nessuno“.
Poco dopo, alle ore 11, è arrivata la notizia da Milano.
Così l’ha commentata l’avvocato Maurizo Rizzo Striano, che ha difeso le ragioni dei Tarantini:
“ALTRO GIRO ALTRO SCHIAFFO. Con ordinanza pubblicata in mattinata , a firma del primo presidente della Corte di Appello di Milano, Giuseppe Ondei, è stato rigettato l’ennesimo tentativo del Governo di ottenere la sospensione del decreto con cui si ordinava la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo entro il 27 ottobre. La motivazione è la stessa in base alla quale era stato respinto il precedente ricorso: fra la tutela della salute e quella della produzione prevale la prima, in ossequio a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea. Ora ci aspetta l’ultimo passaggio. Voi penserete che sia la decisione della Corte di Cassazione il 20 ottobre. Ebbene non sarà quella determinante, perchè, come ho più volte scritto, determinante sarà la manifestazione del 17 ottobre a Taranto. Il futuro di Taranto è solo nelle mani dei suoi cittadini e non della Giustizia, la quale ha consentito di rimettere in discussione le decisioni assurde del fronte della morte , ma di più non può fare. NO A QUESTA E NO A QUALSIASI NUOVA AREA A CALDO. TARANTO MERITA DI USCIRE DAL TUNNEL E DI ESSERE RISARCITA!”.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 2 ottobre scorso


























