IL CASO DELL’ ADDETTA – STAMPA RECLUTATA DAL DIRETTORE GENERALE DELL’ ASL DI LECCE CON UN AVVISO PUBBLICO DI CUI L’ ORDINE DEI GIORNALISTI CHIEDERA’ L’ ANNULLAMENTO: “singolare contiguità fra la vincitrice e il partito del presidente della Regione Puglia”

| 5 Gennaio 2015 | 0 Comments

di Roberto De Salvatore______

“Singolare contiguità”… Per dirla tutta, Sonia Pellizzari (nella foto), 36 anni, sociologa, era stata anche candidata in diverse elezioni e fa parte della direzionale nazionale, di Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Nichi Vendola, del quale curava anche il blog personale.

Ora si ritrova incaricata dell’ ufficio – stampa dell’ Asl di Lecce, per dodici mesi, a 21.000 euro lordi.

Pochi giorni fa, se ricordate, si è sollevato un polverone a proposito della questione della non-licenziabilità dei dipendenti pubblici “perché vincitori di un concorso”, in contrapposizione alle iniquità delle nuove regole sul lavoro privato stabilite dal job-act.

Ora, a parte che si potrebbe parlare per mesi sui dubbi di regolarità con cui i concorsi pubblici vengono svolti in Italia (non tutti speriamo), per quanto riguarda invece gli avvisi pubblici di assunzione, fatti in fretta e in furia e senza che nessuno o pochissimi (forse solo gli interessati?) ne vengano a conoscenza, i dubbi sono ancora maggiori, specie se a richiederli sono direttori generali della ASL in procinto di andare via.

Chi lo ha visto, chi lo ha letto questo avviso pubblico con cui l’ASL di Lecce richiedeva un addetto stampa per l’ente?

Caso ancora più strano poi che la beneficiaria di questo avviso sia contigua al partito del presidente della Regione, e anche se lei parla di pura coincidenza, è troppo difficile credere al caso: l’approssimarsi della campagna elettorale per le regionali rende la cosa un tantino sospetta.

Per carità, non si tratterà di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma non è certo la prima volta che le persone beneficiarie di un incarico pubblico temporaneo vengono successivamente stabilizzate, vedasi, sempre rimanendo nel campo degli uffici stampa, il caso della nipote del presidente Giorgio Napolitano, stabilizzata nel ruolo di capoufficio stampa della regione Puglia a 300.000 euro lordi l’anno (deve essere davvero una grande fatica svolgere il lavoro in questione per essere pagati così sontuosamente, quando la maggior parte dei giornalisti lavora in modo precario e per pochi euro al pezzo, nonostante la carta di Firenze) dal presidente-poeta, al suo secondo mandato come presidente della nostra regione.

Per questi singolari e strani casi e coincidenze, giustamente l’Associazione della stampa di Puglia chiederà al nuovo direttore generale della ASL di Lecce di annullare il provvedimento non appena si sarà insediato. Non è difficile immaginare però quale sarà lo sviluppo della faccenda: ricorsi opposizioni, cause legali e quant’altro, sempre che il nuovo direttore non abbia una ispirazione politica contigua a quella dell’establishment regionale, altrimenti nemmeno verrà posto il problema.

E alla fine? Il posto rimarrà occupato da chi è stato tanto “fortunato” da venire a conoscenza di questo avviso prima degli altri. E’ purtroppo un tributo pesante pagato ai dogmi di fede di una certa politica, e re Giorgio si accanisce contro chi non ha più fiducia nelle istituzioni. Sicuramente queste cose avvenivano anche prima, ma non in modo così scientifico come avviene adesso. Quale potrebbe essere la risposta che verrà fornita a chi si oppone a decisioni tipo questa? “E’ stato tutto fatto nella massima trasparenza, è tutto regolare, le polemiche sono speciose!”.

A voi soddisferebbe una risposta così?

 

 

 

 

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Category: Cronaca

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