DIARIO DEL GIORNO / DOMENICA 15 FEBBRAIO 2026
Oggi è domenica 15 febbraio 2026.
San Faustino.
A Poggiardo la cantante Valentina Negro compie 44 anni, auguri!
E auguri a Lecce al nostro amico Salvatore Arseni che festeggia il suo sessantottesimo compleanno!
Faustino e Giovita erano due nobili bresciani vissuti nel II secolo, che intrapresero la carriera militare e divennero cavalieri; in seguito furono convertiti al Cristianesimo dal vescovo Apollonio e subirono il martirio tra il 120 e il 134, per non aver voluto sacrificare agli dei due giovani.
Si festeggiano il 15 febbraio e sono patroni della città e della Diocesi di Brescia.
Da almeno un decennio questo giorno è generalmente considerato la festa dei single, e/o di chi cerca l’anima gemella, in contrapposizione a San Valentino, protettore delle coppie degli innamorati, festeggiato ieri.
E’ l’ultima, e dunque la principale, domenica del Carnevale 2026, in tutta Italia sono in programma tantissime manifestazioni ed iniziative.
Nell’ antica Grecia era questo il giorno e in generale il periodo del culto di Dioniso.
Nelle cerimonie che si celebravano in svariate zone, le baccanti (chiamate anche menadi, lene, tiadi o bassaridi) ne invocavano e cantavano la presenza e, anche per mezzo di maschere, riproducevano ritualmente il mitico corteo dionisiaco di sileni, satiri e ninfe.
Si identificavano con il dio e ne acquisivano il “furore”, inteso come stato d’invasamento divino: scopo del rito era quello di ricordare le vicende mitologiche di Dioniso; erano incoronate da frasche di alloro, tralci di vite e pampini, e cinte da pelli di animali selvatici, e reggevano il tirso, una verga appesantita a un’estremità da una pigna che ne rendeva instabili i movimenti; gli uomini erano invece camuffati da satiri (vi partecipavano anche gli schiavi). Ebbro di vino, il corteo, chiamato tiaso, si abbandonava alla vorticosa suggestione musicale del ditirambo, lirica corale e danza ritmica ossessiva ed estatica. Un rito particolarmente violento e brutale era lo Sparagmòs (in greco σπαραγμός) che consisteva nel dilaniare a mani nude degli animali allo scopo di mangiarne le carni crude. E tale rito è persino descritto nelle Baccanti di Euripide.
Nei rituali dionisiaci venivano stravolte le strutture logiche, morali e sociali del mondo abituale. Il filosofo Friedrich Nietzsche, ne La nascita della tragedia, affermò che la potenza dionisiaca induceva in uno stato di estasi ed ebbrezza infrangendo il cosiddetto “principio di individuazione”, ossia il rivestimento soggettivo di ciascun individuo, e riconciliava l’essere umano con la natura in uno stato superiore di armonia universale che abbatteva convenzioni e divisioni sociali stabilite arbitrariamente dall’uomo.
Nietzsche sosteneva che la vita stessa, come principio che anima i viventi, è istinto, sensualità, caos e irrazionalità, e per questo non poté che vedere in Dioniso la perfetta metafora dell’esistenza: ciò che infonde vita nelle arterie del mondo è infatti una fonte primeva e misteriosa che fluttua caotica nel corpo e nello spirito, è la tempesta primigenia del cosmo in eterno mutamento.
15 febbraio 2003. Proteste globali contro la guerra in Iraq si svolgono in oltre seicento città del mondo con stime che vanno dai dieci ai quindici milioni di partecipanti. La manifestazione di Roma, con circa tre milioni di dimostranti, è quella con la partecipazione più alta.
L’attacco fu scagliato lo stesso dagli Stati Uniti d’America e i loro alleati il 20 marzo. La guerra si concluse il 18 dicembre con la capitolazione del regime. Saddam Hussein non aveva armi di distruzione di massa, il pretesto usato dagli Americani per ‘sensibilizzare’ l’opinione pubblica. Fu un’altra inutile carneficina, continuata da allora a tutto oggi con l’instabilità del Paese.
Proverbio salentino: SULU ALLA MORTE NU NC’E’ RIMEDIU
Solo alla morte non c’è rimedio.
A qualsiasi avvenimento per quanto traumatico, in un modo o nell’altro vi si può porre rimedio.
Solo in presenza di quel grande mistero che è la morte, la capacità, la maestria, la scienza, la saggezza dell’uomo viene meno.
Category: Costume e società





























