NOVITA’ EDITORIALI / ESCE DA SELLERIO IL ROMANZO ‘BESTIALE’ DI DAVIDE ENIA

di Raffaele Polo ________________
Davide Enia è un drammaturgo, attore teatrale, scrittore e regista italiano, nato a Palermo il 2 aprile 1974. È un esponente di spicco del teatro di narrazione legato alla tradizione siciliana del “cunto”. Ha scritto, diretto e interpretato spettacoli di grande successo come Italia-Brasile 3 a 2 (2002), Scanna (2003), maggio ’43 (2004), L’abisso (2018) e Autoritratto.
Ha vinto più volte il prestigioso Premio Ubu (tra cui nel 2003, nel 2019 con L’Abisso e nel 2025 con Autoritratto), oltre al Premio Tondelli, Premio Hystrio, Premio ETI e Premio Gassman. È artista associato del Piccolo Teatro di Milano.
Di lui è il recentissimo ‘Le Bestie’, pubblicato da Sellerio (pagine 640, 24 euro), un’affascinante affresco che si svolge nell’arco di più di cento anni, scanditi dagli assoli di Carbone, geniale e influentissimo artista circense vissuto a cavallo tra XIX e XX secolo. I protagonisti del nuovo romanzo di Davide Enia combattono, perdono, continuano a darsi da fare in un mondo costantemente in guerra, in cui il potere opprime, reprime, abusa, come nella dimenticata strage del pane a Palermo dell’ottobre 1944 o a Genova nel 2001 durante il G8.
Umbertino, pugile e allenatore di boxe, è sfiorato di continuo dalla morte, ma iddu è nato per combattere. La Nera Signora danza con lui, e così sopravvive sempre: ai bombardamenti su Palermo, agli scontri di piazza, ai sensi di colpa.
Maddalena detta «la Turca» è donna d’onore, vive secondo le regole della mafia, lotta per la propria sopravvivenza, femmina tra maschi simili a cani, stessa logica del branco, identico abbandono alle pulsioni più basiche.
Menico Carabillò, reduce della Grande Guerra, abilissimo scrutatore dei segni del reale, finisce a vivere come un senzatetto perché non riesce a perdonare alla questura presso cui lavora la collusione con Cosa Nostra. Un prete luminare lo assolda per lavorare alla ricomposizione di un manoscritto disseminato per la Sicilia.
Accanto a loro, in perenne affanno, si muovono gesuiti eretici, mafiosi, satanisti, assassini, artisti di strada che, come in una sequenza di danza, cadono e si rialzano, per cadere arrìere e cadere meglio, perché il male è vivo e presente e l’azione più dignitosa che si possa compiere, l’unica davvero salvifica, in questo teatro di demoni, è quello di fronteggiarlo con fierezza spavalda.


























