SETTECENTO MILIONI DI EURO ALLA TAP DALL’ALTA FINANZA INTERNAZIONALE

| 5 luglio 2014 | 0 Comments

Ecco un’altra prova della molteplicità di interessi economici e finanziari legati alla costruzione della Tap a esclusivo vantaggio delle lobby di potere  e dei potentati dell’alta finanza internazionale.

Pochi minuti fa una nota di agenzia anonima, ma qualificata e tempestiva quanto basta per “rassicurare” chi deve rassicurare, proprio nel momento in cui grazie alle lotte di molti cittadini salentini il progetto non si è ancora concretizzato, informa che la “Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ”finanzierà con “600-700 milioni” di euro il gasdotto Tap che collegherà il confine turco-greco all’Italia.

Da notare quel modo indicativo, tempo futuro assertivo.

Da notare quei cento milioni di euro ballerini, come se fossero cento euro: quante feste patronali, quanti giornali, quanti politici si possono comprare con cento milioni di euro ballerini?

La nota dell’ANSA così prosegue: “Lo ha detto il direttore generale per l’energia della Bers, Riccardo Puliti. Il finanziamento sarà garantito da circa 200 milioni dal bilancio Bers e per il rimanente dagli istituti consorziati.”.

Questa ulteriore specifica ci permette di capire molto altro ancora. Ci conferma l’enorme congerie di interessi puramente finanziari e speculativi dell’affare (per loro) Tap.

Tutto viene confermato anche dalla biografia del banchiere di turno che oggi ha rassicurato tutti i suoi uomini dell’affare e della banca che è andato a dirigere.

La Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo, a dispetto del nome, è un organismo finanziario internazionale, che opera nell’ Europa  centrale e orientale e dell’Asia centrale, al fine di consolidare in quei Paesi il liberalismo politico e il liberismo economico, con un’azione diretta.

In particolare, ha il compito statuario di favorire la privatizzazione delle imprese statali e l’instaurazione dell’economia di mercato.

Ovvio, in primo luogo per quanto riguarda le imprese strategiche, che sottrae alla sovranità statale e quindi popolare, per sottometterle agli interessi dei poteri forti. 

Riccardo Puliti (nella foto) è un banchiere italiano, che, prima di ricoprire l’attuale incarico, è cresciuto all’ IMI, nel salotto buono della finanza italiana, e si è poi affermato  negli ambienti dell’alta finanza internazionale di Londra, operando per conto della Rothschild and Sons, la banca d’affari della famiglia Rothschild, cuore dell’alta finanza intrnazionale. 

Uno schieramento di risorse e di interessi imponente, che spiega l’accuratezza e l’accanimento con cui l’operazione viene condotta, nonostante l’opposizione popolare. 

Giuseppe Puppo

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Category: Costume e società

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