MORSO DA UNA VEDOVA NERA NEL BOSCO DI SAN CATALDO, GIOVANE LECCESE FINISCE IN RIANIMAZIONE

| 16 giugno 2015 | 0 Comments

(t.l.)______Un giovane leccese, del quale non sono state rese note le generalità, ieri mattina, con un amico, era nelle campagne di San Cataldo, a raccogliere piante officinali, quando in primo luogo ha sentito pizzicare la gamba, e poi ha accusato dolori alla pancia ed a reni. Portato in ospedale, un infermiere del ‘Vito Fazzi’, esperto del settore, ha intuito, anche per la forte sudorazione, e i crampi, accusati dal paziente,  che poteva trattarsi di un morso di un ragno. Da qui la diagnosi per il giovane, che ha riconosciuto poi da una foto l’ insetto che lo aveva morso, e che è stato quindi sottoposto rapidamente a una terapia a base di cortisone, nonché di calciogluconato buono per alleviare il dolore: si trova ora in rianimazi0ne. I medici non hanno sciolto la prognosi.

Le cronache salentine non riportavano da tempo, per la precisione dal 1996, episodi del genere.

Nella fattispecie, si tratta della così detta ‘vedova nera’, cioè il Latrodectus tredecimguttatus, riconoscibile, quando vista, perché morde di nascosto e si dilegua rapidamente, dai puntini rossi sul dorso, lasciando il malcapitato in pericolo di vita, perché il veleno è in grado di attaccare il sistema nervoso.

Inevitabili i riferimenti al fenomeno dei tarantati e della taranta, la Lycosa tarantula, che però è più grossa, quindi più visibile, e pressoché innocua, suggestioni folkloristiche a parte.

 

 

 

Category: Cronaca

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