PROVERBIO SALENTINO DI OGGI MERCOLEDI’ 17 GIUGNO

| 17 giugno 2015 | 0 Comments
Il 17 giugno la Chiesa cattolica festeggia  San Ranieri di Pisa Eremita. Ricco mercante, in grado di leggere il latino, entrò in relazione con una asceta di Pisa, si convertì e decise di abbandonare la vita mondana.
Proverbio salentino del giorno: MACARI CU NDE MANGI NESPULE E CERASE, MARA DDHHA PANZA CI PANE NNU TRASE.
Letteralmente sarebbe: magari che mangi nespole e ciliegie, povera pancia se pane non entra.
Questo proverbio veniva spesso ripetuto  in questo periodo dell’anno, quando gli alberi di ciliegio e di nespolo erano carichi di frutti, e i genitori redarguivano i ragazzini  che saliti sugli alberi solevano farsi delle scorpacciate di questi prelibati frutti, rammento loro che un sostanzioso pranzo non poteva essere sostituito da quei frutti.
Povera pancia, quindi povero organismo, che fosse stata privata del pane.
Accadde.
Il 17 giugno 1972 Pietro Mennea corre i 100 metri piani in 10 secondi netti fissando il record europeo di categoria.
Un film  diretto da Luca Barbareschi  dedicato al grande campione pugliese è andato in onda nelle scorse settimane sulla Rai,
ma il personaggio televisivo assomiglia poco al vero Mennea, un uomo solitario sempre in lotta con il mondo, e che volle dimostrare al mondo  che con la ferrea volontà è possibile raggiungere qualsiasi traguardo
Era un atleta fuori moda, negli anni della contestazione quando tutti parlavano di comuni, di comunità, di gruppo, di masse, lui dimostrò come il singolo, l’individuo, anche senza avere dietro quelle strutture che tanti altri paesi fornivano ai loro atleti, fosse in grado di Vincere, prima di tutto sui propri limiti.
Pietro Mennea è stato un grande, perchè è stato un grande uomo prima che un grande sportivo, un solitario che è riuscito a volare alto contro tutto e contro tutti, e non certo per come qualche regista compiacente nei confronti di chi lo finanzia ha voluto farlo apparire.
I primi omicidi delle Brigate Rosse.
A Padova, un commando di terroristi armati fa irruzione della sede del ’Movimento Sociale italiano’ e uccide Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola. Sono i primi omicidi compiuti dalle Brigate Rosse. Secondo quanto ricostruito nel processo di appello, si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione: i due sarebbero stati assassinati con un colpo di pistola alla testa.
I partiti, i giornalisti, gli intellettuali anche dopo questi omicidi, negano l’esistenza del terrorismo comunista, e continuano a scrivere sui giornali e a ripetere in televisione: ” le cosidette e le fantomatiche Brigate Rosse”.
Enzo Tortora: un innocente viene arrestato.
Venerdì 17 giugno 1983: il volto di “portobello”, Enzo Tortora, viene svegliato alle 4 del mattino dai Carabinieri di Roma che lo arrestano per traffico di stupefacenti e associazione di stampocamorristico.
Queste parole del Tg2, mentre l’italia segue le immagini che mostrano il celebre presentatore in manette: “Enzo Tortora è stato arrestato in uno dei più lussuosi alberghi romani, il Plaza; ordine di cattura nel quale si parla di sospetta appartenenza all’associazione camorristicaNuova Camorra Organizzata (N.C.O), il clan cioè diretto e capeggiato da Raffaele Cutolo: un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e dei reati contro il patrimonio e la persona”.

Category: Cultura

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