PROVERBIO SALENTINO DI OGGI LUNEDI’ 22 GIUGNO

| 22 giugno 2015 | 0 Comments

Oggi la Chiesa cattolica festeggia San Paolino di Nola Vescovo. E’ stato un vescovo italiano, originario della Aquitania, venerato dalla Chiesa cattolica come santo. Fu vescovo di Nola nel V secolo. È considerato il patrono dei suonatori di campane, o campanari.

Proverbio salentino: CHICATE CANNA CA LU IENTU PASSA.

Letteralmente: piegati canna che il vento passa.
Quando c’è tempesta bisogna piegarsi per non farsi spezzare dalla furia del vento, tanto questo prima o poi passerà, e a quel punto si potrà rialzare la testa.

Giuseppe Mazzini: Nato a Genova il 22 giugno 1805 e morto a Pisa il 10 marzo del 1872, è stato un patriota, politico e filosofo. Fu il fondatore della Giovine Italia nel 1831, presentata in Francia dov’era stato esiliato, per portare avanti gli obiettivi di indipendenza, unità e libertà nazionali. Mazzini diede un contributo unico alla nascita dello Stato unitario italiano, anche se gli costò la latitanza, l’esilio e la morte in solitudine.
Fu un convinto anticomunista.

Le sue teorie furono anche riprese dai movimenti europei per l’affermazione della democrazia attraverso la forma repubblicana dello Stato, tanto che lui stesso fondò altri movimenti politici per la liberazione e l’unificazione di altri stati europei: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e, infine, la Giovine Europa.
In Italia, puntava sull’unione degli stati in un’unica repubblica, retta da un governo centrale, sola condizione possibile per la liberazione del popolo italiano dagli invasori stranieri, contro un federalismo che avrebbe fatto dell’Italia, invece, una nazione debole. La sua salma, mummificata e sepolta a Genova, nel Cimitero monumentale di Staglieno, fu esposta al pubblico in occasione della nascita della Repubblica Italiana.

 

Mazzini criticava i socialisti per il proclamato internazionalismo dei loro tempi, venato di anarchismo e di forte negazionismo, per l’attenzione da essi rivolta verso gli interessi di una sola classe: il proletariato; inoltre egli definiva arbitrario e impossibile a pretendere l’abolizione della proprietà privata: così si sarebbe dato un colpo mortale all’economia che non avrebbe premiato più i migliori. Ma la critica maggiore era rivolta contro il rischio che le ideologie socialiste estremistiche portassero a un totalitarismo: egli previde con lungimiranza quello che avverrà con la Rivoluzione d’ottobre del 1917 in Russia, cioè la formazione di una nuova classe di padroni politici e lo schiacciamento dell’individuo nella macchina industriale del socialismo reale.

Da queste critiche ne venne la valutazione negativa di Mazzini sulla rivolta che portò alla Comune di Parigi (1871). Mentre per Marx (ma anche per Bakunin) quello della Comune era stato un primo tentativo di distruggere lo stato accentratore borghese realizzando dal basso un nuovo tipo di stato, Mazzini, legato al concetto di Stato-nazione romantico, invece criticò la Comune vedendo in essa la fine della nazione, la minaccia di uno smembramento della Francia. Per salvaguardare l’economia e allo stesso tempo per tutelare i più poveri, Mazzini punta su una forma di lavoro cooperativo: l’operaio dovrà guardare oltre una lotta basata solo sul salario ma promuovere spazi via via crescenti di economia sociale con elementi di «piena responsabilità e proprietà sull’impresa».

Mazzini puntava sul superamento in senso sociale e democratico del capitalismo imprenditoriale classico, anticipando in questo sia le teorie distribuzioniste, sia le teorie che esaltano il valore dell’associazione fra i produttori. La sua influenza sulla prima fase del movimento operaio fu per questo molto importante e anche il Fascismo, in particolare la sua corrente “repubblicana” e socializzatrice, si ispirerà al pensiero economico mazziniano come terza via corporativa tra il modellocapitalista e quello marxista.

 

Per Maradona gol di mano e del secolo
Domenica 22 giugno 1986 – Per Maradona gol di mano e del secolo: «un poco con la cabeza de Maradona y otro poco con la mano de Dios» (un po’ con la testa di Maradona ed un altro po’ con la mano di Dio). Questa è l’ironica definizione di Diego Armando Maradona del suo famoso gol di mano, espressa nel dopo-partita di Argentina-Inghilterra (2-1), incontro valevole per i quarti di finale dei Mondiali di calcio di Messico ’86, giocato nello Stadio Azteca di Città del Messico.

Da cineteca poi il suo secondo gol, dopo una corsa di sessanta metri, scelto nel 2002 come gol del secolo in un mondiale.Grazie a questa vittoria, l’Argentina continua il cammino verso la conquista della Coppa del Mondo FIFA, battendo in semifinale il Belgio e in finale la Germania

Category: Cultura

Lascia un commento